Royal Enfield Himalayan 450 Mana: andare ovunque, spendendo poco
È facile, ha prestazioni alla portata di tutti e se la cava anche in fuoristrada. Le finiture sono migliorabili
Pregi
L’autonomia è molto buona, così come l’efficacia off-road, la sella “rally” di serie la rende più snella, comoda e facile da guidare in piedi.
Difetti
Il motore ha vibrazioni agli alti regimi, il freno anteriore ha un comando spugnoso, alcune finiture migliorabili, dotazione elettronica limitata
Foto e immagini
In sintesi
Le scrambler di piccola cilindrata, come la Royal Enfield Himalayan 450 Mana, conquistano ogni giorno nuovi appassionati perché sono facili, vanno dappertutto e hanno prezzi a portata di tutte le tasche. La Mana Black è la versione più ricca e “avventurosa” della Himalayan: ha di serie paramani, sella da enduro e cerchi tubeless.
Sella in unico pezzo, paramani e protezioni motore. La dotazione della Mana è da vera off road
Il monocilindrico da 452 cm³ è un quattro valvole bialbero raffreddato a liquido, inserito in un telaio a doppio trave in tubi d’acciaio. La dotazione elettronica comprende acceleratore ride-by-wire, due mappe motore (Performance ed Eco) e strumentazione TFT a colori con navigatore integrato. Niente controllo di trazione: c’è solo l’ABS, disinseribile per l’uso in fuoristrada.
Il motore monocilindrico a 4 valvole ha il raffreddamento a liquido
Il disco anteriore è da 320 mm, la pinza ad attacco assiale è a doppio pistoncino, i cerchi montano gomme tubeless. Il monoammortizzatore è in posizione quasi orizzontale. Si può regolare nel precarico su sette posizioni.
Il piccolo parabrezza toglie un po' di pressione dal petto del pilota in velocità
Il piccolo parabrezza montato sopra il faro circolare non fa miracoli, però è in grado di offrire un minimo di protezione in velocità. Il cruscotto è l’unico elemento hi-tech: uno schermo TFT a colori ben leggibile che si connette al cellulare e dotato di navigatore con Google Maps. Sul manubrio c’è anche la presa USB. I blocchetti sono razionali, con i tasti ben distribuiti e di facile utilizzo. Solo il joystick per la gestione del TFT necessita di un po’ di “apprendistato”.
La sella in un solo pezzo è comoda, ma non c’è il portapacchi della versione base che ha la sella in due pezzi. In generale le finiture sono adeguate al prezzo: alcune plastiche sono economiche e gli adesivi sul serbatoio poco protetti.
Come va
In sella il pilota sta alto e caricato in avanti, con una posizione impostata per la guida off-road. Fianchi e sella stretti favoriscono la guida in piedi sulle pedane, ma anche su asfalto ci si trova bene. Lo spazio offerto al passeggero è discreto, la sella è imbottita il giusto, ma l’unico appiglio è la classica cinghietta.
Tra le curve l’indiana è fluida e intuitiva, ma il cerchio da 21” la rende un po' lenta nei cambi di direzione. Le sospensioni sono ben tarate, l'escursione (200 mm) si nota poco su asfalto: si apprezza lo sforzo dei tecnici per offrire un compromesso tra l’uso su strada e off-road. Il motore Enfield offre un’erogazione vigorosa dai 3.000 giri in su e regala uno spunto brillante, anche se sotto i 2.500 giri è meglio scalare marcia perché è poco regolare. I rapporti corti obbligano a un uso frequente della leva. Ottima la frizione, morbidissimi gli innesti. L'impianto frenante dell’Himalayan convince per potenza, ma necessita di energia sulla leva.
La ruota da 21” e l’escursione delle sospensioni permettono di affrontare sterrati anche impegnativi. La sella stretta e poco imbottita, facilita i movimenti nella guida in piedi, ma se cercate una moto per l'autostrada...volete troppe cose tutte insieme.
Il mono dell’Himalayan 450 Mana fa valere la discreta cubatura: si raggiungono velocità apprezzabili con più facilità, ma sopra i 6.000 giri si sentono vibrazioni sulle manopole e soprattutto sulla porzione anteriore della sella. Raggiunge senza problemi i 130 km/h, ma a quelle velocità i consumi crescono: l’Himalayan supera di poco i 21 km/l. Se non altro, con i 17 litri del suo serbatoio, la Mana percorre quasi 385 km prima del rifornimento.
Nel traffico l'indiana si guida con scioltezza. Ai bassi regimi, il monocilindrico è piacevole da usare: il mono Royal è pronto, la frizione assistita resta morbida e precisa, dotata di sistemi antisaltellamento. Le sospensioni a lunga escursione digeriscono buche, tombini e pavé senza problemi. Ottima la frenata, efficace e mai esasperata: il sistema ABS è a punto.
Rilevamenti
| Velocità massima (km/h) | 156,5 |
| Accelerazione | secondi |
| 0-400 metri | 14,6 |
| 0-1000 metri | 29,4 |
| 0-100 km/h | 6,1 |
| Ripresa (da 50 km/h) | secondi |
| 400 metri | 15,0 |
| 1000 metri | 29,6 |
| Potenza massima alla ruota | |
| CV/kW | 37,6/28,0 |
| Giri al minuto | 7.575 |
| Frenata | metri |
| Da 100 km/h | 42,9 |
| Consumi | km/l |
| Autostrada | 21,5 |
| Extraurbano | 32,3 |
| A 90 km/h | 32,7 |
| A 120 km/h | 24,8 |
| Al massimo | 15,7 |
| Autonomia | km |
| A 120 km/h | 384,7 |
| Al massimo | 243,4 |
Banco prova Dynojet’s 150 Dynamometer.
Bilancia Computer Scales Longacre 7263.
Dati tecnici
Dati tecnici dichiarati dalla casa
| Motore | 4 tempi monocilindrico |
| Cilindrata (cm3) | 452 |
| Cambio | a 6 marce |
| Potenza CV(kW)/giri | 40 (29,4)/8.000 |
| Freno anteriore | a disco da 320 mm |
| Freno posteriore | a disco da 270 mm |
| Pneumatico anteriore | 90/90-21” |
| Pneumatico posteriore | 140/80-17” |
| Altezza sella (cm) | 83,5 |
| Peso (kg) | 181 |
| Capacità serbatoio (litri) | 15,5 |
| Autonomia (km) | 384,7 |
| Velocità massima (km/h) | 156,5 |
| Tempo di consegna | - |
Dimensioni rilevate da inSella
| Passo |
152,5
|
| Lunghezza |
218
|
| Altezza sella |
83,5
|
Royal Enfield Himalayan 450 Mana (2025) recensioni
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