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Multe con autovelox non omologati? Per i comuni la condanna per resistenza temeraria

Non solo verbali annullati: per i Comuni che insistono a difendere le multe rilevate con autovelox non omologati arriva anche la condanna per resistenza temeraria. Il Giudice di Pace ha sanzionato il Comune di Ventimiglia, aprendo un precedente destinato a pesare nei contenziosi futuri

Resistenza temeraria

Non solo multe annullate: ora per i Comuni che insistono a difendere l’indifendibile arriva anche il conto. Il Giudice di Pace di Sanremo ha infatti condannato il Comune di Ventimiglia per resistenza temeraria in un giudizio di opposizione a una sanzione elevata con un autovelox non omologato. È la prima decisione di questo tipo e segna un passaggio tutt’altro che secondario nella vicenda, ormai stanota, dei dispositivi di rilevazione privi dei requisiti previsti dalla legge.

Il caso

Al centro del procedimento c’è una sanzione per eccesso di velocità rilevata dall’autovelox installato in località Porra. La destinataria del verbale ha presentato opposizione contestando la mancata omologazione dell’apparecchio. Nonostante un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, il Comune ha scelto di resistere in giudizio, sostenendo ancora una volta che l’approvazione ministeriale del dispositivo fosse sufficiente e potesse essere equiparata all’omologazione. Una tesi che i giudici hanno già ripetutamente bocciato e che, anche in questo caso, non ha convinto il Giudice di Pace. Accogliendo le argomentazioni della difesa, il giudice non ha quindi solo annullato la sanzione ma anche,  ritenendo la condotta dell’amministrazione temeraria, condannando il Comune al pagamento delle spese legali e ad un vero e proprio risarcimento. In pratica, il Comune non incasserà la multa e dovrà invece pagare 1.500 euro circa dopo aver già sostenuto i costi per l’emissione del verbale.

Il contesto

La vicenda non arriva isolata. Negli ultimi mesi la Corte di Cassazione ha più volte dichiarato manifestamente infondati i ricorsi presentati dal Comune di Ventimiglia su casi analoghi, attivando la procedura accelerata prevista per le impugnazioni prive di basi giuridiche. In numerosi procedimenti l’ente ha già rinunciato, determinando l’estinzione del giudizio. Proprio richiamando questo quadro, la difesa ha invocato l’applicazione della disciplina sulla resistenza temeraria e delle novità introdotte dalla riforma Cartabia, evidenziando come l’amministrazione fosse pienamente consapevole dell’orientamento della giurisprudenza.

Ne parlavamo qui: Autovelox non omologati, la Cassazione è stufa: “Basta ricorsi dei Comuni”

Un precedente che pesa

Si tratta della prima condanna di questo tipo in una causa di opposizione a sanzione stradale legata agli autovelox non omologati che difficilmente resterà un caso isolato. Il messaggio è chiaro: continuare a sostenere in giudizio una tesi già smentita più volte dalla Cassazione non espone solo al rischio di soccombenza, ma anche a conseguenze economiche dirette. A questo punto la domanda non riguarda più la validità delle multe - questione su cui i giudici si sono espressi ripetutamente - ma la responsabilità di chi, nonostante tutto, continua a portare avanti un contenzioso che finisce per gravare sulle casse pubbliche.

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