RC anche per le moto nel box: l’obbligo c’è, ma chi controlla?
L’obbligo di RC anche per i veicoli fermi è ormai realtà, ma restano molti interrogativi sulla sua applicazione concreta…
RC obbligatoria
Da settimane si parla dell’entrata in vigore dell’obbligo di assicurazione RC anche per i veicoli fermi nel box o in aree private. Frutto del recepimento della direttiva europea 2021/2118, la norma ha di fatto modificato il tradizionale collegamento tra assicurazione e “circolazione” su strada, estendendo l’obbligo a tutti i veicoli idonei a circolare, anche se a riposo in garage. La novità ha ovviamente sollevato dubbi, perplessità e polemiche, ma anche domande molto concrete: esistono controlli reali? Come potrebbe lo Stato verificare che la moto ferma in garage sia o meno assicurata? E come potrebbe verificare la sua effettiva “possibilità” di circolare? E, ancora, a quali multe andrebbe incontro chi non si mette “in regola”? Proviamo a rispondere…
Come “dovrebbero” funzionare i controlli
L’idea che un bel giorno possano bussare alla porta due Carabinieri in divisa per chiedere di mostrare il tagliandino dell’RC è, diciamo, “poco realistica”. Ben più probabile l’ipotesi di controlli telematici a distanza: d’altra parte, incrociando i dati del Pubblico Registro con quelli della Motorizzazione e delle Assicurazione, potrebbe potenzialmente risultare facile verificare se la moto di proprietà del sig. Rossi sia o non sia effettivamente assicurata.
Il sistema in teoria è "semplice" (se ne parla già dal 2016): come per le ZTL si possono attivare telecamere in grado di leggere le targhe e controllare nei database chi circola senza copertura RC e revisione. Le cose però sono ben più complicate di così.
Perché il sistema possa funzionare, sarebbe infatti necessario che i database di assicurazioni e Motorizzazione Civile siano sempre aggiornati, collegati e tra loro perfettamente allineati. Ma non è così, anzi. Ritardi negli aggiornamenti - a volte di settimane o mesi - possono ad esempio far risultare un veicolo assicurato non assicurato e viceversa, creando una serie infinita di errori ed ulteriori complicazioni. È il motivo per cui, di fatto, i controlli automatizzati “da remoto” non sono mai stati adottati dalle forze dell'ordine che, ancora, per verificare la copertura assicurativa devono fermare il veicolo e farsi consegnare le carte. Intendiamoci: gli strumenti tecnici per controllare “da remoto” lo stato assicurativo di un veicolo, tecnicamente, esistono, ma manca - almeno per ora - un apparato di controllo efficace, sistematico e infallibile che possa sfruttarli. Morale? Che si possa verificare l’effettiva copertura di una moto ferma nel box incrociando un paio di dati appare al momento complicato.
Veicoli “esenti” dall’obbligo perché impossibilitati a circolare: chi e come controlla?
Pur imponendo l’obbligo di RC anche ai veicoli fermi e non circolanti, la norma prevede comunque alcune eccezioni. Sono ad esempio esentati quelli radiati dal PRA, cioè formalmente cancellati per demolizione o esportazione, quelli sottoposti a sequestro o fermo amministrativo e, così recita il testo, i veicoli non idonei all’uso perché privi di parti essenziali alla loro circolazione. Se nei primi due casi la verifica appare ovvia ed immediata, nel terzo caso si pone lo stesso - ed anzi più difficilmente risolvibile - problema di cui sopra. Verrà mai un pubblico ufficiale a casa per verificare che la moto ferma nel box sia effettivamente priva di parti necessarie alla circolazione? La risposta, scontata, fa sorgere un’ulteriore domanda: in assenza di una comunicazione formale e di una verifica amministrativa, il veicolo in oggetto verrà considerato assicurabile e quindi soggetto all’obbligo RC, oppure non assicurabile e quindi esente dall’obbligo? Anche qui, non abbiamo risposte.
Multe: un altro cortocircuito
Ma veniamo adesso alle multe. La norma ha esteso l’obbligo già esistente previsto dall’articolo 193 del Codice della Strada, a cui però ha aggiunto una pesante aggravante Quindi:
Sanzione standard: da 866 € a 3.464 €.
Sconto per pagamento rapido: la multa scende a circa 606,20 € se pagata entro 5 giorni.
Riduzione del 50%: la sanzione è dimezzata se la polizza viene riattivata entro 15 giorni dalla scadenza o se il veicolo viene demolito entro 30 giorni dalla contestazione (previa autorizzazione).
Sequestro del veicolo: Il mezzo viene sequestrato immediatamente dalle autorità. Per riaverlo, il proprietario deve pagare la multa, attivare una polizza di almeno 6 mesi e pagare le spese di prelievo e custodia.
La nuova aggravante prevede che se il veicolo viene trovato in movimento o utilizzato in area privata nonostante il proprietario abbia formalmente sospeso la polizza (opzione consentita per un massimo di 10 mesi all'anno, estendibili a 11 per i veicoli storici). La sanzione pecuniaria è maggiorata del 50% (circa 1.299 € di base).
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