La Tracker 400 sfodera inaspettate doti di guida tra le curve: la sella a 80,5 cm è ben sagomata e accoppiata a un manubrio largo e ribassato con pedane arretrate, adatti alla guida dinamica ma senza risultare troppo affaticanti. Il motore monocilindrico garantisce un’erogazione vigorosa ai bassi e progressiva ai medi; agli alti regimi invece perde un po' di spinta e trasmette qualche vibrazione di troppo su pedane e comandi. Il telaio è una classica struttura in tubi d’acciaio, il forcellone è in alluminio con monoammortizzatore regolabile nel precarico, mentre la forcella è a steli rovesciati da 43 mm, entrambi hanno una taratura scorrevole e piuttosto morbida che assicura un ottimo comfort sullo sconnesso pur mantenendo una buona precisione a tutte le andature, a patto di assecondare la sua discesa in piega fluida: la Tracker 400 è intuitiva e svelta nell'impostare le curve. La frenata è assicurata all’anteriore da un disco singolo di 300 mm con pinza ad attacco radiale Bybre e al posteriore da un disco di 230 mm.
Pregi e difetti
La posizione di guida è comoda e offre un'ottima abitabilità anche per i più alti. Il motore spinge con grinta ai bassi e medi regimi. Molto buona la tenuta di strada.
Il motore perde brillantezza nell'allungo oltre gli 8.000 giri, accompagnato da qualche vibrazione. Le sospensioni dalla taratura tendente al morbido possono risultare un po' cedevoli quando si alza molto il ritmo.
Foto e immagini
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