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Moto Guzzi, 10 modelli che hanno fatto la storia

Facciamo gli auguri a Moto Guzzi, che oggi compie 100 anni, con 10 modelli che hanno fatto la storia. Dalla Normale del 1921 alle V7 degli anni 2000 dallo stabilimento di Mandello sono uscite vere e proprie leggende a due ruote

Moto Guzzi, 10 modelli che hanno fatto la storia
Fondata nel 1921, Moto Guzzi festeggia oggi 15 marzo il suo 100° compleanno, un avvenimento importante che sarà celebrato in tanti modi nel corso dell'anno, culminando a settembre con le GMG le Giornate Mondiali Guzzi. Una storia importante che vogliamo ripercorrere attraverso attraverso 10 modelli che hanno lasciato il segno.


Moto Guzzi Normale, 1921 - 1924
Non potevamo che partire dalla Normale, cioè la prima Moto Guzzi prodotta in serie (2065 esemplari) dal 1921 al 1924. Particolarissima, introdusse uno schema tecnico decisamente moderno per l’epoca con il motore a cilindro orizzontale da 500 cm3, trasmissione primaria ad ingranaggi con tre marce e telaio a doppia culla. Per allora era velocissima (85 km/h) e, a differenza delle rivali inglesi, assai affidabile grazie anche al ridotto regime di rotazione.



Moto Guzzi Sport 15, 1931 - 1939

Erede dell’altrettanto nota Sport 14, la Sport 15 “copiava” le inglesi introducendo il serbatoio posto a cavallo dei tubi del telaio. Nella versione “Lusso”, quest’ultimo era cromato ed abbinato ai bordi dei cerchi. Il monocilindrico orizzontale quattro tempi da 498 cm3 con testa e cilindro in ghisa e carter in alluminio la spingeva ad una velocità massima di 100 km/h. Ne furono prodotte in totale 5.979 unità. 




Moto Guzzi Falcone, 1950 - 1967

Presentato al Salone di Ginevra 1950, il Falcone montava l'iultima evoluzione del classico monocilindrico orizzontale quattro tempi da 500 cm3 della casa di Mandello (il Nuovo Falcone degli anni 70 è tutta un'altra storia...). Il telaio a doppia culla era abbinato ad una forcella telescopica, emtre inizialmente il forcellone oscillante aveva due ammortizzatori a frizione. Divenne celebre per la sua affidabilità e le prestazioni sportive.



Moto Guzzi Galletto, 1950 - 1966
Il Galletto nasce da un’idea dello stesso Carlo Guzzi, che immaginò un mezzo in grado di combinare tra loro i vantaggi di una moto (ciclistica e prestazioni) con quelli di uno scooter (protezione del guidatore, facilità di utilizzo). Anticipò di mezzo secolo la "moda" dei ruote alte di oggi. Fu prodotto in tre diverse cilindrate (160, 175 e 192 cm3), per un totale di oltre 71mila unità. Nel 1961 arrivò anche l’avviamento elettrico tramite un dinamotore.




Moto Guzzi  V7 700, 1965 - 1969

Capostipite dei modelli con il celebre motore a V longitudinale, la V7 700 fu l'ultima opera del celebre ingener Carcano, per anni mente pensante della casa di Mandello. Dotata di un motore da 700 cm3 da 50 CV, segnava l'ingresso di Guzzi nel settore delle "moto pesati" come erano chiamate allora le maxi. Sulla base della V7 furono sviluppateI le moto che, sull'anello di alta velocità di Monza, permisero a Guzzi di conquistare una lunga serie di record di velocità e durata.

 

Moto Guzzi V7 Sport, 1971 - 1977
Evoluzione della V7 700, la V7 Sport fu il modello punta della casa di Mandello, frutto della genialità del direttore tecnico Lino Tonti che, da buon romagnolo, adorava le moto sportive. La V7 Sport montava un'evoluzione del motore della V7 portato a 750 cm3 e 70 CV di potenza e, soprattutto, un nuovo telaio cucito addosso al motore da Tonti e, causa le agitazioni sindacali del tempo, realizzato nel sottoscala di casa sua. Nel ’74, quando la Sport già si era degnamente distinta tra le rivali giapponesi, arrivo anche la versione S con doppio disco all’anteriore e, nel ’75, la S3 con sistema di frenata integrale a triplo disco, brevettato dalla stessa Moto Guzzi. In totale ne furono prodotte 5.972 unità. 



850 Le Mans 1975- 1978
Erede diretta della V7 Sport, la Le Mans sfruttò l’esperienza acquisita nelle gare di durata, celebre il terzo posto (ma sfiorarono anche la vittoria) della coppia Brambilla-Mandracci a Le Mans nel 1971 con un prototipo della V7 Sport maggiorato a 850. La Le Mans I fu commercializzata nel 1975 seguita poi dalla secoda serie e dalla 1000 che restò in produzione fino al primi anni 90.



V35/50 la serie piccola 1978
Nel 1973 Moto Guzzi passò ad Alejandro De Tomaso, già proprietario di Benelli e della fabbrica di automobili omonima. L’imprenditore argentino decise di puntare (anche) sulle moto di media piccola cilindrata e diede il via al progetto che portò alla nascita nel 1978 della “serie piccola”. Il cuore era un nuovo motore, sempre bicilindrico a V con trasmissione a cardano, caratterizzato dalla testata piatta. Nacque così la V50e poii la V35 modelli da subito tra i più venduti. Questo motore fu utilizzato per un gran numero di modelli fino ai primi anni 2000.



V11 Sport 1999
Alejandro De Tomaso cedette Guzzi a Finprogetti nel 1994, tra i modelli sfornati da questa nuova proprietà nel 1999 la splendida V11. La linea era frutto del geniale Luciano Marabese che reinventò le linee classiche Guzzi, anticipando il filone delle modern classic. Il telaio derivava da quello della Daytona con motore 4 valvole, e non si adattava bene alle dimensioni del motore 2 valvole. L’arrivo della proprietà Aprilia nel 2000 permise di sistemare adeguatamente la ciclistica.



V7 2008
Quando il Gruppo Piaggio nel 2004 rilevò Aprilia prese anche la proprietà di Guzzi. L’estro di Miguel Galluzzi nel 2008 diede vita alla V7, che riprendeva il disegno del serbatoio sfoggiato dalla mitica V7 Sport. Declinata in un gran numero di versione la V7 è stata ed è tuttora la moto di maggior successo di Guzzi. Cliccate qui per la prova della sua ultima evoluzione.



 

 



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