Monopattini elettrici: come è fatto il targhino obbligatorio?
Mentre la normativa resta ferma tra piattaforme mancanti e decreti attuativi, il targhino per i monopattini elettrici è già realtà sul piano industriale. Dimensioni, materiali e costi del contrassegno che presto diventerà obbligatorio…
Come è fatto il targhino obbligatorio?
Il Decreto che introduce il contrassegno identificativo per i monopattini elettrici è stato pubblicato, ma la sua applicazione resta lontana. Come già vi raccontavamo qui, mancano infatti sia la piattaforma per presentare la richiesta sia un ulteriore decreto attuativo, passaggi indispensabili prima che l’obbligo diventi operativo. Nel frattempo però l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato s’è messo al lavoro per lo stampaggio delle prime targhe: ad oggi ne sono state prodotte circa 220mila. Stampato su pellicola retroriflettente nelle dimensioni 5 x 6 cm, il contrassegno ha impresso un codice alfanumerico e il marchio della Repubblica. Si tratta di un adesivo plastificato e non rimovibile (provando a “scollarlo”, l’adesivo si trappa in più punti). Pertanto, in caso di vendita del monopattino dovrà essere distrutto. Il prezzo fissato dal decreto del 6 ottobre è pari a 8,66 euro per ogni contrassegno: 5,03 euro per i costi di produzione, 1,11 euro di IVA al 22% e 2,52 euro di maggiorazione.
Dove si ritira
Una volta disponibile - passaggio che presuppone l’attivazione della piattaforma telematica - il contrassegno potrà essere ritirato presso gli uffici della Motorizzazione Civile o negli studi di consulenza automobilistica, dove è lecito attendersi un costo di servizio aggiuntivo. Prima sarà però necessario attivare una piattaforma telematica dedicata, che al momento non esiste, e successivamente emanare un ulteriore decreto attuativo, previsto entro 90 giorni. Solo dopo scatterà il conto alla rovescia: l’obbligo entrerà in vigore 60 giorni più tardi.
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