Rieju X-Over 357: non gli manca nulla
È ben costruito, ha un ampio vano sottosella, una ricca dotazione e prestazioni brillanti. Migliorabili la frenata e alcune finiture, ottimo il prezzo
Foto e immagini
La Casa spagnola Rieju in questi ultimi anni ha ampliato la propria offerta con diversi prodotti, tra cui lo scooter X-Over, un crossover disponibile in doppia cilindrata (125 e 307) caratterizzato da un design moderno e da una ricca dotazione tecnologica. Un modello che va a inserirsi in uno dei segmenti più combattuti di questi ultimi anni, ovvero quello degli scooter GT di media cilindrata.
Rieju è un’azienda nata in Spagna e in questo territorio mantiene le sue radici, inaugurando prossimamente una nuova sede alle porte di Barcellona. Qui vengono studiati e sviluppati i progetti di tutti i modelli, ma alcuni di questi vengono prodotti e assemblati in Cina, un’operazione comune a tantissime aziende dato che permette di contenere i costi di produzione, consentendo così di inserire il veicolo nel mercato a un prezzo competitivo. È il caso dell’X-Over, che viene appunto costruito in Cina.
L’estetica è di chiara estrazione moderna, con linee spigolose e forme massicce del frontale e dei fianchetti.
Il motore è un monocilindrico quattro tempi di 329 cm³ e 30 CV di potenza massima, quindi si guida già a 18 anni con la patente A2. Il valore massimo della coppia si attesta invece a 32 Nm. La ciclistica è semplice ma efficace, con telaio tubolare in acciaio sostenuto da una forcella a steli tradizionali e da due ammortizzatori posteriori regolabili nel precarico molla. I cerchi in lega sono di 15 pollici l’anteriore e 14 il posteriore e calzano pneumatici CST nelle misure 120/70 e 140/70. L’impianto frenante sfrutta due dischi: 256 mm l’anteriore e 240 mm il posteriore, entrambi sorvegliati da ABS. Il peso dichiarato in ordine di marcia è di 191 kg, con il serbatoio di 14 litri pieno al 90%.
Lato infotainment troviamo un grosso schermo TFT da 7” luminoso ma sul quale si creano fastidiosi riflessi quando il sole è alto. La grafica è semplice ma intuitiva e le informazioni trasmesse sono numerose; non manca l’indicatore di pressione degli pneumatici. Di serie viene offerta anche la connessione allo smartphone, che avviene tramite Bluetooth, e tra le varie funzioni è possibile visualizzare il sistema di navigazione. Per navigare nel display si utilizzano i comandi al manubrio, la cui qualità è solo discreta.
Tra le altre chicche troviamo il sistema di avviamento keyless, le manopole riscaldabili, i due vani portaoggetti collocati nel retroscudo con chiusura centralizzata, le leve regolabili nella distanza e il plexi regolabile in altezza.
Per regolare il parabrezza è necessario allentare due viti, farlo scorrere lungo le due guide e ristringere le viti. Operazione che può essere fatta solo a veicolo fermo.
Come va
La posizione di guida è naturale e comoda; in sella ci si sente rilassati, ma il manubrio alto e largo conferisce comunque una posizione di guida attiva, utile fra le curve. La pedana è spaziosa e abbastanza lunga, permettendo di distendere le gambe e assumere una triangolazione più rilassata. Piace la sella, sufficientemente ampia e imbottita, anche se lo schiumato soffice tende a far affondare il bacino dopo un po’ che si è seduti.
Nei tratti rettilinei si apprezza l’assenza pressoché totale di vibrazioni e l’eccellente stabilità, mentre è scarsa la protezione aerodinamica: lo scudo stretto lascia esposte alla pressione del vento ginocchia e cosce, mentre il plexi, anche nella massima estensione, ripara solo parte del busto. Un aspetto piacevole date le temperature estive della giornata di test, meno se ci immaginiamo di utilizzare lo scooter nella stagione invernale. Il motore è regolare nell’erogazione e offre un’accelerazione brillante, grazie anche alla trasmissione a punto. Piace anche la risposta al comando del gas, mai brusca, nonostante una corsa un filo eccessiva dell’acceleratore.
In città e fra le curve l’X-Over è maneggevole e ben bilanciato, la discesa in piega è progressiva e naturale e l’avantreno offre una buona precisione anche quando si alza il ritmo, nonostante la forcella abbia una taratura piuttosto morbida. Più sostenuti invece i due ammortizzatori posteriori, che faticano a filtrare le sconnessioni. La frenata è efficace in città, l’ABS non interviene a sproposito e i comandi sono ben modulabili. Fuori città però, dove la velocità è maggiore, avremmo preferito una risposta più decisa, specie del freno anteriore, dove manca un po’ di mordente.
Carta d'identità
| Motore | monocilindrico, 4 tempi |
| Cilindrata (cm3) | 329 |
| Raffreddamento | a liquido |
| Alimentazione | a iniezione |
| Cambio | automatico |
| Potenza CV (kW)/giri | 30 (22)/n.d |
| Freno anteriore | a disco |
| Freno posteriore | a disco |
| Velocità massima (km/h) | n.d |
| Altezza sella (cm) | 78 |
| Interasse (cm) | 152 |
| Lunghezza (cm) | 216 |
| Peso (kg) in o.d.m | 191 |
| Pneumatico anteriore | 120/70-15" |
| Pneumatico posteriore | 140/70-14" |
| Capacità serbatoio (litri) | 14,8 |
| Riserva litri | n.d |
Rieju X-Over 357 (2026) recensioni
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