KTM, Bajaj cerca un partner per il rilancio del marchio
Dopo aver salvato la Casa di Mattighofen dalla crisi finanziaria, il gruppo indiano che oggi controlla KTM apre alla possibilità di un nuovo socio industriale. L’obiettivo però non è cedere il marchio ma afforzare il rilancio
Inizia una nuova era?
Bajaj apre alla possibilità di un partner strategico per KTM. La notizia, arrivata dalle dichiarazioni di Rakesh Sharma, Deputy Managing Director del gruppo indiano, ha subito acceso le domande sul futuro della Casa di Mattighofen. KTM è di nuovo in difficoltà e ci si prepara ad una vendita? La risposta è no. Non c’è una trattativa per cedere KTM, né una nuova emergenza finanziaria all’orizzonte. La mossa di Bajaj va letta in un altro modo: dopo aver sostenuto il salvataggio del marchio austriaco, il gruppo indiano sta valutando come affrontare la prossima fase, quella del rilancio industriale.
Bajaj e la nuova proprietà
La decisione arriva dopo uno degli anni più difficili nella storia recente di KTM, segnato da sovrapproduzione, difficoltà finanziarie e dalla necessità di una profonda ristrutturazione.
Per superare la crisi, ve lo abbiamo raccontato in più riprese durante gli scorsi mesi, Bajaj ha svolto un ruolo decisivo. Nel 2025 il gruppo indiano ha finanziato KTM con 450 milioni di euro, a cui si è aggiunto un ulteriore intervento da circa 350 milioni di euro. Risultato: oggi Bajaj controlla circa il 74,9% del capitale della Casa austriaca. Ora, evitato il collasso, la strategia cambia: l’obiettivo non è più soltanto garantire la sopravvivenza dell’azienda, ma costruire un modello industriale più efficiente e competitivo nel lungo periodo.
Un nuovo socio, ma solo se condivide il progetto
Rakesh Sharma ha chiarito che Bajaj non sta cercando attivamente un investitore, ma che l’azienda è disponibile a valutare eventuali alleanze. La condizione è precisa: chi entrerà dovrà condividere la visione industriale già impostata.
Al centro del piano c’è una maggiore integrazione tra KTM e la rete produttiva globale di Bajaj, con l’obiettivo di ridurre i costi e migliorare i margini. Una strategia che potrebbe portare a un aumento del peso della produzione indiana all’interno della filiera KTM.
Un passaggio fondamentale che è però anche il più delicato, dato che il marchio austriaco ha costruito il proprio successo su tecnologia, prestazioni e identità sportiva e che la sfida sarà riuscire a rendere la produzione più efficiente senza modificare la percezione che i motociclisti hanno di KTM. Chiaro dunque che il vero banco di prova sarà trovare il giusto equilibrio tra riduzione dei costi e tutela dell’identità del marchio. Perché la nuova KTM dovrà essere più solida dal punto di vista industriale, ma continuare a essere riconoscibile agli occhi dei motociclisti che le sono affezionati.
I numeri della ripartenza
L’apertura verso un possibile partner arriva mentre i primi segnali della ripresa iniziano a emergere. Nel primo trimestre 2026 le vendite di moto KTM sono cresciute del 125% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre il fatturato del gruppo è aumentato del 70%. Considerando insieme KTM, Husqvarna e GASGAS, la crescita dei ricavi supera il 151%. Numeri importanti, ma da interpretare correttamente: il confronto è con un 2025 estremamente difficile, quello della crisi e della ristrutturazione. La strada verso una completa stabilità è ancora lunga, ma la fase più critica sembra essere stata superata.