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Zona rossa e spostamenti: cosa si può fare, cosa no

Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle d’Aosta sono le zone più colpite dalla seconda ondata di Coronavirus, e secondo il nuovo Dpcm rientrano nelle zone rosse, quelle con le regole più stringenti. Qui gli spostamenti sono vietati ad ogni orario, salvo che per esigenze lavorative o di comprovata urgenza. Ecco cosa si può e cosa non si può fare, e  i negozi e le attività che restano aperte

Zona rossa e spostamenti: cosa si può fare, cosa no
Zona rossa
Contrassegnata “a rischio molto alto”, la cosiddetta zona rossa individuata dal Governo con l’ultimo Dpcm comprende Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle d’Aosta. In aggiunta alle restrizioni valide sull’intero territorio nazionale (quindi coprifuoco dalla 22.00 alle 5.00 ed obbligo di mascherina anche all’aperto), i residenti in queste regioni dovranno attenersi a regole ancora più rigide e stringenti, molto simili se non addirittura identiche a quelle già sperimentate durante il lockdown di marzo e aprile. 



Piemonte e Lombardia potrebbero diventare zona arancione, qui gli ultimi aggiornamenti.

Limiti agli spostamenti
- La libera circolazione non è consentita se non per motivi di lavoro, di urgenza o di assoluta necessità: “è vietato ogni spostamento, anche all'interno del proprio comune, in qualsiasi orario, salvo che per gli spostamenti motivati”.

- Per uscire di casa serve dunque l’autocertificazione, ove indicare il motivo dell’uscita e l’eventuale destinazione. È comunque sempre "consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”.

- È comunque permesso svolgere individualmente passeggiate in prossimità della propria abitazione, nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di mascherina.

- È permesso lo svolgimento di attività sportive esclusivamente all'aperto ed in forma individuale (corsa, bicicletta, non necessariamente vicino al luogo di residenza).

- Muniti di autocertificazione è permesso andare in tutti i negozi e le attività commerciali che restano aperte, come supermercati, ottici, concessionarie, ferramenta (elenco qui sotto). 

Attività commerciali aperte e chiuse
Il Dpcm impone la chiusura di tutte le attività commerciali e di vendita di beni o servizi al dettaglio considerati non di prima necessità, ma altre restano aperte e quindi ci si può recare presso di esse.

- Bar, ristoranti e pasticcerie potranno lavorare solo con il servizio di asporto (fino alle 22.00) e con la consegna a domicilio.

- Chiusi centri benessere, palestre e piscine.

- Sono aperti i parrucchieri e i barbieri mentre i centri estetici sono chiusi, aperti anche i supermercati (e con essi tutti i negozi di generi alimentari), le farmacie e le parafarmacie.

- Tra le altre attività che rimangono aperte (proprio perché considerate di prima necessità), anche edicole, librerie e cartolibrerie, negozi di computer, elettronica ed elettrodomestici, di articoli sportivi e biciclette, concessionarie di auto e moto, i negozi che vendono prodotti per la pulizia della casa e per la cura della persona (comprese  lavanderie e tintorie), le ferramenta, i fioristi e i vivai, i negozi di animali, ed i negozi di giocattoli e vestiti per bambini.

Si va a scuola fino alla prima media
- Il decreto impone la didattica a distanza a partire dalla seconda media. In classe entreranno solo i bambini dei nidi, delle scuole dell’infanzia, elementari e di prima media (ma sempre con la mascherina sul volto anche quando seduti ai banchi dai 6 anni in su) che quindi potranno essere accompagnati dai genitori fino a scuola.

- Chiusi invece cinema, teatri e musei e tutti i centri sportivi, anche quelli all’aperto. 


A partire dal 6 novembre, le misure imposte nelle zone rossa saranno in vigore per 15 giorni. A seconda, poi, della gravità della situazione, le regioni potranno essere “promosse” a zona arancione oppure gialla.

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