Vespa Primavera 125 80th: ha il vestito della festa
La serie speciale nata per celebrare gli 80 anni della Vespa sfoggia la livrea dei primi modelli, dettagli raffinati e tutte le novità 2026. Prezzo alto, ma giustificato
Foto e immagini
Il 23 marzo 1946 alla Mostra della Meccanica e della Metallurgia di Torino, debuttava il primo scooter Piaggio, uno dei principali produttori aeronautici italiani. Dopo la guerra bisognava riconvertirsi e ricostruire: abbandonare gli aerei, a Pontedera nasceva la Vespa, segnando l’inizio di una rivoluzione del trasporto e dei costumi. Per festeggiare i suoi ottant’anni, quest’anno la Vespa si è vestita a festa, sfoggiando la stessa colorazione dei primi modelli. La Primavera 125 80th sfoggia il logo celebrativo “80th” nella parte bassa del retroscudo ed è impreziosita dalla livrea verde pastello su carrozzeria, cerchi, maniglione del passeggero, manopole, specchietti e blocchetti al manubrio.
Non cambia la tecnica
Resta invariata la base tecnica con motore monocilindrico quattro tempi di 124 cm³ e 11 CV di potenza massima a 8.000 giri, scocca portante in lamiera e sospensione anteriore con monobraccio. Novità 2026 su tutte le Primavera e Sprint sono il disco freno posteriore (in luogo dell’ormai obsoleto tamburo), la strumentazione digitale, l’avviamento keyless e la griglia di raffreddamento sulla “pancia” sinistra. La sella ha poi un nuovo rivestimento , il cravattino sullo scudo è stato ridisegnato e torna il gancio portaborse sotto il manubrio. I cerchi sono entrambi di 12 pollici, mentre il prezzo è alto ma coerente al brand: 5.750 euro f.c.
Come va
La posizione di guida è comoda, con la sella bassa e morbida e lo spazio per le gambe abbondante: anche chi si aggira attorno ai 180 cm sta con le ginocchia ben lontane dallo scudo. Il motore ha un’erogazione lineare senza strappi o vuoti, perfetto anche per chi è alle prime armi. In città la Primavera è molto agile e si muove svelta nel traffico, il peso è contenuto e la seduta poco distante dal suolo, appena 78,5 cm, consente a tutti di poggiare entrambi i piedi in sicurezza. La ciclistica è sincera e a velocità cittadine la stabilità è ottima, la discesa in piega è graduale e mai brusca, mentre le sospensioni garantiscono un discreto comfort anche sui fondi sconnessi. Bene la frenata, molto modulabile e sufficientemente potente, peccato solo la scelta poco comprensibile di limitare l’intervento dell’ABS al solo disco anteriore.
Carta d'identità
| Motore | monocilindrico, 4 tempi |
| Cilindrata (cm3) | 124 |
| Raffreddamento | ad aria |
| Alimentazione | a iniezione |
| Cambio | automatico |
| Potenza CV (kW)/giri | 11(8,1)/8.000 |
| Freno anteriore | a disco |
| Freno posteriore | a disco |
| Velocità massima (km/h) | n.d |
| Altezza sella (cm) | 79 |
| Interasse (cm) | 134 |
| Lunghezza (cm) | 187 |
| Peso (kg) | n.d |
| Pneumatico anteriore | 110/70-12" |
| Pneumatico posteriore | 120/70-12" |
| Capacità serbatoio (litri) | 8 |
| Riserva litri | n.d |