Salta al contenuto principale

Prova Royal Enfield Flying Flea C6, leggera e a buon prezzo

La Flying Flea C6 è la prima moto elettrica della casa indiana: ben fatta, raffinata e leggera. Da usare in città è una vera sorpresa

La Flying Flea originale è un pezzo di leggenda: una moto militare leggerissima costruita negli anni 40 per essere paracadutata oltre le linee nemiche chiusa in una gabbia tubolare. Royal Enfield ha ripescato quel mito e ci ha costruito sopra un marchio intero dedicato solo alle elettriche. La C6 è il primo capitolo: vista come manifesto a EICMA 2024, mostrata in versione definitiva a EICMA 2025 accanto alla sorella scrambler S6 e oggi, finalmente, è arrivata sul mercato europeo con un lancio città per città che parte da Parigi e proseguirà su Barcellona, Londra, Roma e Berlino. Il posizionamento è quello della "city+", l'urbana con l'ambizione di superare ogni tanto i confini della città, e la casa la propone dichiaratamente come alternativa agli scooter, più anonimi e ripetitivi.

Image

Come è fatta

Veniamo alla tecnica, che è la parte più interessante. Il motore elettrico sincrono a magneti permanenti ha poco più di 20 CV, trasmessi alla ruota posteriore da una cinghia silenziosissima e a bassa manutenzione. Il peso si ferma a 124 kg, un valore notevolmente contenuto per un'elettrica. La velocità massima è di 115 km/h, più che sufficiente per un uso cittadino e qualche capatina in tangenziale. La batteria è da 3,91 kWh, deliberatamente compatta per contenere peso e costo. La ricarica dal 20 all'80% richiede poco più di un'ora, con un ritmo di circa un chilometro di autonomia recuperato per ogni minuto sotto carica. L'autonomia dichiarata è di 104 km sul ciclo WMTC: un numero più che discreto per l'uso urbano, ma che nella realtà andrà limato verso il basso di circa una decina di km.

Image

Il motore è stato sviluppato internamente da Rpayal Enfield

Ciclistica... materiali di alta qualità

Sul fronte ciclistico, la firma è tutta nella forcella: una unità in alluminio, quel sistema a parallelogramma con gli steli esterni, citazione diretta del design anni quaranta reinterpretata in chiave moderna. Attorno c’è un esoscheletro in alluminio forgiato che richiama la gabbia di protezione della moto bellica, mentre il carter batteria è in magnesio alettato, materiale pregiato e soprattutto inedito su una moto elettrica dal prezzo contenuto, scelto per unire leggerezza e dissipazione del calore. La vera sorpresa, però, è la dotazione elettronica, perché su una moto di questa fascia certi contenuti non te li aspetti. Ci sono l'ABS cornering più il controllo di trazione, cinque mappe motore di cui una configurabile e una frenata rigenerativa a due stadi anch’essa configurabile. Il display è un TFT touchscreen con navigazione Google Maps integrata (molto completo, ma lo sfondo bianco configurabile si vede pochino sotto al sole), connettività per lo smartphone, la ricarica wireless del telefono e udite udite la diagnostica a distanza tramite modulo 4G, il tutto gestito da un sistema operativo Android proprietario. La moto protagonista di queste pagine ha solo la sella pilota, ma di serie è previsto anche il sellino passeggero, smontabile facilmente e per di più molto versatile. Basta infatti rimuovere l’imbottitura per trasformarlo in una pratica piastra portapacchi. All'arrivo in concessionaria, previsto per ottobre, la C6 sarà proposta in tre colorazioni, tutte fedeli all'estetica neo-vintage e al motto "Born Airborne": Flea Green, Storm Black e Parachute White.

Image

Quanto costa

E veniamo al prezzo europeo la Flying Flea C6 parte da 5.990 euro al lordo degli incentivi (che in Italia valgono per oltre 1000 euro, quindi il prezzo reale scende sotto i 5.000). Cinque le città preposte al lancio e che avranno uno store dedicato: Parigi, Londra Berlino, Barcellona e Roma. La scommessa di Royal Enfield è netta e semplice: la C6 va a occupare un posto oggi quasi vuoto, quello dell'elettrica urbana economica ma che non rinuncia a stile e contenuti di qualità. Del resto di rivali vere e proprie non ce n’è, attualmente il mercato prevede elettriche ipertecnologiche a prezzi esagerati, oppure motorette economiche ma prive di linea e personalità. La Flying Flea prende il meglio di questi due filoni, unendo la dotazione al prezzo interessante, ma mette sul piatto qualcosa che alle altre manca: storia e una faccia riconoscibile.

Image

Come va

Fin dai primi metri la C6 gioca tutto sulla leggerezza, e si sente: i suoi 124 kg  quasi spariscono in movimento, con una prontezza tra le curve che è la sua dote più evidente. Imposta le curve senza pigrizia, ben differente da quelle elettriche urbane pesanti che vanno convinte a cambiare direzione. Il comfort è discreto: le sospensioni sono tarate sul rigido e fanno sentire le buche, mentre la sella è ben imbottita ma conformata in una maniera tale da spingere il pilota verso il serbatoio e alla lunga dà fastidio. L'accelerazione è molto brillante soprattutto nelle mappe più "sportive", la coppia piena da zero giri dell'elettrico c'è tutta e si fa sentire in apertura. L’elettronica di controllo lavora bene: interviene senza farsi notare (che è esattamente quello che serve nella guida in città), un punto in più per il controllo di trazione già perfettamente a punto, un filo meno l’ABS che pecca un po’ di gioventù entrando in funzione un po’ troppo lentamente, ma si tratta di un dettaglio a cui i tecnici stanno già lavorando.

 

Carta d'identità

Dati tecnici (dichiarati dalla casa)
Motoreelettrico brushless
Batteria3,91 kwh
Ricarica da 20 a 80%1 ora
Alimentazione 
Cambioautomatico
Potenza CV (kW)/giri 
Freno anteriorea disco
Freno posteriorea disco
Velocità massima (km/h)115
Dimensioni
Altezza sella (cm)nd
Interasse (cm)nd
Lunghezza (cm)nd
Peso (kg)124
Pneumatico anteriorend
Pneumatico posteriorend
Autonomia104 km
Riserva litrinr

 

Aggiungi un commento
Profile picture for user vincenzodigiulio
vincenzodigiulio
Lun, 21/09/2026 - 14:46
prodotto interessante, esteticamente molto bella
Profile picture for user Eto.Demerzel
Eto.Demerzel
Mar, 22/09/2026 - 10:38
È inutile, possono modellare il sotto serbatoio con finte alette o altro di simile, ma resterà sempre un dannato frullino a pile. NON è roba per motociclisti veri, ma per nerd un po’ cheap e alternativi che vogliono sostituire lo sputer con l’ultimo gadget a pile su ruote.