6 special su base Honda Dominator da far girare la testa
La NX650 Dominator è diventata negli anni una delle basi preferite dai customizzatori di tutto il mondo. Ecco sei esempi straordinari
Il mito Dominator
Lanciata nel 1988 e prodotta fino al 2001, la Honda NX650 Dominator non era certo la moto più spettacolare del suo tempo. Con le sue plastiche anni 90 e quell'aspetto un po' anonimo da "moto urbana che sogna la Dakar", nessuno in Honda avrebbe mai immaginato che sarebbe diventata una delle moto più amate dalla scena custom internazionale. Il segreto del suo successo? Un monocilindrico 644 cm³ raffreddato ad aria praticamente indistruttibile, derivato dall'ancor più leggendaria XR600R, una ciclistica semplice e sovrastrutture che che non fanno gridare al "sacrilegio" se le prendi e le butti via (insomma, tutto l'opposto che capita con la Ducati 916, eppure anche lei... leggi qui). Per dire: bastano 36-44 CV e una meccanica robusta come un carro armato per conquistare il cuore di chi per lavora crea moto. Se poi aggiungiamo a tutto questo che in genere le Dominator le trovi sul mercato dell'usato a prezzi modici, il gioco è fatto.
Tutto quello che c'è da sapere sulla Honda Dominator è qui.
La scrambler di Morex Custom
I fratelli Joan e Kévin Morel, insieme all'amico Valentin Pointeau, gestiscono Morex Custom in Bretagna e sono tutti e tre piloti motocross. Hanno preso una NX650 del 1992 e le hanno fatto un lifting ispirato alle moto moderne da enduro. Forcella rovesciata presa da una Yamaha WRF450 accorciate per darle un'impostazione supermotard, cerchi Excel da 18 pollici, disco freno maggiorato Braking. Il serbatoio viene da una Yamaha 125 DTMX, modificato per adattarsi al telaio Honda, mentre la carenatura del faro e i parafanghi sono stati disegnati al CAD e poi stampati in 3D con nylon rinforzato. Il risultato è una scrambler moderna che unisce l'affidabilità del vecchio monocilindrico Honda con un'estetica aggressiva e minimale.
L'adventure australiana di Tristan Dewey
Tristan Dewey è un compositore e tecnico del suono che vive a Bend Of Islands, vicino Melbourne. Non aveva un'officina, così ha costruito questa Dominator del 1996 sul pianale di un vecchio camion Bedford RL, con attrezzi limitati e facendo quasi tutto da solo. L'ha voluta come vera moto da adventure, da usare in maniera "seria" senza remore: "L'ho costruita per le mie colline locali, pensata per essere saltata, sbattuta, caduta e spesso sepolta nel fango". Il serbatoio è pieno di ammaccature - un vecchio serbatoio Honda 175 regalato da un amico - che dà al pilota il permesso di far cadere la moto senza troppe paure nei passaggi difficili. Ha ricostruito il motore con pistone Wiseco, montato una frizione idraulica Magura e carburatore Mikuni TM-42. Lo scarico in acciaio inox è stato saldato da lui stesso. Completano il tutto il serbapotio aggiuntivo fissato sul telaietto posteriore, dei paracolpi robusti con specchietti pieghevoli integratie sella in pelle di canguro. Non c'è verniciatura: Tristan ha preferito continuare a "modellare" il suo serbatoio nelle sue uscite più difficoltose.
La supermoto polacca anni 90
I fratelli Jarek e Aleksander Turkosz di Adrenaliner Design in Polonia hanno voluto rendere omaggio agli anni '90, quando la Dominator si presentava con grafiche sgargianti in turchese, viola e rosa. Il loro obiettivo era chiaro: una moto da strada con anima flat tracker e supermoto, ma con lo spirito colorato di quegli anni. Hanno montato cerchi da 17 pollici, trovato un serbatoio da Honda CB350 del 1970 e costruito un telaio posteriore completamente nuovo. Ma il pezzo forte è il sistema di fari a scomparsa: quando la moto è spenta, una piastra copre i fari; all'accensione, un meccanismo con servomotore e interruttori di finecorsa fa aprire la copertura in un movimento complesso che prima arretra e poi si sposta lateralmente. Un'idea totalmente inutile, ma ad alto impatto estetico.
La street tracker argentina
Marcelo Obarrio e Germán Karp di STG Tracker con sede a Buenos Aires hanno preso una Dominator del 1989 ridotta malissimo e l'hanno trasformata in un gioiello con livrea HRC classica. Dopo aver ricostruito completamente il motore, hanno innestato una forcelle rovesciata e le pinze freno Brembo di una Ducati Multistrada 1200, ricostruendo da zero la zona anteriore. Il telaio posteriore è stato accorciato e ricostruito, con un ingegnoso sistema sotto la coda che ospita LED per frecce e fanale, elettronica, scarico e regolatore di tensione, il tutto incastrato alla perfezione. Lo scarico due-in-uno in acciaio inox sfrutta le due uscite del monocilindrico Dominator - una peculiarità della moto - e termina in un silenziatore Akrapovič mutuato da una BMW.
Dominator Flat Track by Fuchs Workshop
Massimo Rinchiuso di Fuchs Workshop con sede a Ravenna ha costruito questa Dominator per l'amico Niko Sorbo, tre volte campione francese di flat track. La moto, soprannominata Rusinella come la madre di Niko, è una moto da gara fatta e finita. Il forcellone viene da una Honda CRF450, scelto per la rigidità e la leggerezza, accoppiato a un ammortizzatore regolabile. Il motore è dotato di un pistone maggiorato, testa rielaborata con condotti rifiniti, albero motore e volano alleggeriti, albero a camme riprogettato e un carburatore aggiornato con filtro dell'aria maggiorato. All'anteriore, forcella da 41 mm presa da una CBR e montata su piastre di sterzo lavorate al CNC, con l'inclinazione dello sterzo modificata a 25 gradi per renderla più reattiva in curva. La livrea mescola i colori Honda classici con l'alluminio a vista del serbatoio e il telaio blu. Ruote oro e motore nero le danno un aspetto da moto da corsa ufficiale.
La supermoto siciliana di Hardcore Division
Dario Di Mauro della Hardcore Division con sede in Sicilia ha comprato una Dominator del 1993 da un amico per appena 300 euro. Insieme a Francesco, co-fondatore dell'officina, ha passato notti in officina per trasformarla in una supermoto aggressiva. La testa cilindro e l'albero a camme vengono da una Honda XR650, mentre lo scarico due-in-uno artigianale termina in un silenziatore Mistral. All'anteriore hanno montato forcella WP prese da una KTM 690 SMC R, mentre dietro c'è un forcellone Husqvarna. La carrellata prosegue con cerchi Excel da 17 pollici con mozzi KTM davanti e Husqvarna dietro, gomme Pirelli Diablo Rosso IV, pinze Brembo su entrambe le ruote. Il serbatoio è di una Honda CB500 Four del 1976, adattato al telaio. La livrea vintage ispirata alla CB500 è opera dell'amico Vincenzo Giustolisi, con dettagli in foglia d'argento applicata a mano, inclusa la "h" sul parafango anteriore.
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