Da 6.000 a 13.000 euro: le naked per divertirsi sui passi di montagna
Sportive nel carattere e nelle linee, le naked di media cilindrata sono un'ottima idea per divertirsi, fare esperienza e imparare la bella guida. Ecco i modelli migliori
Se siete amanti della guida sportiva e non avete molta esperienza, le naked “facili” di media cilindrata sono quello che fa al caso vostro. Si tratta di modelli dal peso e dalle dimensioni contenute, ma non per questo noiosi o poco performanti. Sulle strade tortuose e sui passi di montagna risultano spesso più efficaci della grosse sportive, riuscendo ad essere sfruttabili restando nei limiti del buon senso e della sicurezza. Vediamo quali sono i modelli più interessanti di questa categoria.
Aprilia Tuono 660 Factory
La Tuono 660 è il riferimento di categoria in questo segmento. Si tratta infatti di una naked compatta ma grintosa, molto facile da gestire e caratterizzata da una dotazione da prima della classe. Venduta da quest’anno nel solo allestimento Factory, è spinta da un bicilindrico frontemarcia di 658 cm³ e 105 CV di potenza massima. La ciclistica, con telaio e forcellone in alluminio e sospensioni completamente regolabili, è molto raffinata, così come l’elettronica, che offre cinque modalità di guida (tre stradali e due per la pista), controllo di trazione, controllo del freno motore, sistema anti-impennata, cruise control e launch control. La posizione di guida è comoda, il cupolino devia l’aria ma protegge poco e agli alti regimi si sentono vibrazioni sulle pedane. La ciclistica a punto la rende molto agile, precisa e stabile tra le curve. Il motore ha un’erogazione lineare già dai bassi regimi, ma dà il meglio superati i 5.000 giri, dove sfodera un allungo e una grinta da moto di categoria superiore.
Prezzo: 13.050 euro f.c.
CFMOTO 675NK
La cinese 675NK nasce dall’estro creativo dei ragazzi di Modena40, azienda italiana divenuta l’R&D ufficiale di CFMOTO, che ne ha disegnato le linee e seguito il progetto. Tutto il resto è stato prodotto e assemblato in Cina, compreso il motore a tre cilindri in linea di 674 cm³ e 90 CV di potenza massima. Un motore pronto ai bassi e vigoroso nell’allungo, con una risposta al gas decisa ma comunque gestibile anche da chi è alle prime armi. Motore inserito in un telaio in acciaio sostenuto da una forcella KYB a steli rovesciati di 41 mm completamente regolabile e da un monoammortizzatore regolabile nel precarico e nell’estensione. La dotazione elettronica offre ciò che serve: cruscotto con schermo TFT da 5” (dotato di connettività e doppia presa USB) e controllo di trazione regolabile su 2 livelli, ma niente mappe motore (l’acceleratore è a cavo). La posizione di guida è azzeccata, il serbatoio è ben sagomato e la sella snella permette di appoggiare bene i piedi anche a chi è sotto il metro e ottanta. I cambi di direzione sono rapidi e l’avantreno è sempre preciso. Bene anche la frenata, potente e modulabile.
Prezzo: 6.590 euro f.c.
Ducati Monster
Nel 1992, al Salone di Colonia, Ducati presentava la Monster 900, dando vita al filone delle naked moderne. A oltre trent’anni da quel giorno, la nuova Monster presentata da Ducati a EICMA 2025 ricorda stilisticamente e concettualmente quel primo iconico modello, dal serbatoio bombato al doppio scarico di forma cilindrica, ma è cambiata parecchio per essere al passo con i tempi e con quelle che sono le richieste del mercato di oggi.
La vera novità è il bicilindrico a L di nuova generazione: 890 cm³, fasatura variabile lato aspirazione e richiamo delle valvole a molla. In questa configurazione eroga 111 CV a 9.000 giri e 91,1 Nm di coppia a 7.250 giri. Ricchissima la dotazione elettronica, che sfoggia infatti cambio elettronico quick shift, 4 mappe motore, controllo di trazione e ABS cornering, anti-impennata e gestione del freno motore, mentre il bicilindrico compatto e leggero contribuisce a ridurre il peso della moto. La posizione di guida azzeccata permette di avere sempre tutto sotto controllo. Le pedane però sono piuttosto arretrate e rialzate: chi è sopra il metro e 85 sta con le gambe parecchio piegate. Le prestazioni sono elevate, il motore spinge forte ai bassi, riprende senza strappare e le vibrazioni sono praticamente assenti, anche in autostrada. In Road, in particolare, la risposta del gas è dolce, perfetta per chi è alle prime esperienze con una moto di grossa cilindrata. Tra le curve la Monster scende svelta in piega ed è reattiva e leggera nei cambi di direzione; le sospensioni hanno una taratura sul morbido, ma permettono di guidare “allegri”. Potenti ma progressivi nell’attacco i freni.
Prezzo: 12.890 euro f.c.
Honda Hornet 750
La Hornet è tornata nella gamma Honda nel 2023, con forme, dimensioni e dotazioni del tutto inedite e slegate rispetto al passato. La Hornet “di oggi” è una naked appuntita, più compatta della sua antenata, ma soprattutto non è spinta da un motore a quattro cilindri in linea come un tempo, bensì da un più compatto bicilindrico parallelo di 755 cm³ capace di 92 CV a 9.500 giri/min. Un motore che ai bassi e medi regimi offre una buona progressione e tanta elasticità, mentre agli alti scatena tutta la sua grinta, con un allungo corposo ben oltre le aspettative.
Telaio e forcellone sono in acciaio e lavorano con sospensioni Showa, riviste lo scorso anno nella taratura: forcella a steli rovesciati di 41 mm e mono regolabile nel precarico con leveraggio Pro-Link. I cerchi sono in lega da 17 pollici, il peso è di 196 kg in ordine di marcia, mentre la sella si trova a 795 mm da terra. Dal canto suo, la ciclistica asseconda senza problemi la guida sportiva, mostrando una buona stabilità anche a velocità elevate, con sospensioni sufficientemente sostenute e freni potenti ma modulabili, specie il posteriore. Cinque le modalità di guida disponibili: tre predefinite (Sport, Standard, Rain) e due personalizzabili (User 1, User 2), nelle quali sono integrati tre livelli di controllo di trazione, l’anti-impennata e tre livelli di regolazione della potenza e del freno motore. Da quest’anno sarà venduta con la sola frizione a controllo elettronico E-Clutch, il cui funzionamento ci ha convinti sia per quanto riguarda la praticità, sia per il piacere di guida.
Prezzo: 8.390 euro f.c.
Kawasaki Z650S
La Z650 per il 2026 guadagna una S e una serie di migliorie per renderla più moderna sia nel look sia nella dotazione tecnica. Le linee sono infatti più muscolose e decise, con sovrastrutture più voluminose e un frontale tutto nuovo. Lato tecnologia debutta un nuovo display TFT a colori da 4,3” con connessione allo smartphone attraverso app dedicata e mirroring per la navigazione. Per quanto riguarda la posizione in sella, la Z650 S presenta un’ergonomia rivista con pedane riposizionate e un manubrio “fat bar” che permette al busto del pilota di restare più eretto. Le selle di pilota e passeggero sono state completamente ridisegnate: la prima risulta più ampia e imbottita (+15 mm rispetto alla versione precedente), mentre quella del passeggero guadagna 20 mm in larghezza e 10 mm in imbottitura. A catalogo anche due opzioni: la sella Style e la Ergo Fit ribassata di 20 mm. Il risultato è una posizione di guida più attiva tra le curve.
Il motore resta invece l’apprezzato bicilindrico parallelo di 649 cm³, lineare nell’erogazione e ricco di coppia già ai bassi, che per il nuovo anno riceve di serie il controllo di trazione. Infine, per indirizzare i flussi d’aria calda il più lontano possibile dal pilota, è stata adottata una nuova copertura della ventola del radiatore. Motore racchiuso all’interno di un telaio a traliccio in acciaio, sostenuto da una forcella a steli tradizionali di 41 mm e da un monoammortizzatore regolabile nel precarico. L’impianto frenante si affida a un doppio disco anteriore da 300 mm e a un disco posteriore da 220 mm, con ABS Continental di ultima generazione.
Prezzo: 7.490 euro f.c.
Suzuki GSX-8S
Questa naked di media cilindrata nasce da un foglio di carta bianco. Inedita nel design, con linee appuntite e moderne, si sviluppa sulla piattaforma 800 introdotta da Suzuki nel 2023 con la adventure V-Strom 800 SE. Un taglio netto col passato, dato che l’architettura del nuovo propulsore perde l’iconica disposizione a V dei cilindri in favore di una più versatile e furba disposizione parallela frontemarcia.
Si tratta di un’unità di 776 cm³ con 83 CV di potenza massima a 8.500 giri e 78 Nm di coppia a 6.800 giri. Motore inserito in un telaio in tubi d’acciaio con forcella a steli rovesciati non regolabile, mentre al posteriore c’è un forcellone in alluminio con leveraggi progressivi e ammortizzatore regolabile nel precarico molla. La frenata è assicurata all’anteriore da due dischi da 310 mm e al posteriore da un disco da 240 mm. Ricca la dotazione elettronica: acceleratore ride-by-wire, tre modalità di guida, controllo di trazione su tre livelli, cambio elettronico e sistema che impedisce lo spegnimento del motore nelle manovre. La sella ben sagomata permette di appoggiare facilmente i piedi a terra, la posizione di guida è leggermente caricata in avanti senza essere stancante. Il motore dà il meglio ai bassi e medi regimi; oltre gli 8.000 giri la grinta diminuisce. Le sospensioni, tarate sul rigido, fanno sentire tutto quello che passa sotto alle ruote; comunque, sui percorsi guidati, la GSX-8S è precisa ed estremamente efficace. Bene la frenata, anche se nella guida sportiva l’ABS risulta un po’ invasivo.
Prezzo: 9.190 euro f.c.
Triumph Trident 800
Presentata a EICMA 2025, la Trident 800 prenderà da quest’anno il posto della Street Triple 765 R, che verrà venduta nella sola configurazione RS, più potente e performante. Il suo motore a tre cilindri di 800 cm³ e 115 CV è un vero gioiellino: elastico sin dai bassi regimi, ha tanta coppia e un’erogazione molto fluida che si fa cattiva agli alti. Il pacchetto di elettronica comprende acceleratore ride-by-wire, tre modalità di guida, cambio quickshift bidirezionale, cruise control, ABS e controllo di trazione cornering. Telaio e forcellone sono in acciaio e le sospensioni sono di qualità: forcella con steli rovesciati da 41 mm completamente regolabile e mono regolabile nel precarico e nell’estensione. Di livello anche i freni. La posizione di guida è da naked sportiva, ma comoda: il busto è eretto e poco caricato in avanti e le gambe sono piegate il giusto. La sella è molto larga, ma lo spazio per arretrare non è molto. L’avantreno non è rapidissimo, ma è stabile anche quando si alza il ritmo. Bene il cambio e la frenata.
Prezzo: 9.995 euro f.c.
Yamaha MT-07
Tra tutti i modelli sopracitati, la Yamaha MT-07 è forse il modello più facile e amichevole per i neofiti, ma non per questo va catalogata come moto meno divertente e performante. Il suo bicilindrico CP2 di 689 cm³ e 73 CV è caratterizzato da una spinta corposa e regolare già ai bassi regimi. Proprio lo scorso anno è stata aggiornata nell’elettronica, con l’arrivo dell’acceleratore ride-by-wire che ha permesso di gestire tre mappe motore e il controllo di trazione (regolabile su due livelli e disinseribile). La ciclistica sfoggia telaio (alleggerito di 400 grammi) e forcellone rivisti per aumentare la rigidità torsionale e migliorare così il comportamento nelle curve strette. Debutta poi una nuova forcella a steli rovesciati da 41 mm, mentre i cerchi sono stati alleggeriti di 480 grammi. Arrivano (finalmente) anche le pinze freno ad attacco radiale.
Il frontale è dominato da una nuova mascherina che va a enfatizzare l’aspetto grintoso della MT-07, ma cambia anche la posizione di guida: il manubrio è stato ribassato e arretrato, mentre le pedane sono state abbassate di 10 mm, il che si traduce in una posizione più sportiva ed efficace fra le curve. La MT-07 2026 è ancora più agile, soprattutto sullo stretto, grazie anche alla taratura della forcella che è piuttosto reattiva nel ritorno, soprattutto in uscita di curva. Il motore offre una risposta più precisa ai comandi dell’acceleratore e, grazie alle mappature, si può gestire meglio in base alle caratteristiche del percorso. Bene anche la frenata, più potente rispetto al passato.
Prezzo: 7.999 euro f.c.