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Nuovo Codice della strada, quando entrerà in vigore? Ci vuole pazienza

Il Consiglio dei ministri ha approvato il testo della riforma, che promette multe più proporzionate, documenti digitali e nuove regole anche per i motociclisti. Il percorso però non è ancora concluso: ecco quali passaggi mancano e perché per vedere tutte le novità applicate potrebbe volerci ancora parecchio tempo…

Il Governo dà il via libera

Dopo mesi di confronti e modifiche, il nuovo Codice della strada ha ricevuto il primo via libera dal Consiglio dei ministri. Il testo, messo a punto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dopo una consultazione con oltre cento associazioni e operatori del settore, introduce numerose modifiche alle regole della circolazione, alle sanzioni e alle procedure amministrative. Un passaggio importante, anche se per l’entrata in vigore delle nuove disposizioni la strada è ancora lunga e ricca di ostacoli. Per arrivare all'approvazione definitiva occorreranno infatti altri passaggi, mentre per la concreta applicazione di alcune misure serviranno ulteriori provvedimenti.

Dalle multe alle corsie di emergenza: cosa cambia

Tra le principali novità, lo ricordiamo, c’è la revisione delle sanzioni, che dovrebbero diventare più proporzionate alla gravità delle infrazioni. Per gli eccessi di velocità si prevede un sistema legato ai chilometri orari oltre il limite, con importi indicativi di 10 euro per ogni km/h in eccesso, ridotti a 5 euro su alcune strade urbane. Le cifre dovranno comunque essere confermate nel testo definitivo. Cambiano anche le notifiche: per le violazioni rilevate a distanza il termine ordinario dovrebbe scendere da 90 a 45 giorni. Previsto inoltre il superamento dell'obbligo di avere materialmente con sé patente e carta di circolazione, grazie alla possibilità per le forze dell'ordine di verificarne i dati attraverso le banche dati nazionali. 
Per i motociclisti, una delle novità più interessanti riguarda invece la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza autostradale in presenza di incidenti o rallentamenti, misura della quale avevamo già parlato insieme alle altre proposte dedicate alle due ruote. Previsti, anche un programma per l'installazione di barriere stradali salva-motociclisti, l'obbligo di paraschiena e guanti in autostrada, le targhe personalizzabili, l'obbligo per gli automobilisti da far passare i motociclisti.
Per i veicoli senza assicurazione si prospetta invece una stretta, con il divieto di circolazione a tempo indeterminato. Tra le novità figurano anche le nuove regole per i cicli a propulsione, per i quali vengono introdotti casco e contrassegno.

Una legge delega: la strada è già tracciata

Cosa succede adesso? Per capirlo bisogna chiarire che non siamo di fronte a una nuova legge da approvare in Parlamento. La delega al Governo per riscrivere il Codice è stata infatti concessa con la legge 177 del 2024, successivamente modificata dalla legge 171 del 23 settembre 2026. In sostanza, Camera e Senato hanno già autorizzato l'esecutivo a intervenire sulla materia, stabilendo i principi generali da rispettare. Il Governo può quindi procedere attraverso uno o più decreti legislativi, senza dover affrontare una nuova votazione parlamentare su ciascun articolo. Un percorso sulla carta più semplice, ma che prevede comunque controlli e pareri obbligatori.

I prossimi passaggi: quanto tempo ci vorrà? 

Dopo il primo via libera, lo schema dovrà ottenere i pareri del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata, per i quali sono previsti 30 giorni. Il testo è già stato trasmesso alle Commissioni parlamentari competenti, che avranno tempo fino al 12 gennaio 2027 per pronunciarsi. Si tratta di pareri obbligatori da richiedere, ma non vincolanti. Se il Governo decidesse di non accogliere le osservazioni del Parlamento, dovrebbe però motivare la propria scelta e trasmettere nuovamente il testo alle Camere, concedendo altri 20 giorni per eventuali ulteriori pareri. Concluso questo percorso, il decreto potrà tornare in Consiglio dei ministri per l'approvazione definitiva, prima dell'emanazione da parte del Presidente della Repubblica e della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. 
Morale, quanto tempo ci vorrà? La legge 171 del 2026 ha esteso a 22 mesi il termine per esercitare la delega, prevedendo però una proroga automatica di 150 giorni legata ai tempi dei pareri parlamentari. L'approvazione definitiva potrà quindi arrivare entro il 13 marzo 2027. Attenzione, però: secondo l'articolo 289 dello schema, il nuovo Codice dovrebbe entrare formalmente in vigore il 1° aprile 2027, mentre le sue disposizioni diventerebbero applicabili soltanto dal 1° gennaio 2028, con un possibile slittamento al 1° aprile 2028. Date ancora provvisorie, che dovranno essere confermate dal testo definitivo.

Il vero ostacolo? I regolamenti attuativi

Anche l'approvazione definitiva, infatti, non basterà a rendere subito operative le novità. Il Governo dovrà aggiornare il regolamento di esecuzione e attuazione del Codice, per il quale lo schema prevede 90 giorni dall'entrata in vigore formale della riforma. Le nuove disposizioni acquisteranno efficacia soltanto dopo il periodo transitorio previsto dall'articolo 289, legato anche all'entrata in vigore del regolamento. A questo si aggiungono gli ulteriori provvedimenti tecnici previsti dalla legge delega, per i quali è stabilito un termine di un anno dall'entrata in vigore dell'ultimo decreto legislativo. Insomma, la strada è ancora lunga. Per automobilisti e motociclisti la data da segnare sul calendario è, almeno per ora, il 1° gennaio 2028, salvo rinvii o modifiche durante l'iter. Nel frattempo continueranno ad applicarsi le norme attualmente vigenti, salvo eventuali interventi legislativi autonomi.

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age073
Dom, 01/11/2026 - 20:19
Le multe non sono "più proporzionate", sono un invito a fregarsene dei limiti di 50 km/h, in barba a tutti gli studi che dimostrano che abbassandoli a 30 (e rispettandoli) calano morti e feriti e a chi guida non cambia niente.