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Prova Ducati Hypermotard V2 2026: tanto controllo e grande divertimento

La motardona di Borgo Panigale si rivoluziona ma non perde la sua identità: motore da 120 CV ricco di coppia e allungo, ciclistica pensata per divertirsi e un pacchetto elettronico super raffinato. Si fa pagare, ma l'adrenalina è garantita, anche in pista

Un po' motard, un po' naked... non si capiva tanto bene cosa volesse fare Ducati con la primissima Hypermotard, ma moltissimi appassionati ne sono rimasti folgorati. Sono passati poco più di vent'anni dal debutto della fun bike di Borgo Panigale, che continua a distinguersi dalla concorrenza più "normale" per il suo animo teppista e le soluzioni tecniche d'eccellenza. Per il 2026 il progetto è stato stravolto, ma senza perdere la sua identità. La Hypermotard è ancora la moto più divertente in circolazione? Per rispondere a questa domanda abbiamo messo alla prova la nuova V2 SP, la versione top di gamma, sul circuito di Modena: forse non l'habitat naturale di questo modello, ma le belle sorprese non sono mancate...

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La nuova Ducati Hypermotard V2 SP si fa notare per questa colorazione decisamente sportiva

La Ducati Hypermotard V2 SP in breve

Il model year 2026 della motardona di Ducati rende omaggio alla prima generazione, in particolare le forme dei fianchetti e del musetto, caratterizzato dal classico parafango a becco con doppia presa d'aria e da un faro a Led più snello e slanciato rispetto a quello della passata 950. Ritroviamo anche il doppio scarico alto che da voce al nuovo bicilindrico V2 da 890 cm3 condiviso con altri modelli in gamma. È leggerissimo rispetto al vecchio Testastretta e ha in buona parte contribuito a ridurre il peso di 14 kg sulla SP e di 13 kg sulla base. C'è la fasatura variabile sull'aspirazione e non c'è la distribuzione desmodromica, scelta meno raffinata ma con il richiamo a molla delle valvole gli intervalli di manutenzione sono molto più convenienti. Il blocco ha dei rapporti ottimizzati rispetto agli altri V2 per esaltare l'accelerazione e la reattività: potenza di 120,4 CV a 10.750 giri/min e una coppia massima di 94 Nm, con il 70% già disponibile a 3.000 giri.

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Il doppio scarico è sempre sotto sella, ma i silenziatori sono un po' più staccati della prima generazione

La Hypermotard V2 perde anche il telaio a traliccio in tubi di acciaio e il forcellone monobraccio per far spazio ad un front frame in alluminio e ad un bibraccio scultoreo, a conferma del nuova filosofia costruttiva di Ducati. La SP è inoltre arricchita da un pacchetto sospensioni completamente firmato Öhlins: davanti forcella NIX30 a steli rovesciati da 48 mm, completamente regolabile, così come il monoammortizzatore STX46 montato lateralmente. Questa versione ha anche i cerchi forgiati (-1,56 kg), le pinze monoblocco Brembo M50 che mordono dischi da 320 mm e le gomme Pirelli Rosso Corsa IV (che tra l'altro abbiamo usato tra i cordoli).

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I cerchi forgiati bianchi e il forcellone bibraccio in alluminio esaltano il look aggressivo

L'elettronica è praticamente da superbike, a partire dalla batteria al litio che ha contribuito a fermare l'ago della bilancia a 177 kg con il serbatoio da 12,5 litri vuoto. Sotto al naso del guidatore è presente un cruscotto TFT a colori da 5" che permette di modificare e personalizzare tutte e quattro le mappe motore: tre risposte dell'acceleratore, controllo di trazione Cornering, ABS Cornering regolabile e disattivabile al posteriore, antimpennata, gestione del freno motore, pit limiter, Launch control e slide-by-brake, sistema che sfrutta le informazioni della piattaforma inerziale per gestire la derapata in ingresso curva come i piloti. Per la strada non manca il cruise control, possibilità di avere il navigatore turn-by-turn e una presa di ricarica USB.

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Questa la visualizzazione "racing" del cruscotto della Hypermotard V2 SP

Come va la Ducati Hypermotard V2 SP

La posizione di guida è da motard: alta, avanzata, pedane basse, tanto spazio per muoversi in sella e manubrio largo per migliorare il controllo. È diversa rispetto alle naked tradizionali, ma ci si abitua in fretta, anche se in pista purtroppo non siamo riusciti a valutarne il comfort dopo ore alla guida. La seduta comunque è altina, 88 cm, ma il cavallo snello facilita all'appoggio dei piedi a terra già per chi è sul metro e 75. In ogni caso Ducati offre sella ribassata (86,5 cm) e kit sospensioni che permettono di scendere fino a 85 cm.

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In pista l'Hypermotard è puro divertimento, merito di un'elettronica raffinatissima

Dopo pochi metri ci si sente subito in sella ad una rossa di nuova generazione: la ciclistica è molto comunicativa e bastano un paio di curve per trovare confidenza e alzare il ritmo. La Hyper è sveltissima, soprattutto nei cambi di direzione, ma bilanciamento e impostazione sono comunque da motard: le pedane sfiorano in fretta l'asfalto e l'anteriore un po' leggerino tende a far muovere un po' l'assetto in fase di inserimento. Quando si alza il ritmo il posteriore scondizola ma sempre con controllo e alla fine questi movimenti si traducono in emozione e grande divertimento. Comunque, nonostante un setting morbido per la pista, con le regolazioni offerte dalle sospensioni Öhlins i tecnici Ducati sono riusciti a darci supporto tecnico per sfruttare al meglio la ciclistica.

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Tra le curve è svelta e reattiva, ma bisogna fare i conti con un avantreno un po' leggerino

Coinvolgente e grintoso il nuovo motore V2 che ha un'erogazione piena e lineare dal minimo fino alla zona rossa: ai bassi non strappa, agli alti urla e si mangia una marcia dopo l'altra. A tal proposito, il quick shift bidirezionale è sempre svelto a rispondere in scalata ed in innesto, anche se è un po' troppo sensibile quando si punta il piede sulla leva. Grande pollice in su l'elettronica: gestione del gas impeccabile e controlli che intervengono solo quando necessario e senza farsi sentire, anche i pistaoli più esperti ne saranno soddisfatti.

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Il motore è ricco di coppia ai medi e bassi regimi, ma allunga con grinta

Interessante il sistema slide-by-brake per prendere confidenza con il posteriore "a bandiera", anche se per sfruttarlo a dovere bisogna avere un certo livello di esperienza e un gran controllo del mezzo ad alte velocità. Per farvi capire: per attivare la strategia bisogna decelerare forte (con il freno davanti) e stampare il piede destro sul freno dietro lasciando che l'elettronica gestisca il traverso per velocizzare l'ingresso in curva. Roba che tra il dire e il fare... In ogni caso, nonostante la pista non sia il terrero di caccia per eccellenza della Hypermotard, in sella a questa novità ci sia gustati ogni singolo turno (bagarre compresa) e, a fine giornata, siamo tutti scesi dalla moto con il sorriso stampato in faccia a conferma che questa fun bike sa come far divertire, che sia in strada o in circuito.

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La Ducati Hypermotard V2 SP 2026 affiancata dalla versione base, in rosso

Prezzo e colori Ducati Hypermotard V2 2026

Come anticipato, la nuova generazione della motardona di Borgo Panigale è disponibile in due versioni, con un colore per ciascuna: la base, che monta sospensioni Kayaba, cerchi in fusione e pinze Brembo M4.32, viene venduta in rosso ad un prezzo di listino di 15.590 euro; la V2 SP, invece, si presenta la grafica a base bianca che vedete in foto e costa 19.890 euro f.c. Un listino caro, che però conferma il ricchissimo pacchetto tecnico ed elettronico della Hypermotard. Per quanto riguarda i più giovani, Ducati offre anche una versione depotenziata a 35 kW per chi ha la patente A2 ad un prezzo scontato di 1.000 euro per entrambi gli allestimenti.

Carta d'identità

Dati tecnici (dichiarati dalla casa)
MotoreBicilindrico a L
Cilindrata (cm3)890
Raffreddamentoa liquido
Alimentazionea iniezione
Cambioa 6 rapporti
Potenza CV (kW)/giri120,4 (88,5)/10.750
Freno anteriorea doppio disco
Freno posteriorea disco
Velocità massima (km/h)nd
Dimensioni
Altezza sella (cm)88
Interasse (cm)151,4
Lunghezza (cm)nd
Peso (kg)177
Pneumatico anteriore120/70-17"
Pneumatico posteriore190/55-17"
Capacità serbatoio (litri)12,5
Riserva litrind

 

Ducati Hypermotard V2 SP 2026

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