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Cina, Aprilia svela la nuova GPR250R

Svelata in Cina, la nuova Aprilia GPR250R sfoggia un look racing da vera italiana. A spingerla ci pensa un monocilindrico da 26 CV che, abbinato ad un’ottima ciclistica, promette davvero bene… Arriverà anche da noi?

Cina, Aprilia svela la nuova GPR250R
GPR250R
Se da una parte si assiste ad una sempre crescente espansione del mercato cinese verso l’Europa, altrettanto importante è, per quanto ci riguarda, l’eguale (anche se non paragonabile in termini numerici) esportazione del made in italy in Asia. O meglio: esattamente come numerose aziende cinesi, che per vendere in occidente si adattano ai gusti europei, così alcune italiane, ingolosite dal mercato cinese, stanno lavorando su nuovi modelli appositamente dedicati alle esigenze asiatiche. Ne è un esempio Aprilia, che di recente ha svelato - proprio in Cina - la nuova GPR250R, sportiva carenata dal look racing ma dalla cilindrata ridotta. Rispetto alla versione precedente, il look trae qui ispirazione dalle nuove sorellone RSV 4 e RS 660. Sotto le carene, dipinte con i “nostri” colori,  trova spazio invece un ben più modesto monocilindrico da 250 cm3 e 26 CV con cambio a sei velocità. Più che sulle prestazioni pure, Aprilia ha scelto in questo caso di puntare, oltre ovviamente che sull’appeal italiano, su di una componentistica di alto livello: la ciclistica si compone pertanto di forcelle rovesciate da 41 mm e monoammortizzatore posteriore regolabile, mentre l’impianto frenante è affidato a due dischi da 300 mm all’anteriore  e da 218 mm posteriore, ovviamente con ABS di serie. La fanaleria è full LED, mentre i cruscotto composto da un  display TFT a colori. D’attacco il prezzo che, sul mercato cinese, si ferma a 3.506 euro. Al di là della cifra (che da noi potrebbe variare in alto), visto il recente apprezzamento dimostrato verso le cilindrate più piccole, la nuova GPR250R potrebbe riscuotere un ottimo successo anche da noi. Non sappiamo però se mai verrà importata: attualmente c’è la RS 125, ma un modello più potente utile a colmare le distanze con la ben più preziosa 660 RS (cliccate qui per la nostra prova) potrebbe essere un’ottima idea…

 



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