NOVITA' MOTOCICLISMO

Scegliere bene - Le 125 da sfoggiare

La scuola è già cominciata, ma fuori il bel tempo "regge" ancora e ottobre potrebbe essere il momento giusto per un acquisto dell'ultimo momento. Ecco alcune 125 che possono fare al caso vostro

Scegliere bene - Le 125 da sfoggiare
I ragazzi oggi hanno tanti modi per manifestare la loro indipendenza, grazie a internet, e le moto 125 non reggono il confronto. Così almeno sostengono i soliti “esperti”. Ma ne siamo proprio sicuri?
Guardando Francesca, Matteo, Alessandra, Manuel, Alessandro, Paolo e Margherita, i ragazzi che si sono prestati per la foto accanto con la KTM Duke e le Yamaha YZF-R e WR-X, diremmo che se le moto sono belle, non c’è storia: i ragazzi le vogliono. Pensate solo che per tutto il tempo del servizio fotografico non hanno messo mano ai telefonini, salvo che alla fine: ma per le foto da inviare agli amici e farli morire d’invidia! L’unico problema è il prezzo, ma di questi tempi è un problema generale... Vediamo quali sono le 125 che qualunque ragazza o ragazzo vorrebbe sfoggiare davanti a scuola. 


 

Aprilia RS4

Una superbike in miniatura
La linea è ispirata a quella della RSV4, una delle protagoniste del mondiale superbike: il cupolino con il triplo faro è praticamente identico, mentre le dimensioni sono ovviamente più compatte e le forme snelle. Il motore è a quattro tempi con raffreddamento a liquido e testa a 4 valvole. A richiesta la RS4 può montare il cambio elettronico che permette di passare da una marcia all’altra senza toccare la frizione: è l’unica 125 ad avere questo dispositivo. Lo scarico è integrato nella parte inferiore della carena, per snellire la linea e migliorare la maneggevolezza. La posizione di guida è sportiva al 100% con pedane rialzate e manubrio basso (ma non troppo stretto): non è una delle più comode, ma è perfetta per controllare al meglio la moto.
Come va
Come da tradizione Aprilia, la ciclistica della RS4 è molto valida: la moto segue precisa la traiettoria, rispondendo in un attimo ai comandi del pilota. Convince il motore per la sua versatilità: pur dando il meglio agli alti regimi, anche ai medi è fluido e ha buone doti di ripresa. Rigide le sospensioni, potenti e ben modulabili entrambi i freni. Costa 4.590 euro.


 

Betamotor RR 125 LC

Divertimento tra le curve
Tra le motard 125, la Beta RR LC è una tra le più “abbondanti”: in sella c’è spazio anche per i più alti, mentre le finiture ben curate sfoggiano dettagli di qualità come la forcella a steli rovesciati da 41 mm e il leveraggio progressivo del forcellone, che permette all’ammortizzatore di rispondere in maniera differente alle diverse sollecitazioni.
Il motore della RR ha il raffreddamento a liquido con testa a quattro valvole; il telaio è in tubi d’acciaio a sezione ovale. Da “grande” anche l’impianto frenante con dischi a margherita da 300 mm davanti e 220 mm dietro. La dotazione “ricca” giustifica così il prezzo salato.
Come va
La RR è stabile e precisa anche a velocità elevata, ma non è un fulmine nell’impostare le curve. La seduta è stretta, tanto lo spazio per le gambe, mentre il motore spinge bene dai medi ed allunga forte. Potente il disco anteriore, da dosare con attenzione su fondi scivolosi. A punto le sospensioni. Costa 4.530 euro.


 

Cagiva Mito 125 SP125

È ancora a due tempi
Insieme alla RS 125 di Aprilia, la Mito è una delle ultime sportive con motore a due tempi. La SP 525 è strettamente imparentata con le Sport Production da pista e concede poco o nulla al comfort: la posizione di guida è caricata in avanti, la sella imbottita al minimo e le sospensioni piuttosto rigide. Telaio e motore sono tuttora da riferimento, anche se la strozzatura per far scendere la cavalleria ai 15 CV di legge ne limita le possibilità. Solo sufficienti le finiture: considerando quello che costa, ci si aspetterebbe qualcosa in più, invece  parecchi particolari sono piuttosto datati (cruscotto, comandi al manubrio) e altri dettagli realizzati al risparmio.
Come va
È sicuramente una delle 125 più “racing” in commercio: disegna le curve precisa, ma pretende una guida “di corpo” e non è la più rapida nello scendere in piega. Il motore va tenuto sempre ad alto regime (sopra i 6.000 giri) per farlo rendere al meglio: ai regimi bassi e medi ha un’erogazione poco fluida. Il cambio è rapido e preciso; validi i freni. Costa 4.961 euro.


 

HM Derapage C

Grintosa e leggera
La Derapage Competition è una divertente motard a due tempi, grintosa e leggerai. Monta il motore Rotax usato anche sulla Aprilia RS: brillante anche se un po’ assetato, spinge bene e sfoggia una voce “cattiva”. La ciclistica è stabile e sincera, la componentistica di ottimo livello: dischi freno a margherita, sospensioni regolabili in precarico ed estensione, telaio in alluminio. Per chi usa la moto solo in pista, è possibile montare un kit (non omologato) che raddoppia la potenza.
Come va
Su strada è efficace come poche altre motard, frena forte e si mangia le curve in un attimo. La seduta è stretta ma in sella si sta comodi e in città se la cava perfettamente. Costa 5.390 euro.


 

Honda CBR 125 RR

Sportiva abbordabile
La più piccola delle CBR sembra una moto di maggiore cilindrata: carenatura estesa, faro anteriore che ricorda quelli delle sorelle maggiori, strumentazione completa, telaio perimetrale in acciaio... Sono tanti i dettagli che fanno “dimenticare” la cilindrata del motore. Sotto la carena troviamo un moderno monocilindrico raffreddato a liquido e alimentato a iniezione, in grado di garantire consumi ridotti e prestazioni brillanti.
Le dimensioni sono compatte ma in sella si sta comodi, con i semimanubri larghi e rialzati che non affaticano le braccia. La sella è ospitale anche per il passeggero e lo spazio per le gambe adeguato. Qualche finitura non è al livello delle migliori concorrenti e anche le sospensioni sono economiche ma il prezzo basso fa dimenticare queste pecche, perché comunque la sostanza c’è in abbondanza.
Come va
La CBR è molto agile e si inserisce in curva rapidamente: in piega dà maggiore sicurezza rispetto alla versione precedente, grazie alle gomme maggiorate. Il motore ai bassi regimi spinge poco, per tirargli fuori buone prestazioni occorre tenerlo su di giri; in basso risulta comunque sfruttabile e permette di guidare in tutto relax, godendosi il paesaggio. Sottotono le sospensioni: sono economiche, mal sopportano le buche e la guida sportiva. A punto cambio e frizione: le marce entrano precise e la leva al manubrio è morbida da azionare. Modulabile la frenata, anche se un po' di mordente in più non guasterebbe. Costa 3.430 euro.


 

Husqvarna SMR 125

Divertente e ben fatta
Una delle moto più vendute di Husqvarna è sempre stata la motardina SM 125, disponibile con un motore due tempi e da due anni anche con un quattro tempi raffreddato a liquido quattro valvole.
Le sovrastrutture sono snelle, con dettagli da motard “cattiva” come il parafango anteriore corto, il codino slanciato, i paramani e la sella ridotta all’osso (che offre uno scarso comfort). La posizione di guida è sportiva, il pilota sta vicino al manubrio col busto pronto a caricare l’avantreno per avere maggiore aderenza; le sospensioni non sono regolabili, ma hanno una taratura di base valida. Le finiture sono discrete, qualche dettaglio sarebbe da rivedere (cruscotto, cavalletto laterale). La seduta è alta, ma i fianchi snelli permettono di mettere con facilità i piedi a terra anche a chi è sul metro e settanta.
Come va
Sincera e prevedibile, la SMR è facile da guidare anche a “manetta” e dà il meglio di sé quando bisogna passare rapidi da una curva all’altra: nei cambi di direzione l’avantreno risulta sempre preciso e veloce. La sella stretta consente al pilota di muoversi agilmente e favorisce la guida sportiva, mentre il motore spinge bene a partire dai medi regimi per poi dare il meglio in prossimità del limitatore (a circa 10.500 giri indicati). Nessun problema per la guida in relax: il motore spinge fluido ai bassi regimi senza alcuna incertezza. Valide le sospensioni che hanno una taratura perfetta per la guida sportiva, ma assorbono adeguatamente le asperità della strada. Costa 4.130 euro.


 

KTM Duke 125

Naked "da grandi"
L’ultima arrivata tra le 125 destinate ai 16enni ha fatto centro: la KTM 125 Duke è una delle più sognate (e vendute) nella sua categoria. Merito anche di un prezzo corretto, inferiore a quello di molte concorrenti dirette.
Le soluzioni tecniche sono “da grande”: il telaio è a traliccio in tubi d’acciaio, mentre il grosso forcellone in alluminio non sfigurerebbe su mezzi di maggiore cilindrata. Di qualità i freni: pinza ad attacco radiale, disco anteriore da 280 mm di diametro e posteriore da 230 mm. Non sono da meno le sospensioni: forcella (a steli rovesciati) e monoammortizzatore sono entrambi “griffati” WP. Il motore 4 tempi, 4 valvole ha 15 CV “pieni” e l’alimentazione a iniezione, che permette di tenere sempre sotto controllo i consumi.
La posizione di guida è comoda, si adatta a piloti di tutte le taglie (ed età...). Più sacrificato il passeggero, che ha a disposizione solo un piccolo sellino.
Come va
Il motore della Duke ha un’erogazione fluida, la coppia ai medi regimi è consistente e l’allungo notevole fino all’intervento del limitatore (a circa 11.000 giri). Su strada è stabile e sempre ben prevedibile, ma grazie al manubrio largo si manovra senza fatica anche in mezzo al traffico di punta. Quando si va di fretta, l’assetto resta sempre equilibrato e si può contare su un cambio rapido e preciso. Buona la frenata, anche se un po’ di mordente in più al disco posteriore non guasterebbe. Discreto il comfort: la forcella assorbe bene le buche, mentre il mono posteriore ha una risposta più secca. Qualche vibrazione di troppo su pedane e manubrio intorno agli 8000 giri. Costa 3.900 euro.


 

Yamaha YZF-R 125

In pista con poche modifiche
Nasce (ed è omologata) per la strada, ma con poche modifiche la YZF-R125 diventa una perfetta “pistaiola” e dà vita a uno dei trofei monomarca più combattuti (foto a fianco). Questo dimostra che la base di partenza è buona: la ciclistica si rivela efficace anche in pista, sopportando senza problemi l’aumento di potenza (il motore cresce a 180 cm3). Anche freni e sospensioni si adeguano facilmente alle prestazioni.
La versione stradale è disponibile anche nella colorazione bianco/rossa (foto sotto) che celebra i 50 anni di Yamaha nelle corse. La versione standard costa 200 euro in meno.
Come va
Nell’uso di tutti i giorni la YZF-R125 si rivela sportiva ma non estrema, con i semimanubri non eccessivamente caricati in avanti e la seduta abbastanza abitabile. Anche la taratura delle sospensioni è di compromesso e incassano discretamente le buche. Il motore ha buone doti di accelerazione, anche se la velocità massima non supera i 100 km/h. Precisi gli innesti del cambio, mentre il freno anteriore è poco incisivo e la leva diventa spugnosa dopo un po’ di pinzate “forti”. Costa 4.440 euro.


 

Yamaha WR 125

Facile e ben rifinita
La WR 125X è una motardina bella e rifinita con cura che monta l’ormai “classico” motore Yamaha-Minarelli con raffreddamento a liquido e alimentazione a iniezione che migliora la regolarità di funzionamento e i consumi. La sella è comoda e discretamente ampia, ma piuttosto alta. Yamaha fornisce però un kit che permette di abbassare l’assetto di alcuni centimetri, permettendo anche a chi è sul metro e settanta di mettere i piedi a terra con sicurezza. Adeguato lo spazio per le gambe, buona la posizione di guida. I freni sono entrambi a disco, con l’anteriore da ben 298 mm che risalta sui cerchi di colore oro a raggi. Per gli appassionati del tassello è disponibile anche la versione  enduro (la “R”) allo stesso prezzo. 
Come va
Facile e intuitiva fin dal primo approccio, ha una posizione di guida comoda che non affatica neanche dopo diversi chilometri. Il motore vibra poco e spinge bene già ai bassi regimi, comunque dà il meglio sopra i 5.000 giri. Buona la modulabilità dei freni, ma un po’ più di potenza al disco anteriore aiuterebbe nella guida sportiva. Efficaci le sospensioni. Costa 3.990 euro.


COMMENTI
Ritratto di topomoto
15 Ottobre 2012 ore 09:58
Lasciamole ai figli di papà... Le moto bisogna comprarsele con i propri soldi sudati. Solo così le si usa con sale in zucca
Ritratto di robasco
16 Ottobre 2012 ore 18:43
La Sym XS 125 è una motociclettina stradale dalle linee molto classiche, consumi quasi irrisori (35-40 Km/ litro), ottima per imparare ad andare in moto o per ritornarvi dopo molti anni di assenza dalla sella; inoltre il prezzo di listino 1690 euro fc è praticamente quello di un ciclomotore economico! Volendo si può pagarla anche a piccole rate... l'unico problema sono le assicurazioni che in 14-esima spennano alla grande! Consiglio vivamente le "telefoniche"!
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