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Le nuove Benelli che vengono dal passato (secondo Obiboi)

Il designer romagnolo immagina quattro Benelli che guardano al passato: una roadster ispirata alla 2C, due tracker di ispirazione americana e una scrambler che guarda al... deserto

Oberdan Bezzi, meglio conosciuto come "Obiboi", è un designer romagnolo che da anni si diverte a immaginare moto che "potrebbero essere ma non sono", veri e propri progetti che partono da basi tecniche esistenti e si spingono fino a ipotizzare soluzioni industrialmente realizzabili. Nel caso di Benelli, Bezzi ha una vera "idea fissa": valorizzare la storia della casa di Pesaro usando nomi di modelli famosi del passato e componentistica già disponibile, per puntare a un pubblico che cerca moto accessibili ma con personalità. 

Ecco invece qualche idea per la Moto Morini

500 2C: quando la nostalgia diventa progetto

Il primo concept è una dichiarazione d'intenti: si chiama Benelli 500 2C e riprende l'idea della leggendaria bicilindrica due tempi che ha fatto sognare i sedicenni degli anni 70 e 80. La 2C originale era una moto senza fronzoli: potente per la categoria, bella da vedere, con cromature ben dosate e quella linea italiana che non si confondeva con niente altro. Era una stradale pura, comoda anche con il passeggero, veloce e con un prezzo abbordabile.
Bezzi immagina di riportare in vita quella filosofia su base Leoncino 500, mantenendo il bicilindrico parallelo da 500 cm³ che la Casa marchigiana già produce. Una roadster dal design pulito, senza esagerazioni, riconoscibile come Benelli al primo sguardo. Adatta a tutto: spostamenti quotidiani, gite fuori porta, guida disimpegnata. Insomma, una moto che si potrebbe fare davvero, senza investimenti folli, sfruttando quello che c'è già a disposizione. 

Tracker 400: atmosfere americane a portata di mano

Il secondo concept è la Benelli 400 Tracker, e qui Bezzi gioca su un terreno diverso. L'idea è quella di una moto dal look coinvolgente, che strizza l'occhio alle atmosfere americane ma resta accessibile e divertente. Una moto comoda, polivalente, facile da guidare e soprattutto capace di distinguersi senza costare un occhio della testa. Anche in questo caso, la base tecnica è già lì: motore e telaio sono quelli della Imperiale 400, per il resto la limitata componentistica permetterebbe di realizzare un modello del genere in tempi brevi e con investimenti contenuti.

502 Mojave: verso il deserto

Il terzo progetto è la Benelli 502 Mojave, una moto "da deserto" come la Mojave anni 70 (una scrambler destinata solo al mercato  USA e mai arrivata sul mercato italiano) che porta il bicilindrico da 500 cm³ su terreni  "avventurosi". Il nome stesso evoca distese sabbiose e libertà, e l'impostazione del progetto va in quella direzione: una moto agile, con sospensioni a lungo escursione, cerchi a raggi e pneumatici tassellati. Niente pretese folli, solo la voglia di uscire dall'asfalto senza complicarsi troppo la vita. 

Twin Track 800: lo street tracker che serve

Salendo di cilindrata, ecco la Twin Track 800, una tracker che si stacca dalle solite scrambler dall'aspetto fin troppo elaborato e stanco che popolano il listino attuale. Qui Bezzi punta su qualcosa di più sfizioso, di tendenza, che guarda alle atmosfere moderne delle urban tracker senza perdersi in fronzoli inutili. Anche in questo caso, la base tecnica è quella di un bicilindrico da 800 cm³, già presente in casa. L'idea è chiara: una moto diversa, capace di attirare un pubblico che cerca personalità senza spendere cifre proibitive.

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Mihawk
Lun, 26/01/2026 - 20:55
Che dire? I miei migliori auguri.