Prova Honda CB1000F: la Hornet veste vintage!
Si rifà nelle linee e nei colori alle CB 750F e 900F Bol D'Or, ma la base tecnica è quella della Hornet 1000, seppur con alcune modifiche. Bella e divertente da guidare, ha un motore regolare ma grintoso, una ciclistica sana e una dotazione di livello. Prezzo corretto
Foto e immagini
Dopo una lunga attesa, Honda ha finalmente svelato lo scorso autunno la nuova CB1000F, la roadster che richiama nelle forme, nello stile e nelle livree le CB750F e CB900F Bol d'Or degli anni Ottanta. A distanza di qualche mese dal debutto, abbiamo avuto l'opportunità di provarla in anteprima.
Prima di raccontarvi come va, diamo un occhio alle sue caratteristiche tecniche. La CB1000F condivide gran parte della propria base meccanica con la CB1000 Hornet, introdotta nel 2025 (qui la nostra prova completa). Il telaio in acciaio (ad eccezione del telaietto), il forcellone in alluminio, le sospensioni Showa completamente regolabili – con forcella a steli rovesciati e monoammortizzatore centrale – così come i cerchi e l'impianto frenante sono infatti gli stessi. Cambia invece l'altezza della sella, che sulla nuova arrivata scende a 79,5 cm rispetto agli 81 cm della Hornet.
Confermato anche il motore, il quattro cilindri in linea raffreddato a liquido di derivazione Fireblade MY 2017. Sulla CB1000F ha però una configurazione dedicata, pensata per migliorare il carattere a i bassi e medi regimi, per questo la potenza è stata ridotta a 124 CV a 9.000 giri/min. La coppia massima raggiunge invece i 103 Nm a 8.000 giri/min. La trasmissione prevede un cambio a sei rapporti, con le prime due marce piùcorte e la sesta più lunga, mentre il controllo di trazione è incluso nella dotazione di serie. Per chi lo desidera è disponibile, come optional, anche il cambio elettronico bidirezionale.
Elettronica e dotazione
Ricco il pacchetto offerto da Honda che prevede 5 modalità di guida di cui tre predefinite (Rain, Road, Sport), più due personalizzabili, nelle quali è possibile gestire l'erogazione oltre all'intervento del controllo di trazione, del freno motore e dell'anti wheeling, che può essere escluso. L'equipaggiamento comprende inoltre illuminazione Full LED, display TFT a colori da 5 pollici con connettività per smartphone e sistema di avviamento keyless . Il peso in ordine di marcia si attesta a 214 kg, con il serbatoio da 16 litri completamente pieno.
Come va
Al di là del design, la differenza più evidente tra la CB1000F e la Hornet riguarda l'ergonomia. Per ottenere una posizione di guida più confortevole i tecnici hanno riprogettato il telaietto posteriore, introducendo una sella più ampia, piatta e spaziosa, raggiungendo un'altezza da terra di 79,5 cm. Anche il manubrio è stato rivisto: è più in alto, più largo e ricurvo verso chi guida.
Una volta in sella si apprezza subito la posizione naturale, con il busto ben eretto e un manubrio che garantisce un buon controllo dell'avantreno. Toccare terra non è un grosso problema, anche se la sella mantiene una certa larghezza nella zona di raccordo con il serbatoio. Buona anche l'abitabilità per chi è alto intorno al metro e ottanta, sebbene la distanza tra sella e pedane non sia particolarmente abbondante e costringa i motociclisti più alti ad avere le gambe maggiormente flesse.
Fin dai primi metri si aprezza il carattere del quattro cilindri, il quale offre un'erogazione fluida e progressiva. La risposta al gas è ottima, il motore cresce di giri rapidamente e la spinta ai bassi e medi regimi è notevole, per poi scatenarsi agli alti. Le vibrazioni su manubrio e pedane si sentono, ma non risultano particolarmente fastidiose, se non agli alti regimi. Va segnalato però che a 130 km/h si viaggia intorno ai 4.500 giri, e in questo range risultano sopportabili. Se pensate di viaggiare in autostrada, oltre a questo aspetto va considerata la totale assenza di portezione aerodinamica. La pressione su busto e casco è significativa e rende i trasferimenti più lunghi abbastanza impegnativi.
Su strada la CB1000F convince per equilibrio e facilità di guida. In città si dimostra agile e maneggevole nel traffico, ha sospensioni in grado di digerire efficacemente le sconnessioni e il calore trasmesso dal motore non è eccessivo nemmeno nelle giornate più calde. Fuori città, la posizione di guida rilassata invita a mantenere uno stile di guida fluido e rotondo, sfruttando l'elasticità del motore. Se si vuole alzare il ritmo la ciclistica risulta comunque all'altezza, con sospensioni che, seppur scorrevoli, gestiscono molto bene i trasferimenti di carico e freni capaci di un ottimo mordente oltre che di modulabilità.
Carta d'identità
| Motore | 4 cilindri in linea, 4 tempi |
| Cilindrata (cm3) | 1.000 |
| Raffreddamento | a liquido |
| Alimentazione | a iniezione |
| Cambio | a 6 rapporti |
| Potenza CV (kW)/giri | 124 (91)/9.000 |
| Freno anteriore | a doppio disco di 310 mm |
| Freno posteriore | a disco di 240 mm |
| Velocità massima (km/h) | 230 |
| Altezza sella (cm) | 79,5 |
| Interasse (cm) | 145,5 |
| Lunghezza (cm) | 213,5 |
| Peso (kg) in o.d.m con il pieno | 214 |
| Pneumatico anteriore | 120/70-17" |
| Pneumatico posteriore | 180/55-17" |
| Capacità serbatoio (litri) | 16 |
| Riserva litri | n.d |