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Ducati Monster 2026: più facile e sportiva

La naked di Borgo Panigale si rinnova nel look e nella tecnica con il nuovo motore V2 e una ciclistica affilata per godersi le curve. Prezzo salato, ma il pacchetto è premium

Sono passati oltre 30 anni dal debutto della prima Monster 900: una leggenda nel mondo delle due ruote e, non a caso, anche il modello più longevo di Ducati. Nel corso della sua storia, la naked di Borgo Panigale è cambiata radicalmente, in meglio ovviamente: non c'è più il telaio a traliccio, così come la distribuzione desmodromica, due "chicche" che i più fedeli appassionati rimpiangono ma che confermano la continua evoluzione, basata anche sull'esperienza in MotoGP, per offrire moto di serie sempre più divertenti, veloci e affidabili.

Il model year 2026, nonché quinta generazione di Monster, ha fatto un altro passo avanti (qui tutte le novità), senza però perdere la sua identità: dopo averla ammirata a EICMA, finalmente siamo riusciti a montarci in sella per raccontarvi come va!

La nuova Ducati Monster vista da dietro

Come è fatta la Ducati Monster 2026

Le novità della nuda di Borgo Panigale sono a tutto tondo, a partire dall'estetica che richiama fortemente i primi modelli. Il serbatoio, infatti, torna ad essere più gonfio e bombato e sono state aggiunte due piccole aperture che, oltre a ricordare il m.y. 2008, hanno permesso di avere un ottimo raggio di sterzata e di enfatizzare la voce del motore V2. Ci sono anche nuovi fari full Led con firma luminosa a doppia "C" e il doppio scarico di forma cilindrica sul lato destro ha un taglio un po' meno sportivo ma un po' più Monster.

Il nuovo bicilindrico V2 da 890 cm3: sulla Monster arriva a 111 CV

La grande novità, però, è il bicilindrico a L di nuova generazione, condiviso con tutti gli altri modelli della famiglia V2, quindi la Multistrada, la Panigale, la Streetfighter, l'Hypermotard e presto anche la futura DesertX. Si tratta del nuovissimo blocco da 890 cm3 dotato di fasatura variabile sull'aspirazione: è leggerissimo, perché pesa 5,9 kg in meno del vecchio Testastretta e ha fortemente contribuito ad abbassare il peso complessivo della moto di 4 kg (l'ago della bilancia si ferma a 175 kg con il serbatoio da 14 litri vuoto). Come anticipato, ha il richiamo delle valvole a molla, più tradizionale rispetto all'affascinante ma anche delicato sistema desmodromico: il grande vantaggio però è sugli intervalli di manutezione che arrivano a 15.000 km (o 2 anni) per il cambio olio e 45.000 km per il controllo del gioco valvole. Comunque il risultato è una naked da 111 CV a 9.000 giri/min e una coppia di 91.1 Nm a 7.250 giri/min. Di serie c'è il quick shift bidirezionale che garantisce innesti e scalate fluidi e precisi, anche a basse andature.

Un piccolo easter egg: sul fianchetto le coordinate del quartier generale di Ducati

Anche la ciclistica è stata aggiornata: il telaio front frame in alluminio è nuovo e condiviso con la Streetfighter, anche se le quote geometriche sono completamente diverse, e il forcellone bibraccio si ispira a quello della Panigale V4. Le sospensioni sono Showa, con all'anteriore una forcella a steli rovesciati da 43 mm priva di regolazioni e al posteriore un monoammortizzatore montato lateralmente regolabile solo nel precarico. Per quanto riguarda invece gomme e freni, Ducati continua ad affidarsi a Pirelli e Brembo: di primo equipaggiamento le Rosso IV e impianto frenante radiale con pinze M4.32 che mordono due dischi da 320 mm. Di alto livello anche il pacchetto elettronico, che si gestisce tramite un cruscotto TFT a colori da 5" rivisto nella grafica e il nuovo blocchetto di sinistra dotato di joystick. Di serie ci sono 4 mappe motore personalizzabili (Sport, Road, Urban e Wet), controllo di trazione e ABS Cornering, antimpennata e gestione del freno motore.

La nuova Monster è una naked accessibile, ma molto efficace tra le curve

Come va la Ducati Monster 2026

La seduta della nuova Monster è accogliente: tra le gambe si capisce di avere una moto matura che offre una posizione di guida rilassata sì, ma anche attiva. Le pedane sono abbastanza arretrate e rialzate per la categoria, caratteristiche che potrebbe far stare un po' stretti i motociclisti sopra il metro e 85. Questa naked, però, è pensata per accogliere un pubblico molto ampio: la sella posizionata a 81,5 cm da terra (-5 mm rispetto al passato) ha un profilo più snello per agevolare l'appoggio dei piedi a terra ma, se ciò non bastasse, Ducati ha già preparato una sella ribassata di 2 cm più un kit sospensioni che permette di scendere di ulteriori 2 cm. Il nuovo motore V2 è il punto forte di questa novità: è ricchissimo di coppia ai bassi regimi, si riscatta senza strappare e le vibrazioni sono praticamente nulle a velocità costanti, anche autostradali.

La posizione di guida è comoda e accogliente per biker di tutte le taglie

La mappa Sport è perfetta per divertirsi, ma basta mettere in Road per avere una risposta più dolce e renderla ancora più amichevole e accessibile per chi si sta approcciando alle moto di grossa cilindrata. Fin dai primi metri, infatti, trasmette molta confidenza, a prescindere dalle condizioni dell'asfalto (e qui il merito va anche agli pneumatici di primo equipaggiamento, che si comportano molto bene sia sull'asciutto che sul bagnato). Tra le curve è svelta a scendere in piega, reattiva e leggera nei cambi di direzione: su questo fronte i tecnici Ducati sono riusciti a trovare un ottimo bilanciamento per offrire agilità e stabilità.

Il motore è ricco di coppia ai medi e bassi regimi e allunga con grinta fino a 10.000 giri/min dove inizia la zona rossa

Azzeccata anche la taratura delle sospensioni che, anche se hanno un setting tendente al morbido per digerire le asperità della strada nel massimo controllo, permettono di alzare il ritmo e di divertirsi quasi come su una naked più sportiva. Il tutto supportati da un impianto frenante potente e dall'attacco dolce e progressivo per non mettere in difficoltà chi ha meno esperienza. L'elettronica poi permette di cucirsi la moto addosso e l'intervento quasi impercettibile di controllo di trazione e ABS fa guidare con ancora più sicurezza e tranquillità.

Due i colori in gamma per la Monster 2026: il classico rosso e un bianco con cerchi rossi, quale preferite?

Prezzo e colori

La quinta generazione della Monster è disponibile in due tinte: rossa oppure bianca con cerchi rossi. C'è anche la versione Monster+ che aggiunge cover sella passeggero e un piccolo cupolino sportivo. Il prezzo parte da 12.890 euro f.c., un po' più impegnativo rispetto alle naked della concorrenza a conferma del pacchetto premium di questa naked italiana. Come per altri modelli in gamma, è disponibile anche la versione depotenziata a 35 kW per poterla guidare con la patente A2: da sottolineare che per incentivare i giovani a salire in sella il listino di questo allestimento "depo" scende di 1.000 euro.

Carta d'identità

Dati tecnici (dichiarati dalla casa)
Motorebicilindrico a L
Cilindrata (cm3)890
Raffreddamentoa liquido
Alimentazionea iniezione
Cambioa 6 rapporti
Potenza CV (kW)/giri111 (81,6)/9.000
Freno anteriorea doppio disco
Freno posteriorea disco
Velocità massima (km/h)nd
Dimensioni
Altezza sella (cm)81,5
Interasse (cm)149,2
Lunghezza (cm)nd
Peso (kg)175
Pneumatico anteriore120/70-17"
Pneumatico posteriore180/55-17"
Capacità serbatoio (litri)14
Riserva litrind

 

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