Storia di un successo annunciato: Royal Enfield Himalayan 440, esaurita in un mese!
La "vecchia" Himalayan torna col motore 440 e va a ruba: ordini chiusi dopo un mese. Costa come uno scooter, ma da noi non è detto che arrivi
La moto che nessuno voleva pensionare
Capita di rado che una Casa mandi in pensione un modello, lo sostituisca con uno più moderno e poi ci ripensi perché il pubblico rimpiange quello vecchio. Royal Enfield l'ha fatto, e il mercato indiano le ha risposto entisiasta: la Himalayan 440, presentata a inizio settembre durante l'evento Himalayan Basecamp in Ladakh, ha esaurito in meno di un mese l'equivalente di circa sei mesi di produzione pianificata. Risultato: prenotazioni chiuse a tempo indeterminato, priorità alle consegne già in coda e, a detta della Casa, linee di montaggio da potenziare prima di riaprire gli ordini.
Il successo era nell'aria. Quando nel 2023 è arrivata la Himalayan 450 con il monocilindrico Sherpa raffreddato a liquido, più potente e più sofisticato, una fetta di appassionati è rimasta affezionata alla 411 ad aria-olio, rustica, poco pretenziosa, riparabile con una chiave e un po' di pazienza. Un po' come la Toyota Land Cruiser 70, che in Giappone è stata rimessa in listino proprio perché c'era chi la preferiva alle eredi piene di elettronica. Non a caso sul serbatoio della 440 spicca un badge celebrativo "Ten Years": la prima Himalayan è del 2016, e a Chennai hanno scelto scelto di festeggiare con la ricetta originale.
Ricetta semplice, numeri onesti
L'estetica è quella della 411, la meccanica invece arriva dalla Scram 440. Il monocilindrico da 443 cm³ ha l'alesaggio cresciuto di 3 mm e ora eroga 25,4 CV e 34 Nm, poco più di un cavallo e 2 Nm in più rispetto al passato, con il 90% della coppia già disponibile da 2.800 giri. La vera novità per chi ha guidato la 411 è il cambio a sei marce, che rende meno affannosi i trasferimenti in autostrada. Il serbatoio è da 15 litri, la frizione antisaltellamento non c'è. Rispetto alla Scram cambia la parte ciclistica: ruota anteriore da 21 pollici con raggi e camera d'aria (niente tubeless, almeno per ora) e 17" al posteriore, forcella con 200 mm di escursione, 10 in più della sorella scrambler, e monoammortizzatore con leveraggio da 180 mm. Freni con disco da 300 mm davanti e da 240 mm dietro, ABS a due canali disinseribile al posteriore. Il peso in ordine di marcia è di 199 kg, non proprio una piuma. La strumentazione passa a due elementi circolari, tachimetro e Tripper per la navigazione via Google Maps, e la presa di ricarica diventa USB-C.
Il prezzo che fa male (a noi)
In India la Himalayan 440 costa 2,29 lakh di rupie franco showroom Chennai, cioè poco più di 2.000 euro al cambio attuale. Appena 6.000 rupie in più rispetto a quanto costava la 411 al momento dell'uscita di scena, nonostante il nuovo regime fiscale. In Italia la 411 viaggiava intorno ai 5.000 euro, mentre oggi l'unica Himalayan in listino è la 450, a circa 5.900 euro. La Scram 440, base tecnica della nuova arrivata, non è mai stata importata in Europa, e la Casa non ha annunciato piani per la Himalayan 440 fuori dall'India. Così, mentre a Chennai si fanno i conti su come produrre più moto, chi in Europa cerca l'avventura in chiave semplice ed economica deve accontentarsi dell'usato. E chi una 411 l'ha ancora in garage, oggi ha un buon motivo per tenersela stretta. Poi chissà, aumentando la produzione magari qualcosina potrà arrivare anche da noi. Lo sapremo a EICMA 2026!
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