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KTM, 500 licenziamenti e 150.000 moto invendute. Che succede ora?

Con la nuova proprietà indiana il marchio austriaco è sottoposto a duri tagli, i primi a subirne le conseguenze sono i dipendenti

La nuova gestione indiana

Con l’intervento del gruppo indiano Bajaj, KTM ha superato la crisi finanziaria e oggi fa parte della holding Bajaj Mobility, ex Pierer Mobility. L’acquisizione, completata nella primavera 2025 per 800 milioni di euro, ha portato Bajaj a detenere il 74,9% della società, con il controllo completo su KTM, Husqvarna e GasGas. A gennaio 2026 la sede legale è stata spostata da Wels a Mattighofen, consolidando il nuovo assetto aziendale. E fin qui nulla di nuovo. Ma la crisi, per gli austriaci, è passata davvero? Le cose a quanto pare non sono così semplici…

Tagli di personale e nuove nomine 

Sono circa 500 i posti di lavoro che saranno eliminati, 2/3 in Austria e il resto nelle controllare europee, concentrati soprattutto in uffici e management intermedio. Dal picco preinsolvenza del 2024, con 5.310 dipendenti, l'obiettivo è far scendere la forza lavoro a circa 3.700 dipendenti. 

Secondo Rajiv Bajaj (amministratore delegato della holding Bajaj Auto), solo 1.000 dipendenti sono direttamente coinvolti nella produzione, mentre gli altri svolgono compiti d’ufficio, ritenuti non essenziali in un processo di razionalizzazione. Per questo fonti indiane hanno ripetutamente indicato la probabilità di ulteriori tagli al personale.
Ma ci sono dei cambi anche al vertice. Sotto la guida di Gottfried Neumeister, CEO confermato fino al 2028, KTM ha avviato un riassetto organizzativo e commerciale. Ad aprile 2026, Stephan Reiff, proveniente da BMW Motorrad, entrerà in KTM come Chief Commercial Officer, assumendo responsabilità analoghe a quelle svolte in BMW, con l’obiettivo di rafforzare vendite e marketing.

Smaltimento della produzione in eccesso

Un altro nodo critico resta l’eccesso di magazzino: come sottolinea la testata tedesca Das Motorrad a fine 2025 erano ancora presenti quasi 150.000 moto invendute, in calo rispetto al record di 248.580 pezzi nei magazzini nel 2024, ma lo stock è ancora molto elevato. 

Il numero comprende sia veicoli nei depositi interni sia quelli presso i concessionari, con costi di logistica e stoccaggio significativi. La riduzione della produzione e della gamma di modelli è parte integrante del piano di risanamento.

Futuro produttivo

E qui casca l'asino. Il processo produttivo di KTM è ormai internazionale. Le piccole 390 cm3 vengono già realizzate in India presso gli stabilimenti Bajaj, mentre le bicilindriche destinate a fasce di mercato medio-alta e all’offroad vengono prodottiei n collaborazione con CFMoto in Cina. In Austria rimangono (per ora) i prodotti di maggiore valore aggiunto, realizzati nello stabilimento di Mattighofen, ma la pressione sui costi è forte e la strategia aziendale punta a “ottimizzare” ulteriormente la produzione globale. 

Insomma, la sostanza rimane chiara. Rajiv Bajaj ha chiarito che la tendenza sarà quella di spostare ulteriori fasi produttive fuori dall’Europa, “integrando la strategia globale del gruppo”. Sappiamo perfettamente cosa significa.  Che la produzione in Europa fosse morta, d’altra parte, Bajaj non l’aveva certo mandato a dire…

A proposito di “ottimizzazione”: KTM è fuori dalla crisi e resta in Austria, ma gli indiani sono chiari: bisogna tagliare

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seabeeper
Gio, 15/01/2026 - 20:38
Fare concorrenza ai produttori cinesi, costruendo fuori dall'Europa, a prezzi elevati, è un miraggio ... KTM le moto le sa fare e sono anche carine, il marketing e range prezzo sarebbero da riconsiderare. Forse gli indiani indicheranno la via!
derblauereiter@
Ven, 16/01/2026 - 00:52
... finché possiamo, godiamoci il Made in Italy .. anche solo in cartolina.. con il trasferimento delle produzioni, venderanno il nome, e basta😒..