Questa supersportiva è dotata di un raffinato motore V4 inserito in un telaio a doppia culla in alluminio pressofuso, abbinato a un forcellone monobraccio dello stesso materiale. La ciclistica si affida a sospensioni Marzocchi completamente regolabili, che sulle versioniApex e Signature sono addirittura di tipo semiattivo. La dotazione elettronica è decisamente ricca e tutte le funzioni sono gestite tramite un display TFT touch da 8”. La posizione di guida è scomoda, i semimanubri bassi e il busto molto avanti stancano in fretta polsi e avambracci. La sella offre spazio a sufficienza per i movimenti del pilota. La ciclistica non è comunicativa come alcune concorrenti, ha reazioni che vanno un po’ capite. La Manx è efficace da guidare soprattutto nei curvoni veloci, dove si può sfruttare la grande spinta ai medi regimi del V4 che invece è un po’ limitato in allungo. Non è rapidissima nello scendere in piega e nei cambi di direzione, dove va indirizzata con spostamenti decisi del corpo. Solo discreto il cambio per rapidità e precisione. L’elettronica è invece ben calibrata e il controllo di trazione interviene in modo efficace.
Quale scegliere
La versione base costa già cara e ha tutto quello che serve.
Pregi e difetti
La dotazione è ricca, il motore spinge molto bene ai medi regimi, le finiture sono curate.
La ciclistica non è molto comunicativa soprattutto in pista, cambio non molto rapido.
Foto e immagini
Norton Manx R recensioni
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