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5 cose che forse non sapete sul mondo delle moto

Il mondo delle due ruote è ricco di aneddoti e leggende, a volte reali e altre volte ingigantite, dagli appassionati o dai costruttori stessi. Ecco cinque curiosità sulle moto e sui marchi che hanno segnato la storia delle due ruote

5 cose che forse non sapete sul mondo delle moto
Le cinque curiosità motociclistiche

1) Una Tesi da 110 e lode
La nascita della Bimota Tesi 1D  si può datare nella prima metà degli anni 80 grazie a due laureandi d'ingegneria, Roberto Ugolini e Pier Luigi Marconi e alla loro tesi sulle ciclistiche alternative. I loro studi riguardavano la possibilità di separare lo sterzo dall'ammortizzatore e Bimota decise di sperimentare l'idea assumendo l'ingegner Marconi creando dei prototipi che alla fine portarono alla nascita della Tesi 1D, con un forcellone oscillante indipendente dallo sterzo.

2) la B di FireBlade
Quando Tadao Baba, progettista della Honda, creò la prima, mitica CBR 900 RR i vertici della Casa dell'Ala non erano del tutto convinti. L'idea di produrre una supersportiva più leggera e piccola delle altre, però, si rivelò azzeccata e la FireBlade ottenne uno strepitoso successo. Quando Baba-san andò in pensione, nel 2003, la Honda decise che Fireblade sarebbe stata scritta con la B minuscola. 

3) Una Ferrari su due ruote, ma solo di nome
Negli anni '90 Cagiva decise di competere contro i colossi giapponesi producendo una stradale quattro cilindri ad alte prestazioni. Per realizzare il motore quattro cilindri fu coinvolta Ferrari, che mise a disposizione la sua esperienza. Nacque così un sofisticato motore 750 in linea con valvole radiali (come sulle F1 del Cavallino di quegli anni) cambio estraibile e distribuzione a catena centrale. La collaborazione tra i due marchi portò alla nascita di un prototipo e nulla più, la strana "alleanza" durò poco. Restò però il motore che venne utilizzato per far tornare sulmercato la MV Agusta. Grazie al genio di Massimo Tamburini nacque la F4 750, una sigla non casuale: significa appunto Ferrari 4 cilindri per ricordare la breve collaborazione. 

4) La Libellula Rossa
La prima moto prodotta da Yamaha nel 1955 fu la 125 YA-1, che riscosse un immediato successo per le eccellenti prestazioni e la linea curata. Il colore scelto dalla casa di Hamamatsu per quella prima motocicletta fu il rosso, la stessa livrea  del biplano Aka-Tombo, del quale la Yamaha produceva i motori durante la seconda guerra mondiale. Aka-Tombo, che in giapponese significa “libellula rossa” fu anche il soprannome dato alla YA-1

5) La caduta del Dio Apollo
A causa delle pressioni da parte del proprio importatore negli Stati Uniti, Ducati decise di creare una moto che potesse contrastare Harley-Davidson negli USA. Nel 1964, sotto la direzione dell'ingegner Fabio Taglioni, nacque così la Ducati Apollo, una maxi 4 cilindri da 1257 cm3, con una potenza di 80 cavalli e il motorino elettrico della Fiat 1100. La moto purtroppo evidenziò subito grossi problemi di stabilità, a causa principlamente delle gomme dell'epoca, inadatte a gestire un peso e una potenza di quel tipo. Pur provando a depotenziarla a 65 CV, la moto non risolse mai i suoi problemi di guidabilità e quell'esemplare unico realizzato fu destinato a rimanere tale. 


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