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Tsunami Volkswagen, per Ducati la vendita si avvicina

Il  piano di riorganizzazione del Gruppo Volkswagen prevede un taglio di circa 100.000 posti di lavoro e una drastica riduzione delle partecipazioni. Tra le società che potrebbero essere vendute ci sarebbe anche Ducati

Il futuro di Ducati torna al centro delle indiscrezioni sul riassetto del Gruppo Volkswagen. Il nuovo piano industriale Future 2030, approvato dal consiglio di sorveglianza del colosso tedesco, prevede infatti una profonda riorganizzazione con l'obiettivo di ridurre i costi e affrontare la crescente pressione della concorrenza, soprattutto da parte dei costruttori cinesi.

Il piano comprende un intervento pesantissimo sul fronte occupazionale: circa 100.000 posti di lavoro in meno e una riduzione significativa del portafoglio di partecipazioni del gruppo. Secondo quanto riportato dal Resto del Carlino, il management avrebbe individuato circa 750 partecipazioni, sulle oltre 2.000 detenute da Volkswagen, come potenzialmente cedibili, totalmente o parzialmente.

Ducati tra gli asset da valorizzare

È proprio in questo scenario che torna a circolare l'ipotesi di una cessione di Ducati. La Casa di Borgo Panigale, controllata dal Gruppo Volkswagen attraverso Audi, sarebbe tra gli asset che il gruppo tedesco potrebbe decidere di valorizzare attraverso una vendita totale o parziale. La responsabile del portafoglio del gruppo ha infatti spiegato che in alcuni casi Volkswagen potrebbe ridurre le proprie quote mantenendo comunque una partecipazione.

Al momento, però, non esiste una conferma ufficiale di una trattativa per la vendita di Ducati. Le indiscrezioni parlano piuttosto di una possibile operazione nell'ambito del più ampio processo di razionalizzazione del portafoglio Volkswagen. Secondo le ricostruzioni pubblicate, il gruppo tedesco avrebbe iniziato a coinvolgere anche banche d'affari per valutare le possibili opzioni.

La notizia arriva in un momento particolarmente delicato per Volkswagen, che sta cercando di ridurre costi e dimensioni per recuperare competitività. Il riassetto riguarda quindi non soltanto il personale e gli stabilimenti, ma anche le numerose partecipazioni industriali del gruppo.

Domenicali: “L'azienda è sana e solida”

Di fronte alle indiscrezioni, l'amministratore delegato di Ducati Claudio Domenicali ha scelto una linea prudente, sottolineando innanzitutto la solidità dell'azienda.

“L'azienda è sana, solida e vive il momento più bello della sua storia”.

Domenicali ha però ammesso di non avere elementi concreti per commentare l'eventuale cessione: “Non abbiamo informazioni certe da commentare”.

Il CEO ha quindi riportato l'attenzione sul valore industriale di Ducati e sul suo radicamento a Borgo Panigale, invitando a guardare alla capacità dell'azienda di continuare a svilupparsi indipendentemente dalle decisioni che Volkswagen potrebbe prendere sul proprio portafoglio.

Già nelle scorse settimane Domenicali aveva assunto una posizione simile, spiegando che Ducati dispone di una situazione economica solida e che, allo stato attuale, a Borgo Panigale non era in corso alcuna discussione relativa a un cambio di proprietà. Il manager aveva anche sottolineato come Ducati sia in grado di finanziare autonomamente il proprio piano industriale.

De Pascale chiede un intervento del Governo

Le indiscrezioni hanno intanto provocato la reazione delle istituzioni dell'Emilia-Romagna. Il presidente della Regione Michele de Pascale ha scritto al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, chiedendo l'apertura di un tavolo di confronto sul futuro di Ducati.

De Pascale sottolinea che le notizie sulla possibile cessione non sono state ufficialmente confermate da Volkswagen, ma ritiene necessario verificare direttamente con la proprietà quale sia la reale portata del piano di riorganizzazione.

Per il presidente dell'Emilia-Romagna, tuttavia, la rilevanza delle indiscrezioni rende necessario un intervento tempestivo delle istituzioni italiane. Ducati, secondo de Pascale, non può essere considerata una partecipazione industriale come le altre, vista la sua importanza per il territorio e per il sistema industriale regionale.

Il nodo resta aperto

La situazione, dunque, è ancora tutta da definire. Da una parte c'è un piano Volkswagen che punta a ridurre drasticamente costi, personale e partecipazioni, dall'altra una Ducati che, attraverso le parole del proprio amministratore delegato, viene descritta come un'azienda sana, solida e con un piano industriale autonomo.

Per ora non c'è una vendita annunciata e non risultano trattative ufficiali in corso a Borgo Panigale. Ma l'inserimento di Ducati tra gli asset che Volkswagen potrebbe decidere di valorizzare riapre una questione che già in passato aveva alimentato indiscrezioni sul futuro della Casa italiana.

Il prossimo passaggio sarà capire quali partecipazioni Volkswagen deciderà concretamente di mettere sul mercato e con quali modalità. Solo allora sarà possibile comprendere se Ducati resterà all'interno della galassia Audi-Volkswagen oppure se, dopo anni sotto il controllo tedesco, per la Rossa di Borgo Panigale si aprirà un nuovo capitolo societario.

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