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Ducati Scrambler Sixty2, per cominciare senza problemi

La nuova 400 bolognese ha un’erogazione “tranquilla” ai bassi, perfetta per chi ha da poco la patente A2 e cerca una moto facile e maneggevole, ma agli alti tira fuori una discreta grinta. Agile e sicura, ha freni adeguati alle prestazioni e con ABS di serie ben tarato. Il prezzo è alto ma non esagerato
La nuova Scrambler 400 non è una 800 “povera” (ci mancherebbe altro, visto il prezzo), bensì una versione su misura per un pubblico diverso, più giovane e tendenzialmente meno esperto. L’estetica è praticamente la stessa della Scrambler già in commercio, con alcune finiture leggermente meno “ricche” rispetto ai cinque allestimenti offerti con motore 800 (Urban Enduro, Full Throttle, Icon, Classic e Flat Track Pro).

Motore “ridotto”
Il motore è il classico bicilindrico a L con raffreddamento ad aria Ducati, ma in versione 399 cm3: questa cubatura si era vista di sfuggita una ventina di anni fa sulla Monster 400 (un modello sviluppato per i mercati orientali e distribuito in pochi esemplari in Europa), ora debutta in grande stile sulla Sixty2 in versione riveduta e aggiornata. Infatti è già omologato Euro 4 e con 41 CV rientra nei limiti della patente A2 che si fa a 18 anni. La ciclistica vede all’opera il telaio Scrambler in tubi, forcella Showa tradizionale da 41 mm e forcellone posteriore in acciaio, abbinato un monoammortizzatore Kayaba regolabile nel precarico.
Troviamo poi cerchi in lega a 10 razze da18 pollici davanti e da 17 pollici dietro montati su gomme Pirelli MT 60, capaci di cavarsela anche sugli sterrati leggeri e dischi freno da 320 mm all’anteriore e 245 mm al posteriore, controllati dall’ABS di serie.
 Il serbatoio a goccia contiene 14 litri di benzina, il forcellone è in acciaio, lo scarico basso e corto non infastidisce pilota e passeggero

Meno cromature, più stile
Rispetto alle "sorellone" spariscono le cromature e al loro posto c’è tanto nero opaco, che si abbina con eleganza alle tre livree monocromatiche disponibili: arancio, argento e nero lucido. La linea rimane quella (azzeccata) della Scrambler, anche se in realtà il serbatoio è tutto nuovo: ha una capienza di 14 litri, è più snello rispetto quello delle 800 e sfoggia grafiche e logo dedicati.

Come va
È una moto che mette subito a proprio agio chi monta in sella, anche se ha poca esperienza: snella e con la sella a 79 cm da terra (optional quella da 77 cm), ha un manubrio ampio e piuttosto arretrato che rende facili le manovre da fermo e fa sembrare la Scrambler ancora più leggera dei suoi 167 kg (a secco, in ordine di marcia salgono a 183 kg). Il motore è  “tranquillo”,  fino ai 5.000 giri l’erogazione è piuttosto dolce e va bene per chi è alle prime armi. Agli alti regimi tira fuori una grinta da Ducati, ai 9.000 giri comunque conviene cambiare marcia perché la spinta si riduce.



Bella da guidare
Le sospensioni fanno il loro dovere, assorbono discretamente le buche e mantengono un assetto equilibrato quando si alza il ritmo. La frenata non è potentissima, ma risulta  adeguata alle prestazioni e sempre aiutata da un ABS che lavora bene.
Insomma, la Sixty2 è bella, facilissima da guidare e maneggevole, perfetta per la città ma a suo agio anche per le brevi gite fuori porta. Purtroppo costa parecchio, visto che è una 400 senza fronzoli, ma se si considerano la qualità generale e le sue numerose doti, la forza del marchio e la tenuta sul mercato dell'usato, la cifra appare tutto sommato corretta. 


 

Carta d'identità

Dati tecnici (dichiarati dalla casa)
Motore bicilindrico 4T
Cilindrata (cm3) 399
Raffreddamento ad aria
Alimentazione  a iniezione
Cambio  a 6 marce
Potenza CV (kW)/giri 41 (30,2)/8.750
Freno anteriore a disco
Freno posteriore a disco
Velocità massima (km/h) nd
Dimensioni
Altezza sella (cm) 79
Interasse (cm) 146
Lunghezza (cm) 215
Peso (kg) 167
Pneumatico anteriore 110/80-18"
Pneumatico posteriore 160/60-17
Capacità serbatoio (litri) 14
Riserva litri nd
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marktbike
Gio, 04/28/2016 - 13:09
A me sembra assolutamente esagerato, ci sono almeno 1.000 euro - se non 1.500 - di troppo. Ma il marketing serve proprio a far nascere questi eccessi...