NOVITA' MOTOCICLISMO

EICMA 2021, vi aspettiamo al nostro stand!

Anche quest'anno per il Salone di Milano abbiamo fatto le cose in grande: nel nostro stand troverete moto da capogiro, tanta musica e sorprese. Venite a trovarci, non ve ne pentirete! Vi aspettiamo al padiglione 18!

EICMA 2021, vi aspettiamo al nostro stand!
EICMA riapre (finalmente) i battenti per la 78° edizione di uno dei saloni più longevi di sempre. Tantissime le novità nonostante le assenze illustri e, naturalmente, ci siamo anche noi di inSella ad aspettarvi ed accogliervi al nostro stand, nel padiglione 18 a fianco di quello del Gruppo Piaggio. Come ogni edizione, nel nostro spazio potete ammirare moto “iconiche”, un viaggio tra passato, presente e futuro dove la protagonista assoluta è la velocità: la “pistaiola” del passato MotoBi 250 affianca le moto di serie più esclusive e veloci di Ducati, la MotoGP replica Desmosedici RR, la “mostruosa” 1299 Superleggera Panigale e la specialissima Superleggera V4. C'è spazio anche per le moto elettriche, anzi per la moto elettrica per antonomasia la EGO Corsa di Energica che è la moto ufficiale del mondiale MotoE, che dal 2023 dovrà cedere lo “scettro” proprio a Ducati, designata dall’organizzatrice Dorna come prossimo fornitore unico per la classe regina delle moto “silenziose”. La musica dei DJ di Radio m2o ci accompagnerà poi per tutti i quattro giorni della kermesse e ci sarà uno spazio dedicato alla mobilità urbana dove lo staff di Segway-Ninebot mostrerà al pubblico i nuovi monopattini elettrici della casa statunitense. 

Ducati Desmosedici RR
Presentata nel 2006 in edizione limitata a 1500 esemplari, (esauriti tra il 2007 e il 2008), la Desmosedici RR è la versione con targa della MotoGP GP ideata da Filippo Preziosi il cui debutto avvenne nel Mondiale del 2003. Anche se dotata di targa e fanali, la RR è a tutti gli effetti una replica fedele del prototipo da corsa impegnato in MotoGP: a spingere i soli 171 kg di peso complessivo ci pensa il V4 desmo da 989 cm3 in configurazione “Twin Pulse” da 200 CV a 13.800 giri a scoppi asimmetrici, soluzione che rende l’erogazione simile a quella di un bicilindrico. Il propulsore ha valvole e bielle in titanio, teste in lega d’alluminio e coperchi motore in magnesio, fusi in terra. Il cambio a sei rapporti è estraibile, “servito” da una frizione multidisco a secco, dotata di sistema antisaltellamento. Il telaio è un traliccio ibrido in tubi di acciaio con  il telaietto reggisella in carbonio, mentre il forcellone è in alluminio scatolato. Da “corsa” anche le sospensioni, con una forcella Öhlins pluriregolabile a steli rovesciati da 43 mm di diametro trattati al nitruro di titanio (TiN) e al posteriore un monoammortizzatore, anch’esso pluriregolabile (nel precarico molla, compressione ed estensione idraulica per alte e basse velocità) firmato dall'azienda svedese. A frenare il tutto ci pensa una coppia di dischi da 330 mm morsi da pinze radiali monoblocco a 4 pistoncini all’anteriore e un disco da 240 mm con pinza a due pistoncini contrapposti al posteriore, montati su cerchi a 7 razze in magnesio forgiato firmati Marchesini. Il prezzo? Nel “lontano” 2007, 60.000 euro.



Ducati 1299 Superleggera
Con la 1299 Superleggera Ducati ha presentato nel 2017 la prima moto stradale di serie con telaio, forcellone, telaietto e ruote in fibra di carbonio: una peso piuma, come suggerito dal nome, di soli 156 kg a secco. Record anche per il desmodromico Superquadro Euro 4 che, con una potenza dichiarata di 215 CV a 11.000 giri/min (che diventano 220 con il kit pista e lo scarico racing Akrapovic in titanio, 4 kg più leggero dell’Akrapovic di serie) e una coppia massima di 14,9 kgm a 9.000 giri/min, è risultato essere il bicilindrico di serie più potente mai prodotto a Borgo Panigale.
A livello di ciclistica s’è invece deciso per una forcella a steli rovesciati pluriregolabile Öhlins da 43 mm davanti e mono Öhlins TTX36 con molla in titanio anch’esso pluriregolabile.
Raffinatissima l’elettronica gestita dalla piattaforma inerziale 6D IMU a sei assi che, per domare tutta la cavalleria (e il poco peso) della Superleggera, vanta il Ducati Traction Control EVO (DTC EVO), il controllo di impennata (DWC EVO), il controllo del freno motore (DEB Evo), il Ducati Slide Control (DSC) per il controllo delle derapate e, per la prima volta su di una moto di serie, il Ducati Power Launch (DPL) per partenze a razzo. Il cambio Quick Shift è assistito in inserimento e scalata mentre a rendere sicura la frenata anche in curva ci pensa l’ABS con funzione Cornering. 
La 1299 Superleggera resta, di fatto, una vera Superbike, prodotta in soli 500 esemplari con kit pista, plexiglass Racing, kit rimozione portatarga e cavalletto laterale. Da fuoriserie il prezzo: 80mila euro.




Ducati Superleggera V4
Con la Superleggera V4, prodotta in soli 500 esemplari (e al costo “esclusivo” di 100.000 euro) Ducati abbatte tutti i record riservati alle moto omologate per l’uso su strada: la più potente, con 224 CV (che, volendo, possono diventare 234 con il kit racing) e naturalmente, la più leggera. 159 kg a secco (con lo scarico racing scendono a 152,4) fanno segnare un rapporto peso/potenza di più di un cavallo e mezzo per chilo, il tutto reso possibile dall’impiego di tanto carbonio (per telaio, forcellone, cerchi ruota e tutte le sovrastrutture), titanio, magnesio e alluminio per motore, sospensioni e componentistica. Quasi impossibile comparare la Superleggera con altre supersportive, guardando “in casa” possiamo dire che la Panigale V4 m.y. 2020 pesa 175 kg senza liquidi, 16 in più della “Super” V4. In quanto ad “ali”, la Superleggera non ha nulla da invidiare alle Motogp: la deportanza assicurata dalle quattro appendici aerodinamiche ai lati della carena è pari a 50 kg a 270 km/h, 20 in più delle altre Panigale (V4 S ed R). Al top anche l'elettronica gestita dalla piattaforma inerziale IMU con Ducati Power Launch (DPL), Quick Shift (DQS Evo2), Riding Modes, Power Modes, ABS Cornering Evo, Traction Control (DTC Evo2), Wheelie Control (DWC Evo), Ducati Slide Control (DSC), Engine Brake Control (EBC Evo). Riservati all’uso in pista il Lap Timer Evo2, e il Pit Limiter. Naturalmente vengono forniti “a corredo” anche i kit per le rimozioni di specchi, portatarga, fari e cavalletto laterale, assieme ai cavalletti anteriore e posteriore, il racing kit con lo scarico completo Akrapovic in titanio e il Ducati Data Analyzer+ (DDA+) con modulo GPS. Come per la Superleggera 1299, Ducati offre ai fortunati (e facoltosi…) possessori delle sue “Special” sessioni in pista “cullati” dalle squadre ufficiali che mettono a disposizione le Superbike “mondiali” della casa di Borgo Panigale fino ad arrivare, solo per chi acquista la Superleggera V4, a dare (ma a pagamento) la possibilità di coronare un vero sogno, guidare la Desmosedici Motogp.




Energica Ego Corsa
Fin dal debutto, nel 2019, del mondiale per moto elettriche FIM Enel Moto E (articolato su sei gare in concomitanza con sei appuntamenti del motomondiale), Energica è stata scelta da Dorna come costruttore unico della competizione, ruolo che manterrà fino al 2022 per poi “passare la mano” a Ducati. Protagonista assoluta la Ego Corsa in bella mostra proprio nel nostro stand, un “missile silenzioso” capace di raggiungere i 270 km/h di velocità massima grazie ai 163 CV messi a disposizione dal motore elettrico a magneti permanenti alimentato da batterie agli ioni di litio ad alto voltaggio, raffreddato a liquido. Impressionante il valore di coppia, espresso in ben 215 Nm a 5.000 giri. Derivata dalla sportiva stradale Ego di Energica, la Corsa ha il telaio a traliccio tubolare in acciaio, forcellone in alluminio pressofuso e cerchi in alluminio forgiato. Della svedese Öhlins le sospensioni, con forcella FGRT e monoammortizzatore AG PRX, completamente regolabili mentre è di Brembo l’impianto frenante con pinze radiali GP4 nichelate monoblocco a quattro pistoncini che “lavorano” su dischi T-Drive da 330 mm di diametro.    





MotoBi 250 Sport Special
Risale al 1962 il bellissimo esemplare di Motobi 250, proprio l'anno in cui il marchio pesarese (nato nel 1950 per volere di Giuseppe Benelli) si riunificò all'azienda di famiglia, la Benelli. Era spinta dal famoso monocilindrico orizzantale a "uovo" di 245 cm3, motore che regalò tanti successi al reparto corse Motobi nei campionati nazionali ed internazionali dell'epoca, sotto la guida del capotecnico Primo Zanzani, "padre" dell'altrettanto famoso (e vincente) monocilindrico 250 "Sei Tiranti". Il telaio della "piccola" MotoBi è in tubi mentre i freni sono rigorosamente a tamburo e i cerchi ruota sono da 18".


 

 



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