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Pacchi online, rinviata la tassa italiana: dal 1° luglio arriva però quella europea

Sembrava destinata a scattare insieme al nuovo contributo europeo, portando il sovrapprezzo fino a 5 euro per ogni spedizione. Invece il governo ha deciso di rinviare la tassa italiana sui piccoli pacchi provenienti dai Paesi extra UE. Per chi acquista online cambia quindi meno del previsto, almeno per ora…

Per il momento niente “doppia tassa”

Qualche mese fa avevamo raccontato come Governo italiano e Unione Europea stessero lavorando a due diversi contributi destinati a colpire le spedizioni di basso valore provenienti dall'estero. Se entrambe le misure fossero entrate in vigore contemporaneamente, il costo aggiuntivo avrebbe potuto raggiungere i 5 euro per ogni pacco
Ora arriva però una novità importante. Nel Consiglio dei ministri del 22 giugno il governo ha deciso infatti di rinviare al 1° ottobre l'entrata in vigore del contributo nazionale da 2 euro previsto dalla Legge di Bilancio. Resta invece confermata la misura europea che scatterà come previsto dal 1° luglio 2026. Per chi acquista online accessori, ricambi, abbigliamento tecnico o altri prodotti provenienti da marketplace internazionali significa che, almeno durante l'estate, non ci sarà il temuto cumulo delle due imposte.

Cosa cambia dal 1° luglio

La novità che entrerà effettivamente in vigore è quindi quella del nuovo contributo europeo da 3 euro per spedizione applicato ai pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi esterni all'Unione Europea. La misura rappresenta uno dei primi passaggi della più ampia riforma doganale europea e accompagna il progressivo superamento delle agevolazioni che per anni hanno favorito l'importazione di milioni di piccoli pacchi a basso costo. 
L'obiettivo dichiarato da Bruxelles è quello di rafforzare i controlli alle frontiere, uniformare il sistema doganale europeo e ridurre gli squilibri competitivi tra aziende comunitarie e operatori extraeuropei.

Perché l'Europa interviene

Dietro la decisione ci sono numeri enormi. Secondo i dati diffusi dalle istituzioni europee, nel 2024 sono entrati nel mercato unico 4,6 miliardi di pacchi di valore inferiore a 150 euro, con una quota superiore al 90% proveniente dalla Cina. Un flusso che negli ultimi anni è cresciuto rapidamente grazie alle piattaforme di e-commerce internazionale e che, secondo Bruxelles, richiede regole più aggiornate rispetto a quelle introdotte oltre trent'anni fa. 
L'Unione Europea sostiene inoltre che il nuovo sistema possa contribuire a garantire condizioni di concorrenza più equilibrate per le imprese europee e a coprire parte dei costi amministrativi generati dall'enorme volume di spedizioni.

Perché l'Italia ha fatto marcia indietro

Il rinvio della misura nazionale non sembra casuale. Molti operatori della logistica avevano infatti espresso forti perplessità sull'ipotesi di applicare contemporaneamente sia il contributo europeo sia quello italiano. Secondo il settore, un aggravio complessivo di 5 euro su spedizioni spesso caratterizzate da valori molto bassi avrebbe potuto spingere parte delle operazioni di sdoganamento verso altri Paesi europei, come Germania, Belgio o Paesi Bassi, con possibili ripercussioni sugli hub logistici italiani. 
Proprio per evitare una sovrapposizione immediata tra le due misure, il governo ha scelto di congelare temporaneamente il contributo nazionale e rinviarne l'applicazione all'autunno.

La partita non è chiusa

Il rinvio non significa però che la questione sia definitivamente risolta. Da novembre dovrebbe infatti entrare in vigore anche una nuova tariffa europea destinata a coprire i costi amministrativi delle operazioni doganali. A quel punto sarà necessario capire se il contributo italiano da 2 euro verrà effettivamente applicato, modificato oppure definitivamente accantonato. 
Per i consumatori, quindi, la certezza è una sola: dal 1° luglio acquistare piccoli prodotti da Paesi extra UE costerà un po' di più. Resta invece da vedere se, nei prossimi mesi, tornerà anche il contributo nazionale che aveva fatto temere una vera e propria stangata da 5 euro a spedizione.

Un’altra importante novità: Acquisti online, dal 19 giugno il recesso è più semplice


 

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