Le 4 naked più care ed esagerate da comprare oggi
Volete una naked e potete permettervi di non badare a spese? Abbiamo selezionato per voi le quattro moto più esclusive sul mercato
Aria sul casco e prestazioni da paura
Avete voglia di spendere e soprattutto di prestazioni esagerate, unite a una bella dose di aria sul casco? Allora le hypernaked sono la tipologia di moto che fa per voi. Parliamo di moto estreme, nate spesso dalla voglia di avere una supersportiva ma, grazie al manubrio alto, con una guida più comoda. Abbiamo selezionato le quattro naked più costose attualmente in commercio in Italia, tutte accomunate da motori potentissimi, elettronica raffinata e un prezzo che supera abbondantemente i 20.000 euro. Ecco quali sono, in ordine di prezzo crescente.
Kawasaki Z H2 SE - 22.740 euro
La Z H2 è la naked più potente di Kawasaki: monta un quattro cilindri da 998 cm³ con compressore che eroga 200 CV, praticamente una potenza da Superbike. Il compressore è la firma distintiva della moto e si fa sentire con il suo inconfondibile sibilo quando si apre il gas. Nonostante la potenza esagerata, il 4 cilindri è sorprendentemente docile ai bassi regimi, ma appena si apre il gas l'accelerazione è bruciante e l'allungo impressionante fino ai regimi più alti. La versione SE monta sospensioni a controllo elettronico, l'impianto frenante ha pinze radiali su dischi da 320 mm all'anteriore, e l'elettronica comprende IMU a sei assi, ABS e controllo di trazione cornering, antimpennata, launch control, cambio elettronico e cruise control. La posizione di guida è comoda e naturale, più "seduta" che d'attacco, anche se i 240 kg di peso si fanno sentire nello stretto e nelle manovre a bassa velocità. Il suo campo di battaglia ideale è il misto medio-veloce, dove esprime il meglio di sé.
BMW M 1000 R - 23.600 euro
La M 1000 R è la hypernaked di Monaco derivata dalla M 1000 RR da pista. Il quattro cilindri da 999 cm³ eroga 209 CV e ha fasatura e condotti di aspirazione variabili. Per migliorare la stabilità in piega ci sono due ali aerodinamiche che a 220 km/h generano un carico di 11 kg sulla ruota anteriore. Il telaio è in alluminio, le sospensioni Öhlins hanno il controllo elettronico DDC di serie, i cerchi sono in alluminio forgiato (nella versione M Competition da 29.980 euro sono disponibili anche in carbonio). L'elettronica è da vera superbike: quattro modalità di guida, traction control di ultima generazione con controllo dell'impennata, quickshifter, launch control, pit lane limiter e persino il Brake Slide Assist che facilita gli ingressi in curva in derapata. La posizione di guida è d'attacco con il peso sui polsi, ma il manubrio è largo e le pedane non sono eccessivamente arretrate. Il motore è potentissimo ma anche trattabile, e tra le curve la M 1000 R stupisce per velocità di ingresso e stabilità in percorrenza. Un gioiello per piloti esperti che cercano prestazioni da pista su strada.
Ducati Streetfighter V4 - 25.290 euro
La Streetfighter V4 è, in buona sostanza, la Panigale V4 senza carene: monta lo stesso formidabile quattro cilindri Desmosedici da 1.103 cm³ che eroga 214 CV. Le vistose ali biplano non sono solo un elemento estetico, ma generano un carico aerodinamico importante che aumenta la stabilità dell'avantreno. La dotazione elettronica è completa con ABS Cornering, Traction Control DTC Evo 2, Wheelie Control, Quick Shift ed Engine Brake Control. Le sospensioni sono Showa e Sachs completamente regolabili nella versione base, mentre la S monta componenti Öhlins. L'impianto frenante ha dischi da 330 mm con pinze Brembo Stylema. La Streetfighter stupisce perché, nonostante la potenza elevatissima, è relativamente facile da usare se si ha un minimo di esperienza. I cambi di direzione sono rapidissimi e la moto "curva col pensiero" grazie a una ciclistica perfetta. La posizione di guida è comoda per una hypernaked, anche se la protezione dall'aria è praticamente nulla e il V4 scalda parecchio. Il passeggero sta molto scomodo e l'angolo di sterzo limitato rende difficoltose le manovre a bassa velocità.
MV Agusta Rush - 51.500 euro
La Rush è la più esclusiva e costosa del gruppo, praticamente una supersportiva senza carene (per non parlare della versione Titanio, presentata pochi giorni fa e di cui non si sa ancora il prezzo, ne parliamo qui). Il prezzo di 51.500 euro la rende un oggetto per veri appassionati. Il quattro cilindri da 998 cm³ eroga 208 CV, che diventano oltre 212 con lo scarico e la centralina racing. La posizione di guida è da vera supersportiva con sella poco imbottita, pedane arretrate e busto caricato sui semimanubri, per fortuna rialzati e ben aperti. Le ali aerodinamiche ai lati del serbatoio, il doppio terminale in titanio e la ruota posteriore lenticolare in alluminio forgiato sono elementi che sottolineano il carattere racing della moto. L'elettronica comprende cambio quickshifter, quattro mappature, controllo di trazione su otto livelli e controllo dell'impennata. Le sospensioni sono Öhlins EC a controllo elettronico mentre al comparto frenante ci sono pinze Brembo Stylema con ABS Bosch 9 Plus Race. La cura costruttiva è maniacale e ogni dettaglio è studiato. Va benissimo sui percorsi veloci e poco tortuosi, mentre nel misto stretto richiede una guida "di forza" e tanta esperienza. Il motore è poco trattabile ai bassi regimi e il comfort di marcia è limitato, ma chi la sceglie cerca proprio questo: una moto da pista omologata per la strada.