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Kawasaki Z1000SX my 2017, la Ninja da viaggio

Tante le novità per la versione 2017 della sport-tourer di Akashi. La dotazione elettronica comprende anche la piattaforma inerziale che controlla traction control e ABS cornering, la carena è più protettiva e ci sono di serie nuovi attacchi "invisibili" per le borse laterali. Arriverà a fine anno e costerà circa 13.000 euro (indicativi) 
La versione "vestita" della maxinaked Kawasaki Z 1000 era già una delle sport-tourer con il migliore rapporto qualità/prezzo, ma lo è ancora di più nella versione 2017 che abbiamo provato sulle strade della Costa Azzurra. Oltre all'omologazione Euro 4 ormai d'obbligo, la rinnovata Z 1000 SX sfoggia una dotazione elettronica tra le più complete e una serie di novità che migliorano il comfort di marcia sulle lunghe distanze. Il motore a quattro cilindri in linea di 1.043 cm3 ha una differente messa a punto per adeguarsi alla restrittiva normativa Euro 4, ma la potenza massima di 142 CV a 10.000 giri rimane immutata. Migliora nettamente il "pacchetto elettronico", ora comprende il Kawasaki Cornering Management Function (KCMF) con tanto di piattaforma inerziale Bosch per gestire al meglio il nuovo controllo di trazione KTRC su 3 livelli e il nuovissimo ABS "cornering" (KIAS, cioè Kawasaki Intelligent Anti-lock System) che permette di frenare a moto inclinata. Due le mappature selezionabili per il motore, e cioè Full Power o Low Power: quest’ultima limita la potenza a circa al 70% della modalità Full.
Bella e completa la strumentazione con contagiri analogico e doppio display digitale; a destra, il selettore per selezionare il livello di intervento del controllo di trazione e le mappature del motore.
Carenatura più protettiva
Tutta nuova la carenatura: oltre a essere più ampia (28 mm) sui lati per riparare meglio le gambe del pilota, ha un cupolino anteriore più protettivo con parabrezza a doppia bombatura più alto di 15 mm e regolabile manualmente in altezza su tre posizioni. Nuovo anche il doppio proiettore a led. Le sedute di pilota e passeggero sono più ampie e meglio imbottite, per aumentare il comfort di marcia sulle lunghe distanze: quella posteriore ha anche una nuova forma rialzata nella parte frontale, per evitare che il passeggero possa scivolare in avanti nelle frenate più brusche.
Il gruppo ottico anteriore sfoggia due bei proiettori a led; a destra, il nuovo cupolino di tipo "double bubble" si regola manualmente in altezza su tre posizioni.
Il sistema di fissaggio per le borse è di serie e "invisibile"
Comodo e pratico il nuovo sistema di fissaggio delle borse laterali, ora fornito di serie, che permette di agganciarle e rimuoverle facilmente. Il sistema è di tipo "invisibile", cioè non ha staffe di supporto vistose e ingombranti che rovinano l’estetica della parte posteriore quando si rimuovono le borse. A proposito di borse, come sempre sono disponibili come optional: prodotte dalla GIVI, hanno una capienza di 28 litri ciascuna e possono contenere un casco integrale. Sono invece di serie (finalmente) le maniglie per il passeggero, andando così a colmare una grave lacuna della versione precedente. In vendita da fine anno, la Z1000SX sarà disponibile in tre colorazioni: il classico verde Kawa, un elegante nero metallizzato e un piacevole arancione. Il prezzo, al momento di andare in stampa, è ancora da definire, ma non dovrebbe discostarsi troppo da quello della versione attualmente in commercio.
La Z1000SX è disponibile in tre accattivanti colorazioni; a destra, finalmente arrivano le maniglie per il passeggero.
Come va
La posizione di guida non è cambiata, perché la triangolazione manubrio/sella/pedane è immutata rispetto alla precedente versione. Il pilota sta ben inserito nella moto, grazie ai profondi incavi del serbatoio, con le braccia larghe e il peso del busto leggermente caricato in avanti sugli ampi semimanubri: una posizione buona sia per la guida sportiva, sia per macinare chilometri in tutto relax. Unico particolare migliorabile, le pedane che preferiremmo in posizione meno arretrata, per affaticare meno le gambe nei lunghi tragitti. La nuova carena offre una protezione dall'aria nettamente migliore rispetto al passato. Solo il nuovo cupolino non ci ha convinto più di tanto: in posizione rialzata la protezione dall’aria è buona, ma alle alte velocità la parte superiore del busto resta esposta all'aria.


Erogazione "vellutata"
Il motore resta il vero punto di forza di questa moto, difficilmente mette in difficoltà il pilota: grazie alla nuova mappatura, l’erogazione è infatti estremamente dolce (forse fin troppo per i fan delle "verdone") e regolare a tutti i regimi. Il quattro cilindri dispone sempre di una buona coppia ai bassi e medi regimi, per poi “esplodere” dopo i 6.000 giri con un allungo notevole fino all'intervento del limitatore posto poco oltre gli 11.000 giri. Le vibrazioni sono praticamente inesistenti fino a 7.000 giri, mentre oltre questo limite diventano un po' fastidiose: ma a quel punto si viaggia già oltre i 160 km/h, quindi ben oltre i limiti consentiti dal Codice della Strada...


Elettronica a punto
L'erogazione lineare e regolare del motore non ci ha fatto sentire la necessità di passare alla modalità "low", persino in presenza di fondi stradali difficili come quelli che abbiamo incontrato durante il test in Costa Azzurra. L'asfalto "sporco" e i tratti umidi delle Gorges du Verdon promettevano di mettere a dura prova sia il controllo di trazione (impostato in modalità due, quella intermedia), sia il nuovo cornering ABS. Entrambi ben a punto, sono entrati in funzione pochissime volte, solo quando realmente necessario. Ci sono piaciuti molto i pulsanti diretti per i vari controlli: non bisogna leggere pagine e pagine del manuale di istruzioni per capire come settare i vari “aiutini” elettronici. Ben fatto, Kawasaki!



Ciclistica sportiva
La ciclistica è perfettamente all'altezza delle (ottime) prestazioni del motore: precisa e rigorosa, la Z1000SX segue le traiettorie impostate dal pilota senza esitazioni. In parte, questo è anche merito dei pneumatici Bridgestone Battlax S20F di primo equipaggiamento, ma ci è sembrata azzeccata soprattutto la taratura delle sospensioni completamente regolabili e parecchio sensibili ai vari “click” di regolazione. Perfettamente a punto in particolare la forcella, morbida nel primissimo tratto dell'escursione per assorbire le piccole imperfezioni del manto stradale, ma "sostenuta" nella seconda parte per assecondare la guida sportiva. Maneggevolezza e agilità sono buone, solo quando il ritmo si fa "cattivo", la Z1000SX va guidata “di corpo” per passare da una curva all'altra.



Una moto a due facce... entrambe belle
Promosso a pieni voti anche l’'impianto frenante: il nuovo materiale di attrito delle pastiglie ha risolto la mancanza di grinta che in certi frangenti si verificava con la precedente versione, soprattutto al posteriore. Difetti? Pochi. Su una moto da turismo di questo livello per esempio è ormai d'obbligo il cruise control, mentre la possibilità di regolare l’altezza della sella da terra è prevista da tutte le rivali dirette. Inoltre, sulle lunghe distanze, avremmo preferito una rapportatura del cambio meno ravvicinata. Ma sono mancanze lievi, a fronte delle doti (e del prezzo decisamente attraente, anche se la momento indicativo) della Z 1000 SX, una moto dalla doppia personalità: in viaggio o nell'uso di tutti i giorni si guida con un filo di gas, godendosi il comfort di marcia esemplare, ma può trasformarsi in un'arma "micidiale" per chi ama divorare curve e passi di montagna senza risparmiare motore e ciclistica.

Carta d'identità

Dati tecnici (dichiarati dalla casa)
Motore quattro cilindri, 4T
Cilindrata (cm3) 1.043
Raffreddamento a liquido
Alimentazione  a iniezione
Cambio a sei marce
Potenza CV (kW)/giri 142 (104,5)/10.000
Freno anteriore doppio disco da 300 mm
Freno posteriore disco da 250 mm
Velocità massima (km/h) nd
Dimensioni
Altezza sella (cm) 82
Interasse (cm) 144
Lunghezza (cm) 210
Peso (kg) - in o.d.m. 235
Pneumatico anteriore 120/70-17"
Pneumatico posteriore 190/50-17"
Capacità serbatoio (litri) 19
Riserva litri nd

Kawasaki Z1000 SX 2017

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