RC basta soprusi: arriva l'Arbitro assicurativo per difendere i consumatori
Ricorsi senza avvocato, costi praticamente inesistenti e tempistiche certe. L’Arbitro assicurativo potrebbe dimostrarsi un’alternativa alla giustizia ordinaria adatta per le controversie più comuni. A gestirlo sarà l’Ivass, che punta a semplificare l’accesso ai diritti degli assicurati
Un vuoto da colmare
Dal 15 gennaio l’Arbitro assicurativo (Aas) entra ufficialmente in funzione e si candida a diventare uno dei principali strumenti di tutela per i clienti delle compagnie. L’obiettivo è chiaro: offrire una via più rapida ed economica per risolvere le controversie, evitando - quando possibile - il ricorso ai tribunali. La gestione dell’Aas è affidata all’Ivass, l’autorità di vigilanza sul settore assicurativo, che da tempo lavorava alla creazione di un sistema alternativo alla giustizia ordinaria, sul modello di quanto già avviene in ambito bancario e finanziario. L’Arbitro assicurativo nasce infatti per colmare un vuoto. Fino a oggi, in caso di mancato accordo con la compagnia, al cliente restava spesso una sola strada: il giudice, con tempi lunghi e costi elevati, soprattutto in rapporto a controversie di importo contenuto. Il nuovo organismo si inserisce nello stesso solco dell’Arbitro bancario finanziario e dell’Arbitro per le controversie finanziarie, adattando però il meccanismo alle specificità del settore assicurativo. Un comparto ampio, che coinvolge milioni di contratti, dalla Rc auto alle polizze vita e danni.
Quali controversie potranno essere presentate
Le materie che possono arrivare all’attenzione dell’Aas sono diverse. In primo piano ci sono le dispute legate alla RC, come i risarcimenti ritenuti insufficienti o negati. In questo ambito, il valore massimo della controversia è fissato a 2.500 euro. Accanto all’Rc auto, l’Arbitro assicurativo potrà occuparsi anche di polizze danni e assicurazioni vita.
Come presentare ricorso: tempi e costi
L’accesso all’Arbitro assicurativo prevede un percorso preciso. Il primo passaggio è obbligatorio: il cliente deve presentare un reclamo alla compagnia o all’intermediario. Solo dopo 45 giorni, in assenza di risposta o in caso di risposta ritenuta insoddisfacente, sarà possibile rivolgersi all’Aas. Senza questo passaggio preliminare, il ricorso è dichiarato inammissibile.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda i costi. Per avviare la procedura è richiesto un contributo di 20 euro e non è necessaria l’assistenza di un avvocato. Il collegio - composto da cinque membri, rappresentativi dei diversi interessi coinvolti - esamina il caso e si pronuncia entro 180 giorni, con una possibile proroga di 90 giorni per le situazioni più complesse. In caso di esito favorevole al ricorrente, il contributo iniziale viene rimborsato.
È inoltre possibile portare all’attenzione dell’Aas anche controversie avvenute in passato, a condizione che il reclamo sia stato presentato nei 12 mesi precedenti e che i fatti contestati non risalgano a oltre tre anni.
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