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Iran: coppia di motociclisti globetrotter condannati a 10 anni per spionaggio

Una coppia britannica in viaggio intorno al mondo in moto è stata condannata a 10 anni di carcere in Iran con l’accusa di spionaggio. La famiglia denuncia un processo breve e senza possibilità di difesa…

Viaggi in moto?

Impegnati in un viaggio intorno al mondo, i motociclisti britannici Craig e Lindsay Foreman sono stati condannati a 10 anni di carcere da un tribunale iraniano con l’accusa di spionaggio. Arrestati il 3 gennaio 2025, hanno trascorso quasi 13 mesi in detenzione prima della sentenza. 
Il verdetto è arrivato dopo un’udienza tenutasi a fine ottobre dello scorso anno davanti al giudice Abolghasem Salavati, presso la Sezione 15 della Corte Rivoluzionaria Islamica di Teheran. Salavati era già stato sanzionato da Regno Unito, Stati Uniti e Unione Europea per violazioni dei diritti umani e per aver supervisionato quelli che sono stati definiti “processi-spettacolo”. Secondo la famiglia, l’udienza è durata circa tre ore e ai Foreman non è stato consentito presentare alcuna difesa. 

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Stando a quanto riferito dai familiari, la coppia era entrata in Iran la notte di Capodanno 2024 con visti regolari, una guida autorizzata e un itinerario approvato in anticipo. Il programma prevedeva di attraversare il Paese in cinque giorni per poi proseguire verso est. Il percorso includeva Tabriz, Teheran e Isfahan, con arrivo previsto a Kerman il 4 gennaio 2025: una tappa che però non è mai stata raggiunta. Dopo alcuni aggiornamenti pubblicati sui social, ogni contatto si è interrotto; quasi sei settimane più tardi, i media statali iraniani hanno annunciato il loro arresto con l’accusa di spionaggio. 
Attualmente Lindsay si troverebbe nella sezione femminile del Carcere di Evin, mentre Craig sarebbe detenuto nell’ala politica della stessa struttura.
Nel gennaio 2026, 45 deputati e membri della House of Lords hanno firmato una lettera trasversale invitando il Ministro degli Esteri a intervenire ulteriormente sul caso. La famiglia riferisce di aver avviato un dialogo diretto con il governo britannico nella speranza di ottenere il rilascio della coppia, mentre una petizione che chiede l’intervento di Westminster si avvicina alle 64.000 firme.

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