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Ducati, chi ha i soldi per comprarsela?

Ducati non è ufficialmente in vendita, ma il drastico piano di tagli, annunciato da Volkswagen, comprende anche la possibile "valorizzazione" della casa di Borgo Panigale. Ma oggi chi ha la forza per comprarla?

Il terremoto Volkswagen apre una nuova partita anche per Ducati. Il piano Future 2030 approvato ieri dal consiglio di sorveglianza prevede un taglio complessivo di 100 mila posti di lavoro e, soprattutto, una drastica revisione del portafoglio di partecipazioni del gruppo. Tra le oltre 2.000 partecipazioni di Volkswagen, circa 750 sarebbero considerate cedibili, in tutto o in parte. E tra queste, secondo le indiscrezioni ci sarebbe anche Ducati.

Non significa che la Casa di Borgo Panigale sia già ufficialmente sul mercato, né che Volkswagen abbia deciso di venderla. Ma per la prima volta l'ipotesi di una cessione totale o parziale di Ducati entra concretamente nel quadro della ristrutturazione del gruppo tedesco. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il management avrebbe già individuato le partecipazioni da valorizzare e le banche d'affari sarebbero state informate della possibile operazione.

È una svolta importante rispetto alle rassicurazioni arrivate nei mesi scorsi. E soprattutto riapre una domanda: se Ducati finisse davvero sul mercato, chi potrebbe comprarla?

La risposta porta inevitabilmente verso tre aree: India, Cina e Italia.

India, una storia già vista

L'interesse indiano per Ducati non sarebbe una novità. Nel 2017, quando Volkswagen aveva realmente valutato la vendita della Casa bolognese, tra i possibili acquirenti erano comparsi Hero MotoCorp, Bajaj Auto, Mahindra e Royal Enfield. Anche alcuni gruppi cinesi erano stati indicati come potenziali interessati.

La vendita non si concluse, ma quel precedente dimostra che Ducati aveva già attirato l'attenzione dei grandi costruttori asiatici.

Oggi uno dei nomi più interessanti potrebbe essere TVS Motor. Il gruppo indiano ha una strategia sempre più internazionale e premium e ha già acquisito Norton. Ducati potrebbe rappresentare per TVS il salto definitivo nel segmento delle moto ad altissimo valore e prestigio.

Anche Hero MotoCorp dispone delle dimensioni necessarie per affrontare un'operazione importante. Più particolare sarebbe invece l'ipotesi Eicher-Royal Enfield, che ha già dimostrato di saper rilanciare un marchio motociclistico storico europeo.

Bajaj oggi è un discorso diverso

Nel 2017 Bajaj era uno dei candidati più accreditati. Oggi, però, la situazione è cambiata radicalmente.

Bajaj è infatti impegnata nel rilancio e nella gestione di KTM e del gruppo Pierer Mobility, dopo averne assunto il controllo. Accollarsi contemporaneamente un'altra acquisizione europea di grandi dimensioni come Ducati appare quindi decisamente meno probabile.

La pista Bajaj, dunque, va considerata soprattutto come un precedente storico, non come l'ipotesi più credibile per una futura vendita.

La Cina resta un'incognita

Anche i gruppi cinesi potrebbero avere le risorse per acquistare Ducati. Nel 2017, quando la vendita era realmente sul tavolo, erano stati indicati tra i potenziali interessati.

Oggi aziende come CFMoto, QJMotor e altri grandi costruttori cinesi hanno raggiunto dimensioni e capacità tecnologiche impensabili fino a pochi anni fa. Un marchio come Ducati potrebbe garantire loro un enorme salto di prestigio sui mercati occidentali.

Per il momento, però, non emerge un gruppo cinese specifico come candidato alla trattativa. Parlare di CFMoto o QJMotor come possibili acquirenti significa quindi fare un'ipotesi industriale, non riportare una trattativa in corso.

PatrItalia ha già messo sul tavolo 2,5 miliardi

Nel dibattito c'è però un elemento concreto. PatrItalia, holding italiana fondata da Manuel Ros, ha dichiarato di aver presentato ad Audi un'offerta indicativa da 2,5 miliardi di euro per il 100% di Ducati.

Audi avrebbe risposto che Ducati non è attualmente in vendita. L'offerta, quindi, non significa che sia iniziata una trattativa, ma introduce per la prima volta una cifra precisa nel dibattito attuale.

Ed è una cifra importante: nel 2012 Audi aveva acquistato Ducati per circa 860 milioni di euro, debito compreso. Oggi PatrItalia valuta quindi la Casa bolognese quasi tre volte tanto.

Chi sarebbe davvero in pole position?

Se Volkswagen decidesse domani di mettere Ducati sul mercato, sarebbe difficile individuare oggi un favorito.

TVS sarebbe probabilmente uno dei nomi indiani più interessanti, grazie alla strategia internazionale e all'esperienza con Norton. Hero avrebbe la forza finanziaria, mentre Royal Enfield rappresenterebbe una soluzione più particolare ma con un precedente nella gestione di un grande marchio storico europeo.

La Cina avrebbe invece un grande vantaggio finanziario e industriale, ma oggi manca un nome sostenuto da indiscrezioni concrete.

Bajaj, pur avendo avuto Ducati nel mirino in passato, appare meno probabile a causa dell'impegno con KTM.

E poi c'è PatrItalia, che ha già dichiarato di aver fatto un'offerta.

Per ora, dunque, non c'è una vendita. Ma se Volkswagen dovesse cambiare strategia, Ducati potrebbe diventare una delle prede più ambite dell'industria motociclistica mondiale: e questa volta i pretendenti potrebbero arrivare dall'India, dalla Cina e, perché no, anche dall'Italia.

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