Ha una linea da special artigianale, ma in realtà è una moto tutta di serie offerta per di più a un prezzo interessante. La forcella “carenata” è il pezzo forte, ma sotto le cover in plastica c’è una normalissima forcella a steli rovesciati non regolabile. L’ammortizzatore KYB, montato sotto la sella “sospesa”, è invece regolabile nel precarico molla. La trasmissione finale è a cinghia, e ci sono dettagli ricercati come il forcellone in alluminio, il manubrio in pezzo unico imbullonato sulla piastra di sterzo e i cerchi con finitura color bronzo. La posizione di guida è “strana” ma non scomoda: il manubrio basso è ben sagomato, la sella è confortevole e bassa, le pedane sono poco avanzate. Il motore ha un po’ di on-off (soprattutto a freddo) e qualche vibrazione agli alti regimi, ma l’erogazione è sempre fluida e progressiva e si rivela bello grintoso dai 5.000 giri in su. Tra le curve la Napoleonbob è solida e precisa, peccato per le pedane che strisciano troppo presto a terra. Ottima anche la frenata. Un consiglio: in caso di pioggia, usate una tuta antipioggia efficace, perché la ruota posteriore “spara” l’acqua sulla schiena.
Quale scegliere
La versione con motore 500 è più brillante e divertente da usare. La 250 va bene se volete risparmiare qualcosa.
Pregi e difetti
Il motore dai 5.00 giri è grintoso, l’avantreno è preciso, l’estetica ricercata.
È monoposto, niente passeggero. Le gomme larghe limitano un po’ la maneggevolezza.
Foto e immagini
Benda Motorcycle Napoleonbob
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