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Yamaha FJR 1300A, turismo veloce

L’ammiraglia Yamaha si presenta rinnovata, con la giusta dose di elettronica e piccole modifiche a ciclistica e motore. Il comfort è molto buono: la carena protegge bene e le sospensioni filtrano tutte le asperità (ma non amano la guida sportiva). Motore un po' pigro ai medi e bassi regimi ma con un buon allungo.

Molte novità

La Yamaha FJR 1300A per il 2013 sfoggia un frontale tutto nuovo con doppio faro aggressivo e luci di posizione a led, differenti feritoie sulla carena per fare "respirare" il motore e un parabrezza ridisegnato e regolabile elettronicamente in altezza (13 cm di escursione). Sulla carena ci sono dei deflettori per le gambe regolabili manualmente, così come la sella che si può mettere su due "livelli" (80,5 o 82,5 cm da terra). Di serie ci sono anche le manopole riscaldate mentre la versione "AS" ha anche cambio semiautomatico (si passa da un rapporto all'altro senza usare la frizione) e sospensioni regolabili elettronicamente, ma arriverà ad aprile del prossimo anno a un prezzo di 19.690 euro.
La strumentazione è tutta nuova, ha il contagiri analogico a sinistra, il tachimetro digitale al centro e un grosso display multifunzione sulla destra. Tutti i "marchingegni" elettronici della Yamaha FJR si comandano facilmente con pulsanti e selettori sui blocchetti al manubrio.

Tanta elettronica

Il motore, è un quattro cilindri di 1.298 cm3 da 146 CV (a 8.000 giri) con due "modalità" di erogazione: S per la guida sportiva e “T” per  quella turistica. L’acceleratore YCC-T (Yamaha Chip Controlled Throttle) è di tipo elettronico: analizza i comandi del pilota e ottimizza il funzionamento del sistema di iniezione per assicurare una risposta più regolare. Novità il controllo della trazione disinseribile e il Cruise Control, che permette di mantenere una velocità costante sui lunghi rettilinei senza toccare l'acceleratore.

Ciclistica immutata e ABS di serie

Sostanzialmente immutata la ciclistica: il telaio in alluminio (così come il telaietto posteriore e il forcellone) mantiene la sua struttura a diamante, con il motore come elemento portante. Per le sospensioni, davanti troviamo una forcella a steli tradizionali da 48 mm, regolabile nel precarico e nell'idraulica in estensione e compressione; il mono invece è regolabile nel precarico con una leva sul lato sinistro, ma solo su due posizioni: "hard" o "soft".  L'impianto frenante è composto da coppia di dischi da 320 mm all'anteriore (pinze tradizionali) e da 282 mm al posteriore e l'ABS è di serie.
A sinistra, lo scarico e l'aspirazione sono stati rivisti per migliorare l'erogazione a tutti i regimi; a destra, l'impianto frenante con doppio disco da 320 mm di diametro e ABS di serie.


Come va

La posizione di guida è naturale, piuttosto raccolta a dispetto delle dimensioni imponenti: il busto sta dritto e le braccia sono ben distese verso il largo manubrio in due pezzi. Facili da azionare le manopole riscaldate (tre livelli di temperatura) e il parabrezza regolabile. In movimento, la moto si rivela agile e maneggevole, con un raggio di sterzo contenuto che aiuta nelle manovre da fermo; merito anche della buona ripartizione dei pesi che fa sentire meno i 289 kg in ordine di marcia, la FJR 1300 ci è sembrata meno impacciata delle concorrenti dirette. La protezione dall'aria è ottima, ci si ritrova a viaggiare a velocitá elevate senza rendersene conto: occhio dunque al tachimetro...




Poco vigore ai bassi e ai medi

Il motore ha un’erogazione molto fluida e regolare, ma sinceramente viste cilindrata e cavalleria, ci saremmo aspettati più grinta ai bassi e medi regimi: sotto i 6000 giri la risposta al comando del gas è un po’ pigra e nella guida sportiva bisogna usare il cambio per tenerlo su di giri, oltre i 6000 giri comunque l’allungo è buono fino ai 9000, dove interviene il limitatore. Delle due mappature ("S" per la guida sportiva e la "T" per la  turistica), piace di più la "S", la “T” ci è sembrata  più adeguata per la guida sul bagnato o sui fondi scivolosi, con un'erogazione "tranquilla".


Comoda e veloce

In autostrada si viaggia "in prima classe", mentre nei percorsi guidati le sospensioni pensate per la guida turistica vanno un po' in crisi, la situazione dovrebbe migliorare sulla versione AS con le sospensioni a controllo elettronico. Convincente il comportamento degli pneumatici di serie (Metzeler Roadtec Z8 Interact): assicurano sempre il giusto appoggio e una precisione in curva da sportiva. L'impianto frenante risponde subito e con forza, anche troppo: avremmo preferito dei comandi un po' più di modulabili, perfettamente a punto invece l'ABS, per nulla invasivo.

Carta d'identità

Dati tecnici (dichiarati dalla casa)
Motore quattro cilindri 4T
Cilindrata (cm3) 1298
Raffreddamento a liquido
Alimentazione a iniezione
Cambio a 5 marce
Potenza CV (kW)/giri 146 (107,5)/8000
Freno anteriore a doppio disco
Freno posteriore a disco
Velocità massima (km/h) nd
Dimensioni
Altezza sella (cm) 81
Interasse (cm) 154,5
Lunghezza (cm) 223
Peso in ordine di marcia (kg) 289
Pneumatico anteriore 120/70-17"
Pneumatico posteriore 180/55-17"
Capacità serbatoio (litri) 25
Riserva litri nd
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topomoto
Mar, 10/23/2012 - 09:20
e poi ha un peso esagerato!
SportsterDan
Mar, 10/23/2012 - 15:51
Cavolo, considerando che non è stata rifatta da zero ma ha telaio e motore di 10 anni fa, è davvero troppo cara