Prova Hero Hunk 440, ben fatta e costa poco
La “media” indiana è una moto di sostanza, robusta e con una buona dotazione tecnica. Prestazioni discrete, ottime per chi comincia. Prezzo molto buono
Foto e immagini
Per chi non lo conosce, il gruppo indiano Hero Motocorp è uno dei più grandi produttori di moto a livello mondiale. Da qualche mese Hero è arrivata sul mercato italiano (l’importatore è Pelpi International) con una gamma di moto di piccola cilindrata. Tra queste spicca la Hunk 440, una roadster retrò da patente A2 caratterizzata da una dotazione completa e moderna.
Il cruscotto digitale si connette allo smartphone e offre anche la navigazione turn-by-turn. Purtroppo però si legge a fatica per via dei caratteri molto piccoli
Ciclistica robusta
Il cuore della Hunk 440 è un monocilindrico quattro tempi di 440 cm³ con raffreddamento misto aria-olio, per il quale la casa dichiara 27 CV a 6.000 giri e 36 Nm di coppia a 4.000 giri. La ciclistica sfrutta un robusto telaio a traliccio in acciaio e sospensioni KYB (forcella a steli rovesciati di 43 mm di diametro e una coppia di ammortizzatori regolabili nel precarico). L’impianto frenante con ABS a doppio canale utilizza due dischi: da 320 mm l’anteriore con pinza ad attacco assiale, da 240 mm il posteriore. Oltre ai fari full LED, ben fatto anche il cruscotto TFT a colori che si connette allo smartphone e offre il navigatore turn-by-turn.
Come su quasi tutte le moto, sotto la sella lo spazio è occupato dalla batteria e dai cablaggi dell’impianto elettrico. Anche nel caso della Hunk ci stanno solo i documenti
Come va
La posizione di guida è naturale e rilassata: si sta con il busto eretto, le braccia poco piegate e i piedi sulle pedane ben centrate. Lo spazio è abbondante anche per chi è sui 180 cm di altezza. Il motore è regolare nell’erogazione, offre un discreto brio e sale di giri rapidamente, mostrando una buona progressione ai medi e una spinta discreta agli alti. A ogni apertura del gas però emerge un considerevole effetto on/off che risulta fastidioso, specie nella guida in città. Le sospensioni hanno una taratura abbastanza morbida, pensata più per filtrare efficacemente le asperità delle strade delle nostre città (e di quelle indiane) che per offrire sostegno nella guida sportiva, ma la Hunk non nasce certo per correre. Bene i freni, progressivi nella risposta e con una potenza adeguata alle prestazioni della moto. Ben tarato anche l’ABS, che entra in funzione solo quando necessario.
Carta d'identità
| Motore | monociliundrico 4 tempi |
| Cilindrata (cm3) | 440 |
| Raffreddamento | ad aria |
| Alimentazione | a iniezione |
| Cambio | a 6 marce |
| Potenza CV (kW)/giri | 27(19,9)/6000 |
| Freno anteriore | a disco |
| Freno posteriore | a disco |
| Velocità massima (km/h) | nd |
| Altezza sella (cm) | 80 |
| Interasse (cm) | nd |
| Lunghezza (cm) | 210 |
| Peso (kg) | nd |
| Pneumatico anteriore | 110/70 - 17" |
| Pneumatico posteriore | 150/60 - 17" |
| Capacità serbatoio (litri) | 13,5 |
| Riserva litri | nd |
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