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Borile Multiuso

Versatile ed essenziale, ma costa
La Borile Multiuso è nata perché Umberto Borile aveva bisogno di una moto... per andare a cercare funghi. Semplice e agile, ricorda le vecchie trial ma anche i "tuboni" anni 80: un oggetto spartano ma funzionale e versatile, a suo agio nel fuoristrada come su asfalto. Ne verranno prodotte due versioni. Il prezzo è alto: si paga l'esclusività del prodotto "fatto a mano".
€ 4.700
Versatile ed essenziale, ma costa

Unica nel suo genere

Per comprendere il senso di una moto come la Borile Multiuso bisogna parlare con il suo creatore Umberto Borile, facendosi raccontare la storia di questo mezzo lontano anni-luce dalla logica di produzione moderna (potete ascoltarla nel video in fondo a questa pagina). Osservando la nuova Borile nei dettagli si notano cose che scandalizzerebbero in una moto prodotta in catena, ma è anche questo il fascino della Multiuso, rustica e artigianale: un progetto che inizialmente aveva l'unico scopo di... andare a funghi! La Multiuso non è solo curiosa, ma anche pratica: le sue caratteristiche dinamiche e tecniche la rendono valida come mezzo da lavoro e tempo libero, ma anche come moto da città leggera e poco assetata di carburante. Il motore è un monocilindrico 230 cm3 ad aste e bilancieri della Zongshen, scelto da Umberto per il robusto tiro ai bassi regimi, l'affidabilità e la facilità di manutenzione. La potenza massima erogata è di 15 CV a 7000 g/min, mentre la coppia ha un picco di 16,5 Nm a 5.500 giri ma è apprezzabile già dai bassi regimi. Il peso limitato a soli 84 kg aiuta anche a mantenere bassi i consumi: Borile parla di circa 31 km/litro in ciclo extraurbano.

Su asfalto è agile e stabile, a patto di non cercare la velocità massima,
Su asfalto la Multiuso è agile e abbastanza stabile, a patto di non esagerare: non è fatta per la guida sportiva!

Telaio in alluminio per contenere il peso

Il progetto Multiuso è partito quasi per gioco, assemblando un telaio e delle sospensioni attorno ad un motore da tagliaerba, ma era davvero troppo "essenziale". Allora Umberto è passato a un progetto più complesso con telaio in alluminio e motore Modenas 175, ma anche questa strada è stata abbandonata per il problema opposto: costi di produzione troppo elevati. Il terzo tentativo di Umberto è stato quello "giusto" che vedete nelle foto, al centro del quale c'è un telaio in alluminio dal peso di soli 3,8 kg che incorpora il serbatoio carburante (nel tubo centrale) e la scatola filtro aria (nella parte posteriore) creando un insieme compatto e rigido in cui il propulsore ha funzione "portante" (cioè è parte integrante del telaio stesso). A livello di sospensioni troviamo una forcella telescopica Marzocchi con steli da 34 mm e un forcellone in tubi al posteriore, con una insolita doppia molla da mountain bike al posto dell'ammortizzatore "da moto": in questo modo si è risparmiato spazio e peso, potendo contare su una buona funzionalità grazie alla leggerezza complessiva del mezzo. Le ruote a raggi da 21" all'anteriore e 18" al posteriore calzano pneumatici trial o dual, a seconda della richiesta del cliente. I freni si affidano ad un semplice sistema Braking con monodisco 220 mm anteriore stretto da una singola pinza monopistoncino, come quella posteriore che però morde un disco da 190 mm.

Estetica che fa discutere, ma sicuramente funzionale quella della Borile Multiuso. I portapacchi sono optional "obbligati" per avere un minimo di capacità di carico.

Spartana ma personale

Se la si osserva con il metro di giudizio delle moto normali, la Multiuso è difficile da "digerire". Ma osservandola con attenzione, la creatura di Borile convince: Umberto ha lavorato con il solo obiettivo della funzionalità, trascurando quasi completamente la ricerca stilistica, eppure (o forse proprio per questo) ha creato una moto che finisce per piacere. I proiettori anteriori sono montati molto alti per lasciare spazio al portapacchi (optional, come pure quelli laterali) mentre sotto la strumentazione c'è un cassetto portaoggetti. Troviamo altri piccoli vani nelle fiancatine, ma sono quasi inutilizzabili perchè chiusi con due viti. Salire in sella allla Multiuso e guidarla è "strano" almeno quanto la sua estetica. Al primo impatto la moto sembra ancora più compatta di quanto non sia, per l'interasse di soli 127 cm e la posizione di guida molto avanzata. Fra le gambe il serbatoio/telaio non riesce a "isolare" il motore che già dai primi metri scalda le gambe. La sella è piuttosto alta (815 mm da terra) e neanche troppo comoda, ma più che accettabile in un mezzo come la Multiuso, mentre il manubrio alto e largo rende la guida facile e intuitiva, nonostante un primo impatto spiazzante a causa dell'interasse ridottissimo.

Agile e leggera, la Multiuso passa anche dove i mezzi a motore non sarebbero ammessi... in fondo è una specie di mountain-bike con il motore.


Leggera e pratica su strada, divertente "fuori"

Il nostro test si è svolto su un percorso su asfalto e in fuoristrada attraverso le vigne nei dintorni di Vò Euganeo (a pochi km da Padova, dove ha sede la piccola factory). La Multiuso si è rivelata divertente ed efficace anche nei tratti più "tecnici": le gomme da trial aiutano, ma ciò che conta è soprattutto l'equilibrio della piccola tuttofare, assieme ad un motore sempre pronto e docile nell'erogazione. Si tratta di una moto "facile" per chiunque, anche su strada: la rigidità del telaio rende la moto sicura e stabile anche alla massima velocità (attorno ai 100 km/h), anche se a simili andature il rotolamento degli pneumatici tassellati, il rumore del motore e le forti vibrazioni rendono la Multiuso assai poco confortevole. La nuova Borile è disponibile in due colori (Military Green e Desert Sand) e in due differenti allestimenti: Motoalpinismo con gomme trial e rapporti corti, oppure Strada con gomme dual e rapporti più lunghi. Il prezzo di 4700 euro (franco concessionario) è purtroppo elevato, ma si paga l'esclusività di una moto costruita a mano e personalizzabile "su misura" del cliente.

Ecco la particolarità della sospensione posteriore: due piccoli ammortizzatori da bici in luogo dell'unico da moto, per risparmiare spazio e peso
 




 
Carta d'identità
Dati tecnici (dichiarati dalla casa)
Motore Zongshen 
Cilindrata (cm3) 230
Raffreddamento Aria
Alimentazione  
Cambio 5 marce 
Potenza CV (kW)/giri 15 (11) 7000 g/min
Freno anteriore disco 220mm
Freno posteriore disco 190mm
Velocità massima (km/h) circa 100 km/h
Dimensioni
Altezza sella (cm) 81cm
Interasse (cm) 127
Lunghezza (cm) 200
Peso (kg) 84
Pneumatico anteriore 21" a raggi, pneumatici tipo trial o dual 2,75
Pneumatico posteriore 18" a raggi, pneumatici tipo trial o dual 4,00
Capacità serbatoio (litri) 5 litri
Riserva litri 1 litro

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    La novità più rilevante della gamma enduro racing di Betamotor è l’arrivo dell’iniezione sulla 350 a quattro tempi. Il motore ha così un’erogazione più gestibile, ma è anche migliorato il rendimento delle sospensioni, inoltre, grazie alla cura dimagrante, la moto ha guadagnato anche un po' di maneggevolezza 
  • 25 Ottobre 2013
    All’EICMA si rivedrà forse la Ducati Scrambler... ma Borile è arrivato prima. Il motore usa parti di  Monster, la linea è tipica anni 70. È bella da guidare ma costa cara

Borile Multiuso

  • Prezzoda € 3.750
  • Peso0 Kg
  • Serbatoio0,0 l
  • Altezza sella0 cm
  • Lunghezza0 cm
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