Moto Guzzi 500, enduro non è meglio? L'idea geniale di Bezzi
Tutti aspettano una piccola stradale da Mandello. Ma Bezzi ha già disegnato la F 45 TT, una tuttoterreno ha tutto per piacere
Nessuno ha detto che debba per forza avere l'asfalto sotto
Foto spia, marchi registrati, indiscrezioni: della Guzzi mossa dal bicilindrico parallelo 457 si parla ormai come di una cosa fatta (leggi qui), e tutti la immaginano allo stesso modo, una stradale neo-retrò con faro tondo, sella bassa, roba da centro città e gita fuori porta. Ipotesi legittima, visto quello che si intravede sotto le camuffature. Ma è l'unica possibile. Epperò il nostro instancabile Oberdan Bezzi in arte Obiboi la pensava diversamente già nell'aprile 2025, quando sul suo blog Motosketches pubblicò la F 45 TT. Il ragionamento di partenza era quello che si porta dietro da anni: se Mandello e Noale sono ormai parenti strettissimi, perché la prima non attinge ai motori della seconda per allargare la gamma e portarsi in casa un pubblico più giovane? Domanda già posta ai tempi del bicilindrico 660, tornata di attualità con l'arrivo del 450. La sua risposta, quella volta, non fu una stradale ma una tuttoterreno: una specie di scrambler con doti fuoristradistiche più marcate, o se preferite un'enduro un po' meno severa. Il tutto, insiste Bezzi, solo se costruita con la cura che il marchio meriterebbe e con un prezzo di conseguenza.

TT, a Mandello, non è una sigla qualunque
Ed è qui che la cosa si fa interessante, perché quelle due lettere in casa Guzzi pesano. Tuttoterreno: così le chiamava la V65 TT del 1984, il tentativo di Mandello di rispondere alla BMW R 80 G/S con il bicilindrico a V di 643 cm³ e un telaio derivato dalla stradale.
Nacque per necessità più che per ambizione, mettendo insieme quello che c'era già a magazzino sotto la gestione risparmiosa di De Tomaso. Non andò benissimo, le subentrò la NTX, ma la sigla è rimasta: oggi la porta la V85 TT, che di quella filosofia è la nipote in buona salute. Una F 45 TT, quindi, non sarebbe un corpo estraneo ma un gradino sotto la V85: stessa idea, metà cilindrata, patente A2.
E poi c'è un dettaglio che gioca a favore
Sotto ci sarebbe comunque il 457 cm³ bicilindrico parallelo frontemarcia, doppio albero a camme, otto valvole, manovellismo a 270°, 47,6 CV a 9.400 giri e 65 Nm a 6.400. Motore corto, compatto, leggero: esattamente quello che serve a una moto che deve alzare il baricentro e non rischiare di essere troppo pesante. Il passaggio alla trasmissione finale a catena, poi, che per i guzzisti più tradizionalisti è quasi un'eresia, in fuoristrada sarebbe un vantaggio: proprio il cardano fu uno dei limiti della V65 TT sui terreni sconnessi, con reazioni della sospensione posteriore che rendevano la guida più difficile da interpretare.
Foto e immagini
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