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Morto Genesio Bevilacqua, patron di Althea Racing ultimo team privato a vincere un mondiale

L'imprenditore viterbese si è spento a 66 anni. Nel 2011 vinse il mondiale Superbike con Carlos Checa e una Ducati privata

Addio al patron di Althea Racing

Il motociclismo italiano perde Genesio Bevilacqua, fondatore di Althea Racing e figura di spicco nel paddock della Superbike. L'imprenditore viterbese, classe 1959, si è spento lunedì 13 gennaio a Civita Castellana all'età di 66 anni. Proprietario dell'azienda ceramica Althea, aveva trasformato la sua passione per le moto in un progetto sportivo che nel 2011 ha scritto una pagina memorabile del motociclismo mondiale: la vittoria del campionato Superbike con Carlos Checa in sella a una Ducati 1098R gestita da un team privato, battendo le squadre ufficiali. Quindici vittorie in una sola stagione che hanno consacrato Althea Racing ai vertici del mondiale derivate di serie.
Il percorso di Bevilacqua nel motociclismo inizia nel 2007 con la fondazione del team, che debutta nel mondiale Supersport con una Honda. L'anno dopo l'attività si allarga anche alla Superbike e alla Superstock 1000, categoria nella quale arriva un altro titolo iridato nel 2011 con Davide Giugliano. Nel 2016 Althea replica il successo in Superstock con Raffaele De Rosa e una BMW S1000RR, confermando la capacità del team manager di individuare i talenti e costruire strutture competitive. Poche settimane fa aveva presentato la formazione Supersport 2026 con Leonardo Taccini e Alessandro Zaccone, campione uscente della MotoE.

Moto dei Miti e una passione senza fine

Oltre all'attività agonistica, Bevilacqua aveva dato vita a Moto dei Miti, museo privato di Civita Castellana che custodisce una collezione di moto da competizione restaurate e mantenute in condizioni perfettamente funzionanti. La struttura, aperta al pubblico da pochi anni, racconta cinquant'anni di storia delle competizioni motociclistiche attraverso modelli che hanno segnato l'evoluzione tecnica e sportiva delle due ruote. Un progetto nato dalla passione viscerale per il motociclismo che Bevilacqua aveva sviluppato fin da giovane leggendo riviste specializzate, poi alimentata dall'amicizia con Paolo Pileri, campione e mentore che lo aveva guidato nel mondo delle corse.

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