Triumph Daytona 660: facile e veloce tutti i giorni
La media inglese è una moto estremamente versatile, comoda nell’uso quotidiano ed efficace tra le curve. Non le mancano i cavalli e costa il giusto, ma la dotazione tecnica non è da "giapponese"
Pregi
Le prestazioni brillanti, il motore tre cilindri facile e gestibile, la guida efficace tra le curve, la stabilità sul veloce
Difetti
La dotazione di serie piuttosto basilare, il freno posteriore poco incisivo, il comfort limitato del passeggero
Foto e immagini
In sintesi
Le sportive stradali di media cilindrata (tra 600 e 800 cm3 ) stanno vivendo una seconda giovinezza, le proposte delle case sono numerose e interessanti. La Triumph Daytona 660 è una di queste: bella, versatile e proposta a un prezzo abbordabile.
Il tre cilindri inglese è brillante: è quello della naked Trident, ma modificato nell’alimentazione, nell’aspirazione, nello scarico e nei componenti interni: il risultato è un aumento di potenza di ben 13 CV (da 81 a 94 CV rilevati alla ruota) e una coppia di oltre 65 Nm fra 3.000 e 8.300 giri. La dotazione elettronica include tre riding mode (Sport, Road e Rain) e il controllo di trazione. Solo optional il cambio quickshift.
Il cupolino protegge discretamente
L’aggressivo cupolino della Daytona ripara discretamente il busto del pilota. I doppi fari a LED garantiscono un’ottima visibilità viaggiando di notte. Il cruscotto della Triumph è poco ampio e piuttosto basico: offre tutte le informazioni necessarie, ma i caratteri della schermo LCD sono piccoli e difficili da leggere. Di qualità i comandi al manubrio, ma il blocchetto sinistro è piuttosto “affollato”, con tasti piccoli e poco intuitivi, soprattutto con i guanti. In generale la qualità costruttiva è buona, così come le finiture.
Il monoammortizzatore Showa RSU offre la regolazione del precarico molla intervenendo sulla ghiera. La forcella Showa BPF è invece priva di regolazioni. L’impianto di scarico presenta un terminale corto e quasi nascosto sotto il motore. La sua “voce” è grintosa.
IL cruscotto è ben leggibile e offre tutte le informazioni
Come va
Sulla Daytona 660 i manubri inclinati e le pedane arretrate rendono la guida più efficace tra le curve, ma meno comoda. Il passeggero è poco considerato: la sella è piccola e poco imbottita, le pedane sono piuttosto alte e non c’è nessun appiglio, bisogna aggrapparsi al pilota.
La carena protegge poco, ma la sella è ben imbottita e spaziosa e le sospensioni no soffrono troppo le buche: il comfort è buono, considerando la tipologia di moto.
Il tre cilindri Triumph ha una buona cavalleria ed è più rapido nel prendere i giri, con una erogazione “appuntita” ma sempre gestibile, fluida a tutti i regimi e in qualsiasi riding mode, con un allungo incisivo e sfruttabile. Stabile e precisa sul veloce, la Daytona 660 è efficace anche nello stretto, ma richiede una discreta forza e movimenti decisi in sella da parte del pilota. Preciso il cambio, ma il quickshift è solo optional sulla Triumph. L'impianto frenante offre una elevata potenza e facilità di gestione all’anteriore, ma è meno incisivo e grintoso al posteriore.
Questa Triumph ovviamente non è stata pensata per viaggiare, specie se si parla di lunghe percorrenze: il riparo offerto dal cupolino non è sufficiente, come la capacità di carico limitata alla borsa da serbatoio (presente nel catalogo accessori ufficiale della casa). Non c'è nessun problema nel mantenere velocità di crociera elevate, grazie all’erogazione vigorosa, soprattutto ai medi regimi, che offre il tre cilindri inglese. Il motore è anche piuttosto parco nei consumi (soprattutto rispettando i limiti). Se proprio volete viaggiare, evitate di portare un malcapitato passeggero.
La Daytona 660 se la cava molto bene nel traffico cittadino. Nonostante la cavalleria, non crea problemi e grazie a una elettronica a punto riesce a cavarsela egregiamente in ogni situazione. Ci sono le mappature per affrontare pioggia e fondi stradali difficili, situazioni dove anche l'impianto frenante non trop- po aggressivo aiuta a cavarsela.
Rilevamenti
| Velocità massima (km/h) | |
| Accelerazione | secondi |
| 0-400 metri | 11,3 |
| 0-1000 metri | 21, 9 |
| 0-100 km/h | 3,2 |
| Ripresa (da 50 km/h) | secondi |
| 400 metri | 11,7 |
| 1000 metri | 22,4 |
| Potenza massima alla ruota | |
| CV/kW | 94,0/70,1 |
| Giri al minuto | 11.400 |
| Frenata | metri |
| Da 100 km/h | 40,6 |
| Consumi | km/l |
| Autostrada | 20,2 |
| Extraurbano | 24,7 |
| A 90 km/h | 26,2 |
| A 120 km/h | 23,7 |
| Al massimo | 12,7 |
| Autonomia | km |
| A 120 km/h | 333,1 |
| Al massimo | 178,4 |
Banco prova Dynojet’s 150 Dynamometer.
Bilancia Computer Scales Longacre 7263.
Dati tecnici
Dati tecnici dichiarati dalla casa
| Motore | 4 tempi, 3 cilindri |
| Cilindrata (cm3) | 660 |
| Cambio | a 6 rapporti |
| Potenza CV(kW)/giri | 95/(69,8) 11.250 |
| Freno anteriore | a doppio disco da 310 mm |
| Freno posteriore | a disco da 220 mm |
| Pneumatico anteriore | 120/70-17” |
| Pneumatico posteriore | 180/55-17” |
| Altezza sella (cm) | 81 |
| Peso (kg) | 201 |
| Capacità serbatoio (litri) | 14 |
| Autonomia (km) | 333,1 |
| Velocità massima (km/h) | 215,8 |
| Tempo di consegna | - |
Dimensioni rilevate da inSella
| Passo |
208,3
|
| Lunghezza |
142,5
|
| Altezza sella |
81
|
Triumph Daytona 660 2024
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