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Ducati Streetfighter V4 S, la hypernaked con le ali

Abbiamo potuto provare in anteprima la nuova, potentissima "nuda" di Borgo Panigale... ed è stata una sorpresa. Ha prestazioni esagerate, ma è comoda e trattabile più di quanto ci si aspetterebbe: una gran bella moto, divertente su strada e spaventosamente efficace in pista. Un gioiello offerto a un prezzo adeguato alle prestazioni e alla qualità
Proposta secondo tradizione nelle due versioni standard e S (come l’esemplare oggetto della nostra breve prova), la nuova Streetfighter V4 era la novità più attesa quest’anno nei Ducati Store. Purtroppo l’arrivo del Coronavirus ha costretto appassionati e azienda a rimandare l’incontro, ma è solo questione di tempo: quando i concessionari riapriranno, la hypernaked di Borgo Panigale sarà lì, bella e pronta a fare innamorare gli appassionati ducatisti ma non solo.



Non è una Panigale “spogliata”
Come abbiamo già spiegato in un'altra news (leggi qui), la Streetfigher V4 è realizzata sulla base della “sorella” superbike, ma se ne differenzia per molte scelte tecniche legate al diverso utilizzo.
Al centro di tutto c’è sempre il quattro cilindri Desmosedici di 1.103 cm3, ancorato al telaio Front Frame in alluminio. Al retrotreno c’è un monobraccio allungato in modo consistente rispetto alla versione carenata per raggiungere un interasse nettamente più lungo (1.488 mm contro 1.469 della Panigale) conservando un avantreno sostanzialmente immutato: l’angolo del cannotto è confermato a 24,5° e l’avancorsa a 100 mm. Ovviamente molto diverso il manubrio (regolabile nella rotazione di 6 gradi), largo quanto basta per tenere sotto controllo l’esuberanza di una moto caratterizzata da un rapporto peso/potenza impressionante (1,17 kg/cv), grazie a un peso di soli 199 kg in ordine di marcia a fronte di una potenza di ben 208 cavalli a 12.500 giri/min. Notevole anche la coppia che tocca il picco massimo di 12,5 kgm a 11.500 giri: da notare che quella disponibile alla ruota in terza marcia a 100 km/h è del 14% in più rispetto alla Panigale V4, anche in virtù del rapporto più corto. Se queste superprestazioni non fossero ancora abbastanza elevate, per l’uso in pista è disponibile un impianto di scarico completo di Akrapovic, che permette di arrivare a 216 CV di potenza massima, con un risparmio di peso pari a 6 kg.
Il motore V4 è parte integrante della raffinata ciclistica della Streetfighter, un "cuore" che con lo scarico Akrapovic tocca la bellezza di 216 CV
 
Un "biplano" veloce, comodo e sicuro
Tra gli elementi più caratteristici della Streetfigher V4 S ci sono le “ali biplano” (di cui ci parlava Andrea Ferraresi, responsabile stile di Ducati, alla presentazione della gamma 2020): un tocco estetico di grandissimo effetto, ma anche un elemento importante nella guida, visto che generano un carico aerodinamico di ben 28 kg a 270 km/h (superiore persino a quello delle ali singole della Panigale V4 S). I 60 mm di imbottitura della sella mostrano un’attenzione al comfort insolita per una Ducati di indole sportiva come la Streetfighter, confermata anche dalla triangolazione sella-manubrio-pedane non “estrema”, con pedane più basse e sella più alta delle sorelle carenate.
Il supporto elettronico è praticamente quello delle corrispondenti versioni Panigale V4 e V4S, con il rinnovato pacchetto Safe Performance composto da ABS Cornering, Traction Control DTC Evo 2, Wheelie Control, Quick Shift ed Engine Brake Control e tutti gli altri sistemi che pernettono di tenere sotto controllo la "cavalleria" della nuova hypernaked.
I prezzi sono adeguati alla qualità, alle prestazioni... e al marchio: la Streetfighter V4 standard costa 19.990 euro, la Streetfighter V4 S con sospensioni Öhlins semi-attive (con logica di regolazione "event-based") e cerchi forgiati e lavorati costa invece 22.990 euro. Le consegne inizieranno appena i concessionari potranno (finalmente) riaprire.

Le ali biplano tengono incollata all'asfalto la Streetfighter, la sella ha un'imbottitura ben più generosa di quella della Panigale
 
Come va
Abbiamo avuto la possibilità di guidare su strada la Streetfighter V4 S appena prima che scattasse il blocco totale causa Coronavirus. Ed è stata una vera sorpresa, perché questa maxi naked è "amichevole" e abbastanza facile, considerate le prestazioni e la tipologia di moto, con una posizione in sella molto più comoda di quanto ci aspettassimo e con caratteristiche di guida che permettono di sfruttarla (e divertirsi) a chiunque abbia un minimo di esperienza con le moto ad alte prestazioni. Ducati insomma ripropone su questa naked quanto ha fatto sulla Panigale my 2020, modificata per essere alla portata del maggior numero possibile di appassionati.

Maneggevole ed equilibrata
Sulla Streetfigher V4 S non c’è nemmeno bisogno di spingere al massimo per comprendere come la maneggevolezza (una delle qualità più richieste e apprezzate nel segmento delle hypernaked) sia eccellente. Il cambio di direzione e l’ingresso in curva sono rapidissimi, con la moto che in pochi istanti si trova al punto di corda.
Il motore ripropone gli aggiornamenti già visti sulla Panigale V4 my 2020, a partire dalla curva di erogazione e dalla risposta al gas decisamente ammorbidite, in particolare in mappa Street. Complici le sospensioni a controllo elettronico, la Streetfighter V4 S si è rivelata comoda persino nell’uso cittadino, tra buche e tombini. Molto equilibrata la mappa Sport, grazie all’ottima combinazione tra freno motore, risposta dell’acceleratore e assetto. La Race, invece, è decisamente più cattiva, eppure rimane abbastanza gestibile: non era mai accaduto con le precedenti V4... 


Una vera stradale... molto veloce
Alla grande maneggevolezza, soprattutto in ingresso di curva, si contrappone una sensazione di minore "solidità" dell’avantreno in percorrenza rispetto ad alcune concorrenti. I progettisti hanno voluto lasciare un po' di emozioni al pilota, senza però penalizzare la guida: la stabilità non è mai in discussione.
Anche perché la nuova Ducati Streetfighter V4 è davvero una moto stradale, non solo per definizione ma anche per reale possibilità d’uso, lontana da alcuni modelli del passato, che sulle strade prive di cordoli soffrivano parecchio. Ciò non vuol dire che le prestazioni non siano eccezionali, grazie al motore V4 che ai bassi e ai medi è pastoso, e che oltre i 10000 giri continua a spingere con una veemenza indimenticabile e oggettivamente emozionante. I rapporti corti portano a usare il motore a regimi spesso intorno ai 6000 giri, ma anche a 3000 giri il V4 spinge vigoroso e regolare. Ottima la frenata, non troppo aggressiva nella prima fase ma con una riserva di potenza notevole e più che adeguata in tutte le situazioni d’uso.

Poco sterzo, come le "antenate"
La Streetfighter V4 S non sarà soltanto la protagonista di avvincenti sfide in pista (non l'abbiamo provata tra i cordoli, ma crediamo al tester Alessandro Valia sulla parola): la naked che abbiamo provato è una moto utilizzabile e pienamente sfruttabile anche su strada, grazie a un approccio finalmente orientato alla fruibilità e alla (relativa) facilità d’uso. Senza ovviamente dimenticare le prestazioni di altissimo livello. I punti critici? L’angolo di sterzo limitato, che rende le manovre lente e macchinose, e la protezione dall’aria pressoché inesistente, considerate le posizioni bassissime del compatto cupolino e della strumentazione.

Carta d'identità

Dati tecnici (dichiarati dalla casa)
Motore Quattro cilindri a V quattro tempi
Cilindrata (cm3) 1103
Raffreddamento a liquido
Alimentazione a iniezione
Cambio a 6 marce
Potenza CV (kW)/giri 208(153)/12750
Freno anteriore a doppio disco
Freno posteriore a disco
Velocità massima (km/h) nd
Dimensioni
Altezza sella (cm) 84,5
Interasse (cm) 148,8
Lunghezza (cm) nd
Peso (kg) 178
Pneumatico anteriore 120/70 - 17"
Pneumatico posteriore 200/60 - 17"
Capacità serbatoio (litri) 16
Riserva litri nd
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