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Kawasaki Z H2 SE: si guida meglio con le “semiattive”

La hypernaked Kawasaki con sospensioni elettroniche e impianto frenante evoluto costa di più, ma è ancora più efficace e piacevole da guidare anche se da fuori non si vede

La naked sovralimentata di Kawasaki ha sempre avuto prestazioni “esagerate”, ma i più esperti avevano notato che la ciclistica non era del tutto all’altezza del suo “supermotore”. Con la versione SE, in vendita da qualche mese,   i problemi sono risolti grazie alle sospensioni comandate elettronicamente e al nuovo impianto frenante Brembo con pinze Stylema monoblocco all’anteriore. 

 

Ancora più appagante

Esteticamente nulla cambia: la SE rimane fedele allo spigoloso stile “Sugomi” che contraddistingue le ultime Z. Immutati anche il poderoso quattro cilindri in linea di 998 cm3 con compressore centrifugo con potenza “limitata” a 200 CV a 11.000 giri (vedere pag.18) e il telaio a traliccio in tubi d’acciaio, accoppiato al forcellone bibraccio di derivazione ZX-10R (le altre Kawa “supercharged” Ninja Z H2R e H2 SX sono dotate di forcellone monobraccio). Le sospensioni Showa semiattive sono la vera novità: il pilota può scegliere tra tre tarature predefinite (Soft, Normal e Hard) collegate alle tre mappature motore (Rain, Road e Sport). Selezionando invece la mappatura Rider (l’unica personalizzabile) si può giocare con i parametri e intervenire sul “setting” delle sospensioni.

La Z H2 SE monta un forcellone bibraccio con capriata di rinforzo e sospensione Unitrak uguale a quello della superbike Ninja ZX-10R

Sospensioni intelligenti

Le Showa semiattive vanno a completare la ricca dotazione di sistemi elettronici coordinati dalla piattaforma inerziale IMU che gestisce ABS, controllo di trazione ed erogazione in percorrenza di curva. Di serie anche acceleratore ride by wire, cambio quickshift bidirezionale, launch control e cruise control.

 

Come va

In sella alla Z H2 c’è tanto spazio (ma solo per il pilota) e la posizione di guida è naturale, piuttosto “seduta” e molto comoda, ben poco “d’attacco”: un trucco per rassicurare il pilota prima che si scateni il motore? In effetti il quattro in linea sovralimentato è docile ai bassi, ma appena si apre il gas sfoggia un’accelerazione bruciante e un allungo impressionante fino ai regimi più alti, sottolineato dal “sibilo” inquietante del compressore. Grazie alla ciclistica rigorosa e alle nuove sospensioni semiattive a punto, tra le curve la Kawasaki è precisa, ma il suo campo di battaglia preferito è il misto medio-veloce: nello stretto è meno reattiva e i 240 kg di peso si fanno sentire. Molto ben tarata l’elettronica: la gestione del gas ride-by-wire rasenta la perfezione, così come il cambio elettroassistito, rapido e preciso. Da superbike la frenata, con un ABS a punto e poco invasivo.    

Carta d'identità

Dati tecnici (dichiarati dalla casa)
Motore 4 cilindri 4 tempi
Cilindrata (cm3) 998
Raffreddamento a liquido
Alimentazione a iniezione
Cambio a 6 marce
Potenza CV (kW)/giri 200 (147)/11000
Freno anteriore a doppio disco
Freno posteriore a disco
Velocità massima (km/h) nd
Dimensioni
Altezza sella (cm) 83
Interasse (cm) 145,5
Lunghezza (cm) nd
Peso (kg) 240
Pneumatico anteriore 120/70-17"
Pneumatico posteriore 190/55-17"
Capacità serbatoio (litri) 19
Riserva litri nd

 

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