Ducati, i 10 modelli super per i 100 anni (vs gli originali)
La casa di Borgo Panigale festeggia i suoi primi 100 anni con 10 moto prodotte in 100 esemplari ciascuna caratterizzata da una livrea storica
1926-2026. Quest'anno Ducati celebra il centenario e i festeggiamenti sono già iniziati con il lancio dell'incredibile e raffinatissima Superleggera V4 Centenario, la superbike stradale più estrema di sempre per prestazioni e componentistica. Per l'apertura del GP del Mugello, però, la casa di Borgo Panigale ha preparato un'altra sorpresa: la Collezione 100. Dieci modelli top di gamma prodotti in sole 100 unità numerate ciascuna e caratterizzati da soluzione tecniche ed estetiche mai viste prima per rendere omaggio alle moto che hanno fatto la storia del marchio.
Panigale V4 S 100

Una colorazione tanto appariscente quanto memorabile: i designer di Ducati si sono ispirati alla 750 Imola Desmo che vinse la prima edizione della 200 Miglia di Imola nel 1972 con Paul Smart e Bruno Spaggiari. Una moto che rappresentò un momento trionfale per la casa di Borgo Panigale, tanto che l'anno successivo, a grande richiesta del pubblico, venne realizzata la 750 Supersport Desmo, la prima bicilindrica stradale desmodromica del marchio.

La Panigale V4 S 100 si fa notare quindi per le carene in argento "glitterato", il forcellone e il telaio azzurrino come la moto originale, la sella in alcantara, la frizione a secco, la piastra di sterzo ricavata dal pieno e numerata, e il cavalletto posteriore in tinta con la grafica. Tra le scelte estetiche esclusive, ci sono anche le pinze freno che, come per altri modelli della Collezione 100, sono color Bronzo Centenario sviluppato apposta per questa serie. Il prezzo per questa meraviglia è il più alto della serie e si aggira intorno ai 100.000 euro, ma la cifra esatta la conoscono solo i cento futuri acquirenti.
Paul Smart alla 200 Miglia di Imola nel 1972
Panigale V2 S 100

La livrea "full yellow" della supersport di Ducati si ispira alla grafica della 750 Super Sport Desmo utilizzata dal vincitore del campionato italiano velocità Franco Uncini nella stagione 1975 (qui sotto). Il giallo è predominante tanto che, per riprende lo stile del vecchio modello, è stato verniciato di questo colore anche il forcellone della V2 S. La carenatura presenta anche dei dettagli marrone/bordeaux che all’epoca veniva utilizzato sui motori marini entrobordo assemblati nello stabilimento di Borgo Panigale. La particolatà principale però riguarda il motore V2, dotato della frizione a secco: i tecnici Ducati hanno sviluppato questo componente apposta per la Collezione 100 e presto potrebbe essere disponibile anche per i modelli di serie.

Streetfighter V4 S 100

Questa maxinaked moderna è stata vestita con una grafica di moda negli anni '70 e '80. Come la Ducati 900 Sport Desmo Darmah del 1979 (qui sotto), la Streetfighter V4 S 100 si tinge di nero e oro, un'abbinata che ricordiamo anche nel mondo della Formula 1. È presente anche la caratteristica testa di tigre rappresentata sui fianchetti della 900 Sport Desmo Darmah e posizionata sotto al codino della V4.

Monster 100

Un abbinamento azzeccato, non a caso la livrea tricolore si era vista sulla Monster S4Rs Tricolore (qui sotto) del 2008, e infatti questa è la "replica" più recente della collezione. La S4Rs Tricolore può essere considerata una sorta di final edition della prima generazione di Monster, quella che Ducati produsse dal 1993 fino al 2008. Quindi anche per la Monster 100 grafica rosso-bianco-verde e cerchi color titanio: il motore V2 è dotato della frizione a secco, raffinatezza che questo nuovo blocco ancora non aveva.

XDiavel V4 100

Nel 1977 una Ducati 750 Super Sport , chiamata anche “California Hot Rod” (qui sotto) per le numerose modifiche apportate, diventa la prima moto italiana a vincere una gara per derivate di serie negli Stati Uniti. Dopo questo successo, oltreoceano Ducati non era più solo Scrambler: oggi la XDiavel V4 100 riprende proprio i colori della moto che vinse con Cook Neilson sul circuito di Daytona, ma tra i particolari più pregati c'è il pezzo centrale del manubrio che è stato completamente rivacato dal pieno.

Diavel V4 RS 100

Su questa super cruiser di Borgo Panigale il rosso e il verde dominano la scena con qualche dettaglio di bianco esattamente come la grafica della MHR 900 Replica stradale del 1979. È stata la prima race replica del marchio e divenne subito uno degli oggetti più ambiti tra gli appassionati. La moto evocava la livrea della 900 che vinse il Tourist Trophy del 1978 sull'isola di Man con Mike Hailwood. Particolarità della Diavel V4 RS 100: il cavalletto laterale è verniciato di rosso come sulla moto originale.

Multistrada V4 RS 100

La livrea di questa raffinatissima super viaggiatrice si ispira alla grafica della 500 SL Pantah del 1979, una moto che introdusse tante innovazioni tecniche poi usate anche sui futuri modelli di Borgo Panigale. Per farvi qualche esempio è la prima ad avere il telaio a traliccio e la distribuzione a cinghia al posto delle vecchie e gloriose coppie coniche, in uso fin dai tempi della Gran Sport Marianna del 1955.. La Multistrada V4 RS 100 ne riprende i colori: base azzurra e bande rosse, e non manca il logo disegnato per Ducati dal designer di auto Giorgetto Giugiaro.

Scrambler 100

Una Scrambler così, in Europa sicuramente non l'avete mai vista. Infatti la livrea dedicata ai 100 esemplari della Collezione si ispira alla 250 Scrambler del 1962, la prima versione di Scrambler Ducati prodotta esclusivamente per il mercato statunitense. A quei tempi l'importatore americano chiese a Ducati una moto off-road, un po' dirt track e così nacque lei. La versione celebrativa ha piastre e telaio color blu, e sul serbatoio a goccia troviamo il vecchio logo di Ducati con l'aquila. Questo è la grafica "più vecchia" tra le serie speciali e anche la più "accessibile", ma parliamo di circa 30.000 euro.

Hypermotard V2 SP 100

Una grafica retrò su una moto modernissima: la livrea della Hypermotard si ispira alla 860 “24 Horas de Montjuïc”, moto vincitrice dell'omonima gara del 1973 (qui sotto). In quegli anni i vertici Ducati spinsero molto sulle gare di endurance per ridare popolarità al marchio. Il trionfo al debutto spinse la casa a dar vita alla versione stradale chiamata 900 Super Sport e, due anni dopo, sempre con Salvador Canellas e Benjamin “Min” Grau la bicilindrica bolognese trionfò ancora nella gara catalana.

DesertX 100

Questa storia probabilmente la conoscono in pochi: tra la fine degli anni '70 e i primi anni '80 Ducati era gestita dalle partecipazioni statali, che controllavano anche case automobilistiche come l’Alfa Romeo. L’EFIM, l’ente che controllava questi due marchi, organizzò nel 1981 un campionato per auto Alfasud sui tracciati ghiacciati delle Alpi. Per intrattenere il pubblico nella pausa tra la prima e la seconda gara vennero allestite le Pantah “Ice” (qui sotto), praticamente una Pantah 500 modificata con gomme chiodate e l’eliminazione dell’impianto frenante. L'appriscente livrea giallo-blu era la stessa che vedete sulla DesertX 100.

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