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Vendono limonata per comprarsi un Ciao: ragazzini multati dai vigili

Tre ragazzini friulani hanno messo su un banchetto per comprarsi un Ciao usato. È finita con i vigili, ma la passione non si multa

C'è una cosa che le statistiche sui giovani che non guidano più, sulle patenti in calo e sulla generazione che preferisce il monopattino non riescono a spiegare. Ed è quello che è successo a Pradamano, in provincia di Udine, dove tre ragazzini tra i 13 e i 14 anni hanno passato le giornate d'agosto a vendere limonata a offerta libera. Non per beneficenza, non per noia, ma per comprarsi un motorino, anzi, il motorino.

Un obiettivo preciso

Il banchetto stava vicino alla piazza del paese, allestito nel cortile di casa: limonata fresca, caffè, acqua, qualche pasticcino, e nessun prezzo esposto perché ognuno lasciava quello che voleva. Il bottino, alla fine, è stato di cento euro. Non è tantissimo, ma il punto non è la cifra: il punto è che questi tre ragazzini avevano in testa una cosa sola, e cioè comprarsi un Piaggio Ciao usato. Non uno scooter qualsiasi, non un mezzo generico da quattordicenni. Un Ciao. Che poi, tanto per capirci, sul mercato dell'usato oggi non è nemmeno più il rottame da regalare: si parte dai cinquecento euro per un esemplare completo e marciante, e si supera tranquillamente il migliaio se le condizioni sono buone. Di limonata, insomma, ne sarebbe servita ancora parecchia.

Piaccio Ciao, il ciclomotore che rideva delle sardomobili

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Un sogno lungo quasi quarant'anni

Ed è qui che la storia diventa quasi commovente per chiunque abbia mai avuto le mani sporche di miscela. Perché il Ciao, presentato l'11 ottobre 1967 alla Fiera del Mare di Genova, è uscito di produzione nel 2006: questi ragazzi non erano ancora nati. Eppure il mezzo che hanno scelto è lo stesso su cui hanno imparato i loro padri e, in diversi casi, i loro nonni. Tre milioni e mezzo di esemplari costruiti in quasi quarant'anni, un motore di 49 cm³ due tempi montato in orizzontale sotto la pedana, i pedali per metterlo in moto, la trasmissione a cinghia, quaranta chili scarsi. Un oggetto che non ha mai fatto finta di essere qualcosa di diverso da quello che era, e forse è proprio per questo che continua a funzionare come simbolo. A quattordici anni si può prendere il patentino e mettersi in strada: loro il conto alla rovescia lo avevano iniziato per tempo e avevano deciso di finanziarselo da soli invece di aspettare il regalo di compleanno. Nel 2026, con tutto quello che si dice sui ragazzi, non è un dettaglio da poco.

Poi, la cruda realtà

La parte meno romantica è che qualcuno, passando di lì, ha ritenuto opportuno presentare una segnalazione formale. Alla polizia locale non è rimasto molto da fare se non contestare quello che effettivamente mancava, ovvero le autorizzazioni per la vendita di alimenti. Formalmente ineccepibile, per carità. Umanamente, un capolavoro di tristezza: c'è voluto un adulto con tempo da perdere per trasformare tre ragazzini con una caraffa di limonata in un caso da regolamento comunale. Uno dei tre ha raccontato di non aver avuto paura vedendo arrivare i vigili, ma solo dispiacere, perché quella gli sembrava una bella cosa e voleva andare avanti. E infatti non hanno mollato: hanno ringraziato online chi li aveva sostenuti e hanno promesso che troveranno un altro modo per mettere insieme i soldi. Che è poi esattamente il modo in cui ha funzionato per decenni "questa passionaccia" per le due ruote quando si avvicina l'età per poterle davvero guidare: qualcuno ti dice di no, tu trovi un'altra strada, e alla fine il motorino te lo compri lo stesso... O forse, ci piace pensare che sia ancora così. 

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gabrielebarsottelli
Sab, 08/08/2026 - 10:24
Dove li trovo che 50€ intanto glieli do io.