Evoluzione della Z 650, la Z 650 S ha una posizione di guida comoda anche per i piloti più alti, mentre il bicilindrico 650 ha una erogazione lineare, è pronto all'apertura del gas e dà il meglio ai medi regimi. La ciclistica può contare su un telaio a traliccio in acciaio, forcella con steli tradizionali da 41 mm e monoammortizzatore con schema orizzontale Black Link regolabile in estensione e precarico della molla. L'impianto frenante vede al lavoro due dischi semiflottanti da 300 mm all'anteriore, morsi da pinze a 2 pistoncini ad attacco assiale e un disco da 220 mm al posteriore. L'elettronica è limitata al controllo di trazione (settabile su 2 livelli di intervento) e dall'ABS. Tra le curve facile: corta e abbastanza leggera, scende in piega rapida ed è stabile in percorrenza ma non bisogna pretendere troppo dalla forcella che non ama la guida sportiva. Anche il monoammortizzatore tende a "sedersi" in uscita di curva ma si può intervenire sulla molla.
Pregi e difetti
La posizione di guida comoda ed efficace, il bicilindrico facile ma capace di buone prestazioni, la frenata potente il giusto ma mai aggressiva e facile da modulare.
La forcella priva di regolazioni, le vibrazioni al manubrio, gli pneumatici di primo equipaggiamento.
Foto e immagini
Kawasaki Z650 S
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