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Harley-Davidson vs Bezzi: chi ha più Sprint?

Harley prepara la piccola Sprint 440. Oberdan Bezzi "risponde" con una versione scrambler. Chi vince la disfida

Cosa bolle in pentola a Milwaukee

Il nuovo corso Harley-Davidson deciso dal ceo Artie Starrs ha un nome che è già un programma — "Back to the Bricks" — e una strategia chiara: per riportare i giovani in sella serve qualcosa di piccolo, accessibile e che non spaventi al primo preventivo. Da qui la Sprint, attesa entro il 2027 al fianco della Sportster che torna in gamma. Niente bicilindrici monumentali, però: la base è la piattaforma 440 sviluppata con l'indiana Hero MotoCorp, la stessa delle Harley X440 già in vendita sui mercati orientali. Il motore è un modesto monocilindrico di 440 cm³ raffreddato ad aria e olio da 27 CV e 38 Nm, abbinato a un cambio a sei marce. Nulla di esotico, ma è esattamente il punto: robustezza, consumi bassi e un cartellino che si annuncia aggressivo, la Sportster 833 sarà attorno ai 10.000 euro, la 440 sotto gli 8.000.

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La nostra elaborazione digitale di come dovrebbe essere la futura Harley 440


La direzione stilistica, almeno quella ufficiale, è abbastanza leggibile. Lo schizzo diffuso da Harley (qui sotto) parla di una piccola cruiser dalla linea lunga e bassa, con manubrio alto, serbatoio a goccia, parafango posteriore accorciato e una sella a gradini bella vicina al suolo. La nostra interpretazione grafica, che vedete invece qui sopra, prova a dare corpo a quell'idea: telaio a traliccio, telaietto posteriore ribassato, un assetto compatto e rilassato. Insomma, una Harley in miniatura, fedele al cliché, pensata per chi cerca posa e tranquillità più che adrenalina.

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Lo schizzo Harley che mostra come sarà la nuova 440 per i mercati occidentali

E se invece fosse una scrambler?

Qui entra in scena Oberdan Bezzi. Obiboi prende la stessa identica base — il mono 440 — ma la spedisce da tutt'altra parte: la sua XCR 440 è una scrambler/enduro dal taglio moderno, con l'occhio strizzato al lifestyle americano più easy e giovanile senza dimenticare l'esperienza della Aermacchi Harley-Davidson Sprint di 50 anni fa. 

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Ruote tassellate, sella piatta, quel piglio da moto con cui ti diverti senza prenderti troppo sul serio. Esattamente ciò che il segmento sta premiando, basti guardare quante Case — Royal Enfield e Triumph in testa — stiano facendo affari proprio lì.
Ed è qui che il confronto si fa interessante. La via ufficiale di Harley è quella più sicura, la cruiser piccola che non tradisce l'iconografia del marchio. La proposta di Bezzi è più sbarazzina e, va detto, forse più centrata sul pubblico che Milwaukee dice di voler conquistare: a un ventenne una scrambler tuttofare parla molto più di una cruiser in formato ridotto. Chi ha ragione? Il bello è che la meccanica sarebbe la stessa, quindi tutto si gioca sul design. 

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La visione di Obiboi sogna gli sterrati...

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