Ahi ahi Ducati, si muove la politica: Urso chiama Domenicali
Le ipotesi sulla possibile cessione della Casa di Borgo Panigale arrivano sul tavolo del Governo. Dopo l'intervento della Regione Emilia-Romagna, il ministro Adolfo Urso ha parlato direttamente con Claudio Domenicali: “Utilizzeremo al meglio gli strumenti a nostra disposizione”
Ducati diventa un caso politico
Ducati non è ufficialmente in vendita, ma il piano di riorganizzazione del Gruppo Volkswagen e la possibile valorizzazione di parte delle sue partecipazioni stanno cominciando a muovere anche la politica italiana e questo non è un buon sgno perché significa che i rischi comonciano a essere grossi...
Dopo la richiesta del presidente dell'Emilia-Romagna Michele de Pascale di aprire un tavolo istituzionale sul futuro della Casa di Borgo Panigale, a intervenire è stato direttamente il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha avuto un confronto con l'amministratore delegato Ducati Claudio Domenicali. “Mi sono confrontato questa mattina con il Ceo di Ducati Motor, Claudio Domenicali, concordando un percorso che possa consentirci di salvaguardare un'azienda così importante, simbolo del Made in Italy, di cui tutti siamo orgogliosi”, ha spiegato Urso. Il ministro ha quindi assicurato che il Governo utilizzerà “al meglio gli strumenti a nostra disposizione perché questo patrimonio del Paese possa continuare a rappresentarci con i suoi straordinari successi sportivi, tecnologici e di mercato, esempio di eccellenza e di qualità”.
Prima la Regione, ora il Governo
L'intervento arriva dopo la lettera inviata da de Pascale al Ministero, con la quale il presidente dell'Emilia-Romagna aveva chiesto un confronto sulle prospettive di Ducati e sulla tutela di occupazione, investimenti e continuità produttiva.
A preoccupare le istituzioni non sono i conti della Casa bolognese, quanto piuttosto ciò che sta succedendo sopra di lei. Come vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi, il Future Plan 2030 di Volkswagen prevede infatti una profonda revisione del portafoglio del gruppo, con circa un terzo delle partecipazioni destinate a essere valutate in vista di possibili cessioni, riduzioni delle quote o altre forme di valorizzazione. Ed è in questo scenario che è tornato a circolare con insistenza il nome di Ducati, controllata attraverso Audi dal 2012.
Domenicali: “Non ci sono valutazioni finali”
Da Borgo Panigale, però, il messaggio continua a essere improntato alla prudenza. Domenicali ha ribadito che non esiste al momento una decisione definitiva sulla vendita e, soprattutto, che la situazione di Ducati va distinta dalle difficoltà attraversate dal settore automobilistico europeo e dal Gruppo Volkswagen. “Questo non ha ricadute occupazionali su di noi, perché è un'azienda che si muove in modo indipendente ed è in un momento positivo. Al momento non ci sono valutazioni finali”, ha spiegato l'amministratore delegato. Una posizione coerente con quanto sostenuto nelle scorse settimane, quando Domenicali aveva ricordato che Ducati è economicamente solida e in grado di finanziare autonomamente il proprio piano industriale.
Il problema, insomma, non è Ducati, ma semmai capire che cosa Volkswagen deciderà di fare con Ducati.
Da ipotesi industriale a questione nazionale
Ed è proprio questa la novità. Fino a poche settimane fa il possibile cambio di proprietà era soprattutto materia di indiscrezioni finanziarie. Poi è arrivata l'offerta dichiarata da Patritalia, quindi il nuovo piano Volkswagen e ora l'intervento diretto delle istituzioni. Non significa che una vendita sia stata decisa, né tantomeno che il Governo debba necessariamente intervenire in un passaggio di proprietà. Ma il confronto tra Urso e Domenicali dimostra che l'eventuale futuro societario della Casa bolognese viene ormai seguito anche a Roma. Ducati, del resto, non è soltanto uno dei marchi motociclistici più prestigiosi al mondo: è anche un pezzo importante della Motor Valley emiliana e dell'industria italiana.