La quarta generazione della mitica Hypermotard si rifà al passato con un look snello e aggressivo, soprattutto nella parte frontale. La ciclistica vede al lavoro un raffinato telaio monoscocca front frame in alluminio e abbinato a un forcellone bibraccio in stile Panigale V4. Il motore è bicilindrico a L con fasatura variabile e richiamo delle valvole a molla per favorire gli intervalli di manutenzione. La versione base monta sospensioni Kayaba, mentre la SP ha un pacchetto firmato completamente Öhlins. Differenti anche i freni, i cerchi e gli pneumatici di primo equipaggiamento: la base punta su pinze Brembo M4.32, cerchi in fusione e gomme Pirelli Rosso IV; la SP invece alza il livello con le Brembo M50, cerchi forgiati più leggeri e le Pirelli Rosso Corsa IV. Per la top di gamma c'è anche la batteria al litio, il pit limiter ed il Launch Control. L'elettronica offre poi 4 mappe motore personalizzabili nella risposta dell'acceleratore, nell'intervento del controllo di trazione, dell'antimpennata e dell'ABS Cornering, e nella gestione del freno motore. Sul m.y. 2026 è stato implementato anche lo slide-by-brake che aiuta a gestire la derapata in ingresso curva.
Quale scegliere
La versione base ha già tutto per divertirsi alla grande.
Pregi e difetti
Il motore è ricco di coppia, ha un'erogazione lineare e spinge forte agli alti. Grande controllo in ogni condizione e divertimento assicurato in ogni contesto. L'elettronica è precisissima e degna di una moto sportiva.
Avantreno un po' leggerino e pedane basse limitano le performance quando si alza il ritmo. Il cambio elettronico è un po' troppo sensibile.
Foto e immagini
Ducati Hypermotard V2 recensioni
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