Moto Guzzi V90 TT: Bezzi stoppa la V85 e la manda fuori strada
L'innarestabile Oberdan Bezzi ha immaginato l'erede della V85 TT: più cilindrata, ruote da 21 e 18 pollici e sospensione posteriore nuova. Insomma, una Moto Guzzi che va davvero in fuoristrada
Non è un restyling, è un cambio di categoria
Sul suo blog Oberdan Bezzi ha messo in pensione la V85 TT. Nessun pietismo: dopo sette anni di onorato servizio, dice, è ora che la tuttoterreno di Mandello lasci il posto a un'erede. Che nei suoi disegni si chiama V90 TT e non è affatto un lifting di facciata. Il dettaglio che conta sta nei cerchi: 21 pollici davanti e 18 dietro. Chi conosce la V85 sa cosa significa. Oggi la Guzzi gira con un 19 all'anteriore e un 17 al posteriore, misure che raccontano bene la sua natura: crossover che se la cava su una strada bianca, ma che nella sabbia profonda o sul roccioso preferisce guardare dall'altra parte. Passare al 21/18, fatte le debite proporzioni, vuol dire cambiare mestiere e quantomeno provare a bussare alla stanza dei giochi di Ducati DesertX, Yamaha Ténéré 700 e KTM 890 Adventure R. Nella stessa direzione va l'altra modifica strutturale del progetto di Obiboi, che riscrive la sospensione posteriore. La V85 TT usa un monoammortizzatore laterale senza leveraggi, soluzione compatta e coerente con il cardano ma non esattamente il massimo quando si tratta di assorbire un fosso a velocità sostenuta. Aggiungiamoci telaio dalle quote riviste, elettronica e strumentazione nuove, e la cilindrata che sale da 853 a circa 900 cm³ come suggerisce la sigla. Il motore, immaginiamo, resta il bicilindrico trasversale a V di 90° raffreddato ad aria, che oggi dichiara 80 CV a 7.750 giri e 83 Nm a 5.100 giri.
Il problema è lo spazio in gamma
Qui però la faccenda si complica, e non per colpa del disegno. Bezzi motiva la sua V90 TT con la necessità per Mandello di offrire un'alternativa italiana di qualità alla marea di crossover orientali di media-alta cilindrata, e su questo è difficile dargli torto: il segmento è affollato di proposte cinesi che costano meno e offrono schede tecniche generose (CF Moto su tutte). Solo che la Casa dell'aquila quello spazio ce l'ha già occupato, e in due punti. Sotto c'è la V85 TT, in listino a 13.600 euro, 209 kg, serbatoio da 23 litri e cardano. Sopra c'è la Stelvio, che monta il compatto di 1.042 cm³ raffreddato a liquido e parte da 16.600 euro f.c. In mezzo restano tremila euro scarsi. Una V90 TT vera dovrebbe infilarsi lì dentro, con un motore ad aria che dovrebbe crescere di cilindrata per fare meno strada di quanta ne faccia già la sorella maggiore con il raffreddamento a liquido. Non impossibile, ma nemmeno banale.
E se invece bastasse molto meno?
C'è però una lettura più utile del disegno di Obiboi, e riguarda quel 21/18. Perché la V85 TT una versione davvero votata alla terra non l'ha mai avuta: c'è la Strada, che va nella direzione opposta, e c'è la Travel, che è la stessa moto con più bagagli. Mancherebbe proprio un'ipotetica "R", e cioè una versione con ruota da 21, escursione maggiorata e sospensioni serie che molti competitor hanno in listino da anni, e che spesso vende più per quello che rappresenta che per quanti chilometri di sterrato faccia davvero. Non servirebbe una cilindrata nuova, non servirebbe un progetto da zero, servirebbe solo una variante. Ci avranno pensato a Mandello?
Foto e immagini
- Accedi o registrati per commentare