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Obiboi e la Moto Morini che manca: due moto tra storia e fuoristrada

Il designer romagnolo pensa a Moto Morini e immagina la Kanguro 700 e la Camel 750, moto semplici e robuste che guardano direttamente agli anni 80

Oberdan Bezzi guarda Moto Morini con occhio critico ma affezionato. La nuova proprietà sembra aver dato nuova linfa al brand e le ultime due stagioni, se si parla di novità, sono state senza dubbio più scoppiettanti. Però secondo Obiboi manca qualcosa: in particolare, non si vede all'orizzonte una rivisitazione moderna delle enduro e scrambler di cilindrata media che hanno fatto la storia della marca. Eppure, dice Bezzi, gli ingredienti per accontentare chi cerca una moto semplice, robusta e con vera vocazione fuoristradistica ci sarebbero già, praticamente pronti.

Kanguro 700: lo spirito degli anni 80

Il primo concept è una Moto Morini Kanguro 700, che riprende il nome della storica enduro da 350 cm³ degli anni 80. L'idea è quella di una modern classic in chiave fuoristradistica, con il bicilindrico frontemarcia da 700 cm³ che Moto Morini già produce. Sospensioni dall'escursione giusta per un compromesso tra strada e sterrato, estetica sobria che richiama la Kanguro originale, pochi frizzi e lazzi, tanta sostanza.

Camel 750: rudezza e praticità

Il secondo progetto è ancora più essenziale, se possibile. Si chiama Moto Morini Camel 750 e Bezzi la descrive con tre aggettivi che valgono più di mille parole: semplice, pragmatica, di maschia rudezza. Una moto potente, con il motore V2 che è nel DNA di Moto Morini, e soprattutto italiana. Niente compromessi, niente ricerca dello stile a tutti i costi: solo una moto che fa quello che deve fare, senza tanti giri di parole. Il nome Camel evoca deserti e avventure, ma anche quella praticità da moto da lavoro che piace a chi usa la moto davvero, senza star lì a lucidarla ogni domenica. 

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